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Sendai Banzai - La terra trema e la tenutaria, sentitamente, ringrazia
post pubblicato in Shitcom, il 14 giugno 2008
No, ma non vi affannate.
Piano con le telefonate e le mail, fatemi respirare, tranquilli, tranquilli, sto bene.
Il terremoto 7° grado scala Richter, epicentro a 50 km da casa mia di questa mattina non mi ha seppellito sotto cumuli di macerie.
No, ma non vi preoccupate così tanto, ho detto che sto bene.

M O S T R I.

L'unico, dico L'UNICO, che si è manifestato aprendo la mail con come stai, tutto bene? è stato il valoroso inutile e la Sweethome tutta gliene rende atto pubblicamente, poco importa che il vero scopo della mail fosse irridere una nuova legge giapponese da poco in vigore (questa).

E' un fatto che l'intera facciata occidentale del globo si sia dimenticata di me, non ultimi i miei genitori degeneri (degenitori?) i quali, prontamente informati via mail dalla sottoscritta, terrorizzata dall'ipotesi che potessero crepare di infarto alla vista del tg, telefonavano dopo ORE, comunicando con fare garrulo e pimpante stiamo andando in montagna! Ah che bello... aspetta aspetta c'è il tunnel! Tu novità? totalmente all'oscuro di tutto.

No, io novità no.

Ho fatto l'alba per vedere la partita dell'Italia, in diretta, al bar sport di Sendai con maxi-schermo e tifo da stadio (nove persone in tutto), rientrata ho giurato a me stessa di dormire fino al giorno dell'apocalisse e così è stato, quattro ore dopo infatti il terremoto mi ha (letteralmente) buttato giù dal letto e tristemente confesso che la prima cosa che sono stata in grado di pensare è stata oddio che ore sono? Sto facendo tardi al lavoro!
Resami conto dell'incresciosa situazione (tra l'altro era sabato) restavo impassibile sotto le pezze, da quando sono qui sarà il decimo terremoto che sento - no hay problema, imprecando come al solito con frasi sconnesse: dai su basta. eddai. basta su. e fermati!
L'ultimo e fermati! segnava l'inizio del pensiero successivo ops, stavolta è un po' fortino, sulle note distorte degli oggetti in caduta libera nella stanza adiacente. Crash. Makekazz... Stu-tunk! Eddai... Cling-cling. Forse è il caso che mi alzi...

Per fortuna è durato poco.
Sono uscita sul pianerottolo e c'erano mandrie di indonesiani terrorizzati e un tale vestito da capo a piedi con lo zaino in spalla. Ammazza, ho pensato, organizzatissimo.
Un padre di famiglia mi fa tremolando still shaking? e io nono, it's ok now col piglio della donna vera, quella che ne ha viste troppe per lasciarsi intimorire da uno stronzissimo fremito della crosta terrestre. In realtà mi rodeva ampiamente il culo e volevo solo tornare a letto.

Medaglia al valore ai caduti sul campo: il vasetto coi fiori del compleanno, piazzato sulla tv, che ha inondato d'acqua la moquette (ancora umida), incensi e porta-incensi vari crollati sempre dalla tv, un plotone di barattoletti di spezie (mai usate) dal ripiano della cucina, i cd passati da posizione verticale a orizzontale.
Fortuna che i piatti erano lerci e accatastati nel lavello, fossero stati lavati e messi a scolare in alto ora avrei un bel frullato di cocci (e mi troverei costretta a mangiare raschiando il cibo dalla padella per i restanti due mesi, non che ora non lo facc... ehm).
Constatato il tutto sono tornata a letto, non prevedendo che il centinaio di scosse di assestamento successive non mi avrebbe fatto chiudere occhio mai. Infatti.
Sono passate 12 ore e ancora non sono finite, ce n'è stata una tipo tre minuti fa. L'ennesimo ebbastaaaa! si è librato alto nel cielo.

Impossibile dormire anche perché il telefono subito dopo ha cominciato a squillare all'impazzata, nell'ordine:
- n. 1 volta la capa tarantolata (quella dell'episodio 1.5 della Shitcom) dal letto di casa sua credo, a giudicare dalla voce ultraterrena
- n. 2 volte il capetto tremebondo dall'ufficio, cosa facesse lì di sabato alle 9 resta un mistero
- n. 2 volte il collega jamaicano, responsabile dei JET dell'intera provincia, che si è dovuto fare il culo a chiamare tutti, tipo cento persone, per chiedere sei vivo?
- n. 1 volta + sms l'amica, nonché JET, italiana che sta a Kyoto
- n. 1 volta + sms l'amico, nonché JET, italiano che sta ad Aomori (telefonata questa del calibro di un 899, intendo per lunghezza, visto che il ragazzo non sputa un attimo, per dirla raffinata)

Si è aggiunto anche il momento di panico quando cercando di contattare la mia amica americana mi sono ricordata che oggi andava in gita fuori porta. Destinazione epicentro.
A breve il testo, futura hit sanremese dal chiaro intento di denuncia sociale.

Alla fine ho rinunciato al sonno e ho messo il tg.
Cinque morti, una ventina di dispersi, duecento feriti, un ponte crollato, un pezzo di montagna franata su una strada, treni bloccati, case rurali a pezzi, a Sendai una crepa nell'asfalto e due finestre di hotel esplose.
Ecco.

No, ma io sto bene.
Non vi affannate.
Mi perdonerete se ora cerco di dormire.

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permalink | inviato da Alabama! il 14/6/2008 alle 16:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (24) | Versione per la stampa
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