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Fare thee well
post pubblicato in Diario, il 28 dicembre 2009
Credo che la coerenza sia un valore troppo sottovalutato.
Spesso non viene proprio preso in considerazione.
Siamo tutti troppo impegnati a circumnavigare il nostro ombelico e a parlare con noi stessi allo specchio e coi noi stessi del passato, a fare i pazzerelli (per non dire i matti da ricovero), impegnati a cercare di non stare male, a cercare di fare quello che ci pare, sempre, per ricordarci che la coerenza vuol dire anche rispetto del prossimo, oltre che di noi stessi. Per lo più ce ne fottiamo. Ma dovremmo tutti sforzarci di essere coerenti, cazzo, sennò che cresciamo a fare? Un bambino può fottersene, e ci mancherebbe altro, un bambino ha altro a cui pensare. Un adulto no. Non può prescindere dal prossimo, non può fare il cazzo che vuole, non può, estendendo il concetto di coerenza, gridare al lupo al lupo come Pierino. O meglio, certo che può.
È solo che io non lo sopporto.

Capodanno si avvicina e io cerco il senso della vita nei testi delle canzoni di Bob Dylan, e non mi basterebbero tre blog per parlarne. Ho 4/10 di dita maciullate e continuo a farle bruciare. Il solito passatempo. Per ora l'epoca dello smalto è finita.
Mi sembra di stare meglio, anche se di fatto non è cambiato nulla, ma almeno ho smesso di frignare e di sentirmi perseguitata e tutti mi odiano e nessuno mi vuole bene ecc.
Boh, spero sia passata.
Alla fine dicembre è il peggiore dei mesi. Il primo gennaio tirerò una bella boccata di ossigeno e il 2009 sarà solo un ricordo, bello o brutto dipende dai punti di vista, ma insomma, non peggio di altri. Anzi.
La mia festa dei trentanni me la ricorderò finché campo, e solo quella basterebbe a farne un anno grandioso.

Non so se ci si risente a breve, intanto mi porto avanti e auguro a tutti un ottimo 2010, migliore del migliore degli anni passati.


May God bless and keep you always,
May your wishes all come true,
May you always do for others
And let others do for you.
May you build a ladder to the stars
And climb on every rung,
May you stay forever young,
Forever young, forever young,
May you stay forever young.

May you grow up to be righteous,
May you grow up to be true,
May you always know the truth
And see the lights surrounding you.
May you always be courageous,
Stand upright and be strong,
May you stay forever young,
Forever young, forever young,
May you stay forever young.

May your hands always be busy,
May your feet always be swift,
May you have a strong foundation
When the winds of changes shift.
May your heart always be joyful,
May your song always be sung,
May you stay forever young,
Forever young, forever young,
May you stay forever young.

[B. Dylan, Forever young, 1973]

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permalink | inviato da Alabama! il 28/12/2009 alle 23:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
E tanti auguri a lorsignori
post pubblicato in Diario, il 24 dicembre 2009
Una di quelle notti in cui non voglio andare a letto anche se crepo dal sonno, so che schianterò in un tonfo soporifero appena toccato il cuscino ma sto qui appiccicata a farmi sanguinare gli occhi, a leggere stronzate, a cercare siti di gente che a stento ho sentito nominare, a farmi attraversare il cervello da duemila flash e impulsi, ad aprire altre pagine e pagine e pagine, facendo rimbalzella tra un blog e l'altro, un fumettaro, un critico, un giornalista, ping pong tra gli 0 e gli 1 del sistema binario e del sistema mondo.
Mi giro e il letto è devastato, oggi mi sono cambiata tre volte e gli avanzi sono tutti lì, quelli appallottolati, quelli piegati, quelli buttati a caso, varie borse, regali ricevuti, pacchetti da dare, pupazzi (sempre e ovunque), fogli, aggeggi. È la superficie più ampia e utilizzabile presente in camera mia e per forza di cose diventa uno scempio. Credo che non mi vada di andare a dormire perché non mi va di spostare tutto per trovare la via d'accesso.

