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I tempi che verranno

Con orrore scopro che il pomodoro si è aggiunto alla galassia batteriologica di macchie e aloni osceni presenti sulla tastiera e sullo schermo (!!!) del mac, dato che al momento sto mangiando davanti al computer le fettuccine al sugo di mia zia (sempre sia lodata).
Così mi sono ridotta.
Fuori c'è la prima giornata realmente primaverile dell'anno e io con la forchetta da una parte e il mouse dall'altra a perdere diottrie.
Ma tutto questo finirà, devo solo tenere duro fino a Pasqua. Che dopo sarà peggio.
Alla domenica lavorativa si è aggiunta l'ora legale, simpatica situazione da me molto amata se non altro fino a quando non avevo un tubo da fare.
Stamattina mi sono svegliata e ho guardato l'orologio e il secondo successivo ho pensato «oddio è già così tardi!» e adesso non faccio altro che guardare l'ora in alto a destra sullo schermo e ripetere «oddio è già così tardi!» intervallato da «oddio ho perso un'ora oddio!» che il bianconiglio mi fa una pippa.
Non sono fatta per questa vita.

E infatti ho talmente fretta di lavorare che sto scrivendo sul blog.
Tergiverso ma non posso non dire quanto mi hanno fatto piacere tutti quei commenti nel post precedente. Ringrazio gli abitanti di Lurkerburg (eheh) che si sono palesati, gli amici che mi conoscono extra-blog e quelli che non vedo mai ma si sono rifatti vivi (Pronzo!!) e anche, Iddio li abbia in gloria, quelli che hanno ammesso CAMPO UGUALE, perché dai su, se domani la blogosfera sparisse per sempre dopodomani già ce ne saremmo scordati. E meno male.
Oddio, sembra che sto facendo il discorso degli Oscar, ora ringrazio anche mamma e Gesù Cristo.
Ok, basta.
Era per dire che di chiudere non se ne parla, ma non era nemmeno un tracobetto per vedere quanti seguaci ho. Era così, un diversivo. Hop! vediamo se scrivendolo si avvera! No. Fail.

La cosa che si avvera è un'altra, temo.
Non ne posso più del Cannocchiale, è ufficiale, me ne vado.
Mo' appena ho due minuti (=MAI) trasloco tutto l'ambaradan da qualche parte.
Immagino che esista un modo si trasferire 6 anni di blog da una piattaforma all'altra ma è cosa che non si avvicina neanche lontanamente alle mie seppur vastissime (...) conoscenze.
Io di migrazione non so niente (a parte quella delle papere), e mi chiedo perché mai dovrei saperne, non è che di notte mi installano i programmi nel cervello tipo Matrix.
Il bello è che ho deciso che non me ne frega niente, 6 anni di post resteranno alla deriva nell'etere e alla larga dai miei sentimentalismi stracciabudella, così magari la smetto di fissarmi con la roba passata. Sarebbe pure ora. Cura d'urto e via, fosse fosse che il blog risulti utile per qualcosa? Altro che psicanalisi.

Bene, la tal cosa è scritta e dunque avverrà, non so quando. Presto. Avrete notizie.
Torno a lavorare.

P.S.
Non è che abbia abbandonato l'idea di farmi pure un tlog (esempio di tlog --> qui).
Twitter manco morta, FB lo sapete come la penso, FriendFeed e altre cose di comiuniti ho il vomito.

Pubblicato il 28/3/2010 alle 14.49 nella rubrica Diario.

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