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Strange days
post pubblicato in Diario, il 14 maggio 2008
Ok, non sono le foto, ma volevo aggiornare ugualmente.
Abbiate pazienza.

Mi cola il naso e ho dimenticato le aspirine a casa (quelle italiane).
Se stasera ho anche solo mezza linea di febbre faccio una strage.
Ma no, dai. Sara' il solito raffreddore che mi dura millenni. Ho ancora la tosse da minatore, quando tossisco mi escono le lacrime, mi bruciano gli occhi, mi si sconvolgono gli organi interni. Stasera cocktail di stupefacenti.

So che domenica prossima ci sara' l'ultima di campionato piu' esaltante da quando il calcio e' stato inventato e mi tocca ritrovarmi a sperare che la Roma non vinca lo scudetto, semplicemente perche' non potrei partecipare ai caroselli, alle urla, al bagno nelle fontane, alla folla, al delirio collettivo.
Cazzo.
A me del calcio non me ne frega niente, mi addormento davanti alle partite, ma ragazzi, ricordo lo scudetto del 2001 (17 giugno 2001) come uno degli eventi piu' stratosferici della mia vita, cioe', dai, come i mondiali, quando la tua squadra vince lo scudetto e' impossibile fare finta di niente. E' per fare casino, per condividere l'euforia, per ballare nelle piazze, stronzate del genere. E poi e' LA MAGGGICA ao'!
Ma sara' che il 2001 e' stato uno degli anni piu' belli della mia vita.
Vabbe', se la Roma vince e io non sono li' mi tocchera' postare qualcosa sullo scudetto passato, quando questo blog non esisteva, Alabama non esisteva, un'altra Federica esisteva. Minkia 7 anni.
E mi tocchera' scendere per strada qui, da sola, e cantare Grazie Roma.
Spero che non vinca. Non me ne vogliano i romanisti. E' puro egoismo, sticazzi del calcio.

Poi. Gli orizzonti lavorativi si stanno ampliando tutto d'un botto e la cosa comporta quotidiani sbalzi di umore dal picco esaltazione/dominio del mondo alla fossa commiserazione/sono un'incapace.
Ieri sera, ad esempio, ho dato forfait per un lavoro di traduzione che mi avevano offerto. Ma si', prendiamo a calci le occasioni, brava! In realta' avrei degli assi nella manica (ehm, spero buoni), solo che non riesco a capacitarmi di quanto io possa a volte consapevolmente agire da completa idiota.
Consegna troppo stretta, impegni collaterali, alcuni tecnicismi ostici ma testo facile, cose di fumetti poi... Comincio a sospettare che il mio (presunto) eccesso di professionalita' (questa parola, legata al mio nome, mi fa ancora abbastanza sbellicare) sia solo un bieco trucchetto, manco tanto furbo, per mascherare la strizza e il terrore di non farcela.
Sono una minkiona.
Comunque ora ho una prova per la traduzione di un romanzo.
Chi mi vuole bene incroci le dita, ma sul serio, io intanto ieri ho proclamato a voce alta TI LASCIO A BOCCA APERTA. Parlando da sola, ovviamente.

Infine, ho tristemente scoperto via Wittgenstein (ogni tanto quell'uomo si rende utile) che ieri e' morto Robert Rauschenberg, esponente della Pop Art non famoso quanto Warhol o Lichtenstein ma ugualmente caro a noialtri appassionati di bizzarrie cromatico-espressive. Pe' capisse, era quello che faceva enormi dipinti utilizzando anche legno, stracci, metallo, foto.
R.I.P.






I am just a poor boy
Though my story's seldom told,
I have squandered my resistance
For a pocketful of mumbles
Such are promises

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permalink | inviato da Alabama! il 14/5/2008 alle 3:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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