Stasera ho ricevuto:
- spilla di Totoro, chi me l'ha regalata conosce i suoi polli.
- librone dei Peanuts con le tavole domenicali degli anni '60. Polli noti anche qui.
- una custodia per iPod shuffle nera a forma di diavoletto, con le corna, la codina e tutto. Il gadget definitivo, già posizionato.
- piccola trousse con ombretti. Uhm. Azzardato ma anche della serie "c'avemo trentanni, che volemo fà?". Condivisibile.
- delle mutande trashissime leopardate multicolore che credo metterò a capodanno. Anzi, sicuro. Abbiamo constatato che il famoso rosso non ci ha ancora rese né mogli, né miliardarie, né immortali.

Riceverò altre cose, ma mi riterrei già soddisfatta.



Io ho regalato perlopiù fotografie, in 20x30 o 20x20, incorniciate ad arte dal mio corniciaio di fiducia, che ha la bottega qui sotto e da quando mi sono trasferita tre anni fa con tutti i soldi che gli ho lasciato ha di molto abbellito il negozio.
Regalo anche fumetti, come al solito, alle persone che li apprezzano.

Non vado a letto perché so che tanto domani posso dormire. Il bello di rimanere disoccupati sotto le feste è che puoi organizzarti tutto con calma, non correre all'ultimo secondo, non uscire nell'ora di punta, fare un pacchetto al giorno in completo relax. È quello che ho fatto, io che alla fine (ma anche all'inizio) sono votata al relaxing estremo. Quindi domani che è la vigilia, mentre tutti impazziranno io dormirò.
Oggi ho anche fatto la mia parte per il cenone famigghiare, preparando l'humus arabo (è arabo?), vale a dire il patè di ceci, la salsa ai ceci, ma come si dice? Boh.
Ovviamente non l'avevo mai fatto. Ho chiesto la ricetta all'inutile, che si dimostra sempre più utile man mano che si va avanti con le problematiche della vita, sono stata al supermercato bio a comprare i bio-ceci e l'ingrediente X (che non vi dico cos'è, sennò che ingrediente X sarebbe?), poi sono andata da mia madre per usare il suo robot da cucina da mille euro, visto che non credo di avere un frullatore in casa. (Parentesi: mia madre odia cucinare tanto quanto me e si compra sti aggeggi sperando che le risolvano la vita, tipo battere le mani e trovare l'anatra all'arancia già fumante sul tavolo. Non va esattamente così.)
Insomma si trattava di fare una crema da spalmare sulle tartine dell'antipasto e io, per aumentare la mia già elevatissima quota di punti frikkettona, ho proposto alla famigghia questa cosa molto centro sociale equo e solidale. Consenso unanime, basta che se magni.
Una crema dovrebbe essere la cosa più facile da preparare, essendo solo un mix di ingredienti da frullare insieme e via. Ho sbagliato tutte le dosi. E avevo il foglio davanti. Evidentemente ho dei problemi con la dicitura q.b. oppure dei problemi in generale alla parte del cervello preposta all'azione del cucinare (forse è la stessa del senso dell'orientamento) oppure dei problemi e basta.
Vabè, dosi sbagliate, non sapeva di niente se non di ceci maciullati (quindi di niente un po' amaro), ma miracolosamente mia madre, proprio lei, ha risolto tutto dicendomi cosa aggiungere e in quale quantità. Che donna. Mia madre è il tipo di cuoca che se non ha un ingrediente, cosa che capita spesso le rare volte che decide di preparare una vera pietanza, ne mette uno vagamente simile, o anche del tutto diverso, "tanto è uguale". Un abominio, a sentire i veri cuochi. Io la ammiro senza se e senza ma, la cucina va presa in modo leggero e ironico, non reverenziale e apocalittico, santoddio.
In due sembravamo Totò e Peppino, le comiche, una cosa così. Ma poi mi risolve il problema dosi in un attimo, senza aver mai nemmeno sentito nominare l'humus. Grande mamma.
(ok, ho riletto e ho esagerato, diamo a mamma quel che è di mamma, il suo ragù resuscita i morti, per la miseria!)

Ormai vado avanti a scrivere per forza d'inerzia, sono le 4:36 e il letto è sempre lì che non si spiccia da solo. Ora vado.

