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Allucca! (AAAAHH!)
post pubblicato in Diario, il 29 ottobre 2009
- Voce del verbo alluccare, che in napoletano significa urlare. Eh sì, la minoranza etnica in casa regala grandi soddisfazioni.
- Voce del verbo fiera di Lucca, andare a.
Andiamo allucca! AAAHH!

Domani si parte, domani sera per la precisione, si arriva nei pressi, si dorme e il sabato ci si reca in loco, e mi sa pure la domenica. Poi si torna.
La mia prima Lucca senza Nonno Inutile, troppo indaffarato a traslocare la sua vita.
Vado con Sandra & Raimondo ma in fiera sarò sola, di nome ma non di fatto, visto che dovrei incontrare mucchi di persone, bivaccare presso svariati stand, stringere mani, vedere gente, fare cose. Più che altro comprare. La spesa stimata sfora il PIL del Lichtenstein, mi servirà una carriola temo. Non importa. Mi doterò di carriola. Ho bisogno di una nuova libreria.
Chi sarà presente sab o dom faccia un fischio e ci si vede, io sarò quella col cappello a forma di orsetto, carica come un mulo, intenta a maledire i cosplayers, a metà tra la beatitudine e l'esaurimento. Non avevo detto basta fiere? Sì sì come no.
Ultima postilla per il posterillo della manifestazione. Avete mai visto niente di più brutto?



Non so voi, io lo trovo orribile.

Per il resto sto inchiodata a tradurre per finire in tempo della roba.
Devo vedere i boss e un plotone di traduttrici (tutte donne, ahimè) con cui ho intenzione di formare una squadra d'assalto. Non lo so, vedremo.

Biglietti da visita, deodorante, scarpe comode, borsa capiente.

Chiuso per Lucca.



permalink | inviato da Alabama! il 29/10/2009 alle 9:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Sbando qua e là
post pubblicato in Diario, il 24 ottobre 2009
Il Festival del Cinema di Roma è finito ieri e sono fiera di averlo completamente ignorato. Zero, non mi sono neanche avvicinata. L'unica cosa che ho ammirato, credo la cosa migliore di tutto il festival, è il magnifico manifesto che si poteva adocchiare in giro per Roma. Questo.





È opera di LRNZ, un romano un po' pure fumettaro, amico di un amico mio, gioitene tutti. Bello, no?

Restando in tema, ho visto UP al cinema (non in 3D, basta il 3D mi ha già stufato) e l'ho trovato uno dei migliori film Pixar di sempre. Sul serio. La recensione che avrei potuto scrivere l'ha scritta molto meglio il giovane cinefilo, che poi è lo stesso dei Friday Prejudice. Specie dove dice che i due elementi fondanti della Pixar sono la scrittura e il cuore. Condivido totalmente.
Vedetelo, vi straccerà il cuore, piangerete come vitelli e vi spancerete dalle risate. Se non è cinema questo.

Stanotte torna l'ora solare e il mio umore si affosserà ancora.
Sogno le persone sbagliate tutte le notti, dormendo abbracciata al coniglietto di quando avevo tre anni. Che non ha nome, si chiama Il Coniglio. Mia madre ha fatto piazza pulita nella mia vecchia stanza e ho dovuto salvarlo dal macello.
Poi la prossima settimana c'è Lucca. Sono scioccamente impaziente di andare, anche se sarà un po' uno spartiacque, chiude la stagione delle fiere, apre l'inverno vero, gli amici se ne vanno, tocca fare i conti con l'anno nuovo, cominciare coi buoni propositi. L'anno scorso di questi tempi ero carica a un voltaggio esagerato, me ne andavo in giro ballando e cantando. Che cazzo è successo? Se ci penso, quest'anno son successe cose belle. E allora perché cazzo sto così? Vabbè, non è difficile. Sempre le solite storie.

Ascolto Louis Armstrong che con la sua tromba suona La vie en rose.
E quindi così.

