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Sendai Banzai - Livin' la vida loca
post pubblicato in Shitcom, il 2 febbraio 2008
Per uccidere lo stallo, in attesa di provare la tecnica di Iggy (vedi commenti post precedente), ieri sera sono andata a ballare con un gruppo di anglofoni misti a jappofoni misti a personaggi non meglio identificati.
Andiamo, andiamo, che l'amica di Tizia canta nel locale X!
Bene, da paura! Esaltazione e messa in tiro strategica, che nun se sa mai.

Povera minkiona ingenua, ignoravo che qui vanno tutti pazzi per l'hip hop e io l'hip hop l'ho smesso, come gli psicofarmaci del resto, quando avevo 17 anni, resami conto che esisteva dell'altro, tipo le camicione a scacchi e l'anima aleggiante del povero Kurt, o i collarini con le punte e lo smalto nero, o ancora le magliette rotte e le urla fameliche quando ti rendi conto che proprio no future.
Insomma per dire che tra me e l'hip hop sono passate giusto quelle tre o quattro ere geologiche per cui se ancora riesco ad ascoltare Eminem (di cui peraltro si sono perse le tracce, forse è in galera per aver fatto arrosto sua madre) è solo perché consapevole che è stato il canto del cigno di un genere che se non sei nato nelle favelas e non giri con il mitra in saccoccia non ha molto senso.
Uno a 15 anni non se ne rende conto. Per fortuna l'adolescenza è un vuoto a rendere. (uuuhh, fica questa, mi è venuta così, speriamo voglia dire qualcosa!)

Cosa che invece sembra non essere stata resa qui, visto che l'età media è sui 24 (comunque pochissssssimi, per quello che mi riguarda) e questi non vedono l'ora di andare a molleggiare ingobbiti uno sull'altro, tirando su la manuccia e facendo yeah ogni tanto.
Cioè, tutti. Sia jappi che forestieri.
Sono quelle cose inspiegabili tipo i cerchi nel grano, che la mediocre mente umana (figuramose la mia) non arriverà mai a comprendere.

Bene, quindi son dovuta restare a tradimento ore e ore a molleggiare anch'io, investita da una nube di fumo a cui non sono più abituata, che alla fine mi puzzavano anche gli organi interni e bere cocktail che in Japponia costano sì pochissimo ma è perché fanno schifissimo (tipo: un vodka lemon che sembra un limone andato a male o un tequila sunrise che è succo di frutta allungato con acqua).

Nel mentre la mia amica era ubriaca marcia (come abbia fatto, resta un mistero) e tutti gli altri sparpagliati in ogni dove.
Gli anglofoni maschi ci provano con le jappe, perché al paese loro gli va male e qui invece spopolano (ma anche no).
Le anglofone femmine sono le vere star, fanno cose da ubriache, tipo urletti e corsette, poi ciondolano appoggiate a qualunque spalla capiti loro a tiro.
I jappi maschi fanno cose non-sense come sempre, tipo essere vestiti in giacca e cravatta o atteggiarsi a gangsta paradise e passare l'intera serata appoggiati al muro a bere succo di carota.
Le jappe femmine hanno il girovita di Barbie, vestiti che sono quadratini di stoffa (di Barbie, per l'appunto) e il trucco di Moira Orfei. Aprono bocca unicamente per dire com'è divertente! o chiedere tutto bene? (pensando forse che i poveri occidentali possano non riprendersi mai più da tale disumano livello di perdizione).

Alla musica dei dj si alternavano parti live, e mioddio stenderei un velo peloso sul gangsta rap japponese, dal vivo per giunta...
Sono arrivata a compiere gesti di esultanza quando hanno messo Shakira.
Peggio dell'hip hop c'è solo il reggae, ma questa è un'altra storia.

AAA
cercasi disperatamente amanti punk, indie, rock qualunque, urla.
Ma anche le sigle dei cartoni animati vanno bene, a sto punto.


You're so hard core!
(esilarante frase rivoltami da un amico anglofono, mentre armeggiavo col limone andato a male, molleggiando vagamente, scrutando l'infinito, invocando pietà. Cosavràvvolutodire?)

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permalink | inviato da Alabama! il 2/2/2008 alle 17:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (26) | Versione per la stampa
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