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Tornano i post di pubblica utilità

Ho già visto A Serious Man, il nuovo film dei Coen. Usciva oggi, visto oggi. Nessuno voleva venire, visto lo stesso. Non perché abbia chissà quale statua in oro massiccio dei Coen in camera mia (anche se Il Grande Lebowski, come sapete, basterebbe almeno per un altarino), ma perché 1) volevo andare al cinema 2) volevo andare al cinema e basta 3) volevo vedere un film grottesco e pessimista 4) non volevo fare altro e 5) potrò fare il cazzo che mi pare?
Ok.
Detto questo, a me è piaciuto. Non piacerà a nessuno, ha fatto schifo alla critica e nessuno lo capirà, io non l'ho capito ma mi è piaciuto. Grazie a Dio non faccio il critico e ho smesso da tempo di spiegare il cinema alla gente (ho smesso da tempo anche di saperne qualcosa, oggi ho sparato che Ossessione è degli anni '60, per esempio, postdatandolo di appena vent'anni) quindi posso solo dire fico, mi è piaciuto.
Parla solo di ebrei, spiega le cose ebree con termini ebrei, la storia già non la ricordo più, finisce con una botta di pessimismo da far accapponare la pelle pure a Babbo Natale, si svolge negli anni '60, ricostruiti alla grande, e fondamentalmente è un film sui Jefferson Airplane, Iddio li abbia in gloria. Quindi per tutti questi motivi mi è piaciuto. E non sono ebrea.
Al momento, smettere di ascoltare Somebody to love del suddetto gruppo, mi è fisiologicamente impossibile (è la canzone del trailer).
Alla fine, voglio dire, se mai lo vedrete, la scena col vecchissimo rabbino mentore supremo che incontra il ragazzino fatto di erba dopo il suo Barmitzvah, o come si scrive, fa crollare in un attimo l'assurdo castello di finte sicurezze ebraiche costruito fino a quel momento, dimostra che nessuno sa niente e niente vale un cazzo e inoltre mi ha strappato una sonora risata, cosa non da poco.
Quindi mi è piaciuto.
Sì, ci sono i soliti personaggi borderline.
Sì, tutti fanno cose senza senso.
Sì, ci sono gli archetipi, gli stereotipi, e vari altri tipi.
Sì, potrebbe essere percepito come palloso (non da me).

No, non mi pagano per parlarne, volevo scrivere anche altre cose di pubblica utilità ma i Coen mi hanno preso la mano. Ora la smetto.
È che di recente non me la passo benissimo, per usare un abusato eufemismo, e avevo bisogno esattamente di questo film e di questa canzone.

Poi ognuno nei film ci vede quello che vuole, o quello che ha bisogno di vedere, ed è per questo che mi sono data al giapponese, riconvertendo il mio diploma di laurea in utile tappezzeria da interni per armadi.

Pubblicato il 4/12/2009 alle 23.44 nella rubrica Cine qua non.

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