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permalink | inviato da Alabama! il 24/10/2009 alle 12:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
158
post pubblicato in Diario, il 21 ottobre 2009
Oggi farò due colazioni, una già fatta appena sveglia sfogliando internet, col latte freddo i biscotti al cioccolato e i cereali, una tra un'oretta al bar con l'inutile e la mia amica-sorella che conosco da 20 anni. Un'altra della "famiglia". Al bar latte macchiato caldo e cornetto integrale al miele. Poi sto a posto. In genere ne faccio una, eh, ma oggi è meglio che esco un po', che poi mi rimetto al chiodo. Faccio due chiacchiere, due risate.
Da domenica giro frastornata e incazzosa, un po' per il freddo (un po' tanto), un po' per delle faccende, un po' perché ho strusciato Gilda e adesso per colpa unicamente della mia cazzonaggine ha uno sbrego di 30 cm sul davanti vicino alla ruota, che io sia maledetta.
L'oroscopo odierno mi dice "Saturno suggerisce di concludere i rapporti che non vi permettono di esprimervi" e credo che abbia proprio ragione.

Domenica ho scaricato Redemption Song nella versione di Johnny Cash e Joe Strummer (insieme!), non sapevo che esistesse, l'ho sentita alla radio e mi sono precipitata a cercarla.
Il contatore di iTunes dice che l'ho ascoltata 158 volte. In tre giorni. È la più ascoltata.

158.
Sì, c'è qualcosa che non va.

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permalink | inviato da Alabama! il 21/10/2009 alle 8:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
Il sabato del villaggio
post pubblicato in Diario, il 18 ottobre 2009
Ieri.
Il principe consorte si reca a Napule a trovare il parentado, io ho LaCoinq a mia disposizione e decidiamo di andare insieme dal parrucchiere, come fossimo sul vialetto alberato di Wisteria Lane con le villette a schiera e i ragazzini in bicicletta, qui non c'è nulla di tutto ciò, ma entriamo da Jacques sghignazzando perché entrambe pensavamo a quella stessa cosa.
Entriamo lei con tutti i suoi ricci indomabili, io liscissima come al solito e ci mettiamo lì a farci frizionare, parlando di George e la Canalis e della Gregoraci incinta (nooooo!) e tra una sforbiciata e una piastrata Luca ci chiede ma siete sorelle? e lei fa no, coinquiline! e sembrava che dicesse scherzi? solo sorelle? siamo coinquiline, molto di più. Poi vai a spiegare che ci conosciamo da 12 anni e per me che non ho sorelle né fratelli e l'ho sempre rimpianto, conoscere le mie amiche è stato come fare 6 e beccarsi il jackpot da millemilioni e finché ci saranno loro non avrò mai un solo problema al mondo che non possa essere risolto con una risata.
Usciamo lei liscissima tutta piastrata e io ricciolissima che sembro Luigi XIV e mi devono durare almeno fino a stasera che ho l'ennesimo happening ecclesiastico-familiare. E Luca diceva ah, ma ora non si capisce qual è una e quale l'altra, ma qual era la liscia? e la riccia? e noi a sghignazzare sceme.
Pranzo al jappo a ingozzarsi di sushi, mi va alla grande che tanto fanno sempre decidere tutto a me e posso ordinare quello che mi pare.

E poi ieri sera non si poteva andare a bballare e fare le galline perché sennò mi si smontano i capelli e poi domani come faccio ma infatti allora senti chiamiamo le altre due e andiamo al pub a mangiare e ci facciamo il partitone a Risiko, ma sì andiamo e dopo il secondo panino decidiamo che no, RIsiko no, andiamo a casa da noi a giocare a CARTE, mioddio ma io DETESTO giocare a carte, lo sanno tutte, ma prima o poi, nella vita, uno dovrà pure imparare le regole del Burraco che sembra non si possa più vivere senza e allora ok, chi sono io per restare indietro? Andiamo e stappiamo la bottiglia di Barolo Chinato che sta lì in attesa non si sa di che da ormai un anno, da quando lo presi nelle Langhe piemontesi nelle cantine del paesino chiamato Barolo, pensa te.