Mi premeva fare a tutti voi gli auguri di buon Natale, buone Feste e buon Tutto, sempre che stiate ancora leggendo. Chi conosco di persona riceverà o ha ricevuto gli auguri, per quel che può valere, anche a voce o via sms o via mail o via qualcosa. Chi non li riceve vuol dire che non se li merita. La beneficenza è finita, tocca cominciare a impegnarsi un minimo.

Con le dita sanguinolente vi saluto e tento il numero del "sgombra il letto col pensiero".
A volte mi riesce.


Then you better start swimmin'
Or you'll sink like a stone
For the times they are a-changin'


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permalink | inviato da Alabama! il 24/12/2009 alle 4:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
Domino
post pubblicato in Diario, il 16 dicembre 2009
Negli ultimi mesi, diciamo da settembre a oggi, c'era un momento in cui rifiutavo lavori, pensa te, oberata dai manga e dalle scadenze, c'era pure un momento in cui rifiutavo uomini, dimmi te!, oberata da frulli e rifrulli mentali e fisici.

Alle soglie del Natale mi ritrovo consapevolmente e riccamente fottuta in entrambi i settori.




(ain't no joke, potrei latitare per un po', finché non tiro su i pezzi)

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Viene dall'Estonia
post pubblicato in Pop Culture, il 11 dicembre 2009



via

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permalink | inviato da Alabama! il 11/12/2009 alle 0:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
Tornano i post di pubblica utilità
post pubblicato in Cine qua non, il 4 dicembre 2009
Ho già visto A Serious Man, il nuovo film dei Coen. Usciva oggi, visto oggi. Nessuno voleva venire, visto lo stesso. Non perché abbia chissà quale statua in oro massiccio dei Coen in camera mia (anche se Il Grande Lebowski, come sapete, basterebbe almeno per un altarino), ma perché 1) volevo andare al cinema 2) volevo andare al cinema e basta 3) volevo vedere un film grottesco e pessimista 4) non volevo fare altro e 5) potrò fare il cazzo che mi pare?
Ok.
Detto questo, a me è piaciuto. Non piacerà a nessuno, ha fatto schifo alla critica e nessuno lo capirà, io non l'ho capito ma mi è piaciuto. Grazie a Dio non faccio il critico e ho smesso da tempo di spiegare il cinema alla gente (ho smesso da tempo anche di saperne qualcosa, oggi ho sparato che Ossessione è degli anni '60, per esempio, postdatandolo di appena vent'anni) quindi posso solo dire fico, mi è piaciuto.
Parla solo di ebrei, spiega le cose ebree con termini ebrei, la storia già non la ricordo più, finisce con una botta di pessimismo da far accapponare la pelle pure a Babbo Natale, si svolge negli anni '60, ricostruiti alla grande, e fondamentalmente è un film sui Jefferson Airplane, Iddio li abbia in gloria. Quindi per tutti questi motivi mi è piaciuto. E non sono ebrea.
Al momento, smettere di ascoltare Somebody to love del suddetto gruppo, mi è fisiologicamente impossibile (è la canzone del trailer).
Alla fine, voglio dire, se mai lo vedrete, la scena col vecchissimo rabbino mentore supremo che incontra il ragazzino fatto di erba dopo il suo Barmitzvah, o come si scrive, fa crollare in un attimo l'assurdo castello di finte sicurezze ebraiche costruito fino a quel momento, dimostra che nessuno sa niente e niente vale un cazzo e inoltre mi ha strappato una sonora risata, cosa non da poco.
Quindi mi è piaciuto.
Sì, ci sono i soliti personaggi borderline.
Sì, tutti fanno cose senza senso.
Sì, ci sono gli archetipi, gli stereotipi, e vari altri tipi.
Sì, potrebbe essere percepito come palloso (non da me).

No, non mi pagano per parlarne, volevo scrivere anche altre cose di pubblica utilità ma i Coen mi hanno preso la mano. Ora la smetto.
È che di recente non me la passo benissimo, per usare un abusato eufemismo, e avevo bisogno esattamente di questo film e di questa canzone.

Poi ognuno nei film ci vede quello che vuole, o quello che ha bisogno di vedere, ed è per questo che mi sono data al giapponese, riconvertendo il mio diploma di laurea in utile tappezzeria da interni per armadi.


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permalink | inviato da Alabama! il 4/12/2009 alle 23:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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