Burraco & Barolo, e Iddio solo sa se sono una spada pure con le carte (ma ho già scordato tutte le migliaia di regole) e Iddio solo sa se il Barolo Chinato è Gesùcristo di bontà, che non ne sarebbe bastata una boccia a testa.
La serata in quattro, Burraco & Barolo, e le sigarette girate con le cartine mosce e il tabacco alla citronella e la Pinella che non mi entra mai e i Gotan Project a fare da sottofondo lounge.
I miei figli si chiameranno Burraco, Barolo e Pinella e avranno tutte queste madrine eccezionali senza le quali io non esisterei, cioè esisterei come involucro ma senza nulla dentro, non sarei nemmeno qui, non avrei fatto nulla di quello che ho fatto, non avrei riso tanto quanto ho riso e pianto in trentanni, non capirei niente di niente di niente mai.
Burraco & Barolo invece di andare a rimorchiare, che avevamo anche i capelli fatti, ma rimorchiare che cosa, che negli ultimi tempi è meglio se mi do una calmata invece che fomentare gli eccessi di solitudine indotta, che alla fine solo di quello si tratta.

Io e LaCoinq abbiamo perso, con onore, e poi abbiamo fatto il pigiama party in camera sua, che tanto il coniuge era assente, e sotto il piumone invernale, il 17 ottobre, ho pensato di nuovo, per l'ennesima, milionesima volta quanto le divinità tutte sono state benevole con me e non devo smettere mai di ringraziarle, mai, nemmeno per un giorno.


But my hand was made strong
By the hand of the Almighty.
We forward in this generation
Triumphantly.
Won't you help to sing
These songs of freedom?
'Cause all I ever have:
Redemption songs,
Redemption songs.


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permalink | inviato da Alabama! il 18/10/2009 alle 12:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Un post frivolo
post pubblicato in Diario, il 14 ottobre 2009
Lunedì, verso le 16, è arrivata la tromba d'aria su Roma e si è portata appresso l'inverno.
L'ha lasciato qui.
Così, da un giorno all'altro, caldo-freddo, tattà.
Fa uno stracazzo di freddo porco.
Se comincio con i malumori già a metà ottobre stiamo freschi, a prescindere dalla facile ironia.
Sì, ok, c'è ancora il sole e il cielo è azzurro, ma devo aggiungere una coperta, devo tenere chiusa la finestra, devo mettere i calzini in casa, devo sbrigarmi a fare la doccia. E già mi alzo la mattina con le madonne.
Iddio mi fulmini se trasformo il blog in una trasmissione meteo, ora la smetto.

Ieri tentavo di farmi la manicure da sola e ho scoperto un bug nel sistema, una falda nella matrice.
C'è un errore di fondo nell'universo femminile dell'inutilità, una assurda contraddizione.
Le donne si fanno le unghie, spendono Dio solo sa quanto tempo con lima-forbicine-tronchesine-smalto e altri aggeggi di cui ignoro il nome MA hanno anche quelle Borse che tutti sapete, quei buchi neri ripieni di tutto l'universo conosciuto (e non) dove infilare la mano significa nel migliore dei casi non ritrovarla mai più. Bene. Questa è la contraddizione.
Io mi faccio le unghie, sto lì due ore a maneggiare lo smalto manco fosse nitroglicerina, poi però arriverà il momento in cui dovrò ficcare la mano nella borsa suddetta, o no? Prima o poi, uno la mano in borsa la mette. E in un attimo PUFF! il lavoro di ore scompare, l'unghia si sbecca, lo smalto si gratta, la pellicina si tira, perché nella Borsa ci devi ravanare almeno un quarto d'ora prima di ottenere un qualche risultato utile. Tipo trovare le chiavi della macchina.
Quindi che scherzo è? Dotare il genere femminile allo stesso tempo sia del tic delle unghie sia della malattia della Borsa. Due cose che si annullano a vicenda. Qualcuno aveva voglia di divertirsi quando ha spartito gli hobby fra i comuni mortali.

Io il tic delle unghie non lo avevo, le mangiavo ricordate? Beh, non sperate che mi sia passato, con la lima sono una frana e rifinisco sempre coi denti il lavoretto, ma certo smettere di gocciolare sangue di tanto in tanto è piacevole. Una tregua, và. Non so quanto durerà.

Mia madre mi fa «aaahh, certo che è proprio rilassante farsi le unghie, vero?»
Io con l'occhio iniettato e i ferri in mano, a guardarmi le unghie di lunghezze tutte differenti, lo smalto sbrodolato intorno, handicappata con la mano sinistra, il terrore di dover usare le mani per fare qualunque cosa.
Sì, è proprio rilassante.


(P.S. l'angioma non era un angioma, era un'altra faccenda dal nome irripetibile, se lo dico vomitate. Comunque è stato fatto fuori e, cosa incredibile, ho ancora il braccio. Peccato, avrei dimezzato il tempo perso in manicure)

(P.P.S. comunque, a scopo preventivo, avevo già comprato questa maglietta)




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permalink | inviato da Alabama! il 14/10/2009 alle 10:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
Inglourious Alabama
post pubblicato in Diario, il 9 ottobre 2009
Qualcuno si lamenta che non sto postando (pochi, a dire il vero) ma alle volte capita di avere una vita anche a me (poche, a dire il vero).
Ecco dunque quello che mi è successo, o è successo al mondo e di riflesso a me, dall'ultimo post a oggi. Cioè negli ultimi sei giorni.
(aò, Dio c'ha costruito tutta la baracca in sei giorni)

- Cominciamo dalla cosa più recente, cioè che ieri mi sono accorta di avere, probabilmente, un angioma sul braccio. Ecco. In pratica da qualche anno ho un ciccetto di grasso all'interno del braccio sinistro, bruttino ma non l'ho mai calcolato più di tanto. Beh, ieri è esploso. Mmmmhh che bello. Ora è enorme e rosso sangue, mi fa male se lo sfioro e so che causerà la caduta dell'intero braccio. Lo so. La mia vaga ipocondria mi ha portato a sognare scene horror tutta la notte, roba degna di Alien, in più mi fa male, ovviamente, tutto il braccio, dalle dita alla spalla. È il sinistro, quello che solitamente accusa gli eccessi psicosomatici, e ora invece che temere il solito infarto temo una mutazione genetica tipo Visitors. Anzi, no. Se avete visto District 9 (e se non l'avete visto vorrei sapere che minkia aspettate) sapete che al protagonista gli cresce un braccio alieno, il sinistro per la precisione (niente spoiler, succede subito). Quindi ecco quello che mi aspetta, in soldoni.

- Nella stessa giornata, l'altroieri, ho visto Inglourious Basterds di Tarantino e il Lodo al nano è stato bocciato. Giornate che capitano una volta nella vita. Che meraviglia. (per chi volesse, vado di sicuro a rivederlo in lingua originale, magari anche più volte) (il film, non il lodo).

- Sono stata alla manifestazione di sabato scorso e con mio grosso sgomento ho rivalutato Simone Cristicchi, Iddio mi perdoni, che ha recitato perfettamente a memoria una meravigliosa poesia in romanesco (non sua) e ha cantato la canzone (immagino sua) Volemo le bambole, che mi è entrata in testa e ci è rimasta. Daje, Cristì!

- Continuo ad accumulare libri di settore, diciamo pure che mi sto montando la testa. A Urbino ne ho comprati una catasta, cose tipo il dizionario di slang americano (fondamentale per una che traduce dal giapponese, no?), il Prontuario di punteggiatura (oh-my-Ghad, avevo sempre sognato di averne uno), il romanzo/saggio La malinconia del traduttore (non sono la sola a pormi il problema dunque) e altra roba teorica. Ieri ne ho aggiunto un altro, cioè questo, per cui già mi lecco i baffi



scoperto grazie a lei (grazie Fe!). Ora si tratta solo di leggerli. Ah, sono anche alla disperata ricerca di Come parlare sporco e influenzare la gente di Lenny Bruce, un geniaccio della satira americana degli anni 50-60. È fuori catalogo ovunque, qualcuno mi aiuti.

- Preannunciata da un leggero tinticarello, la Tosse è arrivata! Evviva! Mi terrà compagnia fino alla fine dell'inverno, come le rondini che migrano dove fa caldo lei migra nella mia gola quando fa freddo. Come non gioirne? Già. Fottuta allergia all'inverno.

- Ho scoperto, anzi no già lo conoscevo, ho letto a fondo il blog cinefilo Friday Prejudice e sono pazza di lui. L'idea è la stessa delle mie Precensioni (ah! prematuramente scomparse) ma il titolare lì è sapiente, costante e spara a zero senza mezzi termini. Quello che volevo fare io, e che poi ho mandato in vacca. Così imparo, a quest'ora potevo essere una star invece che star qui a raccattare utenti dai bassifondi. (star-star non era voluto, giuro).

- Tra un bassofondo e l'altro la sweethome è arrivata a 100.000 clic. Questo è il massimo che sono riuscita a fotografare

volevo la cifra tonda ma niente. Avevo promesso l'aperitivo per tutti, io sto qua, se arrivate citofonate interno 20.

- Mi sono resa conto di non avere il karma, ma l'antikarma. Ovvero, se mi capita di subire una cosa brutta non è che poi me ne capita una bella, ma infliggo io la stessa cosa brutta a un altro. Cazzo. Questo fatto mi ha lasciato basita e trasecolata, non ero pronta ad affrontarlo. Inoltre non mi era mai passato per l'antikarma del cervello che mi potesse succedere. (questa non ve l'aspettavate, lo so).

- Una delle tavole che ho tradotto ieri:

TAV 120
1.
PLOP
2.
BZZ
3.
UGH
4.
PAT
5.
CRICK
6.
CRASH
7.
GRAB

Un'onomatopea mi seppellirà.

- Barack si è beccato il nobel per la pace. Io sono contenta e non mi metto a spiegarne le varie ragioni. Ma pensare che qualche errore nella matrice italiana aveva avuto la singolare idea di fare il nome di Silvio, quello più alto che onesto, rende il tutto ancora più divertente. (non linko il sito per decenza).

Dovrei aver finito. No, ci sarebbe molto altro ma per ora basta che ho da fare.
Vedi a non scrivere nulla per una settimana intera??

Vi bacio e vi abbraccio, voi e i vostri amorevoli clic ^__^

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permalink | inviato da Alabama! il 9/10/2009 alle 21:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
La maestra Alabama - San Leo
post pubblicato in Negoziodifoto, il 3 ottobre 2009
Ho cambiato lo sfondo del desktop e invece del mare di Okinawa (questo)



ho messo il campanile di San Leo (questo)



perché tanto le vacanze sono andate e il mare chissà quando lo rivedo, quello sfondo mi deprimeva.

San Leo sta nelle Marche, anzi no da un paio di mesi è diventata provincia di Rimini, quindi Emilia Romagna (l'ho letto su wikipedia) e ci sono andata domenica mentre tornavo da Urbino. Anzi no, ho dovuto deviare di un'ora a nord, non era sulla via di casa, ma avevo letto nella guida (che da maestrina saccente mi ero portata) che c'era un castello maestoso, il più grande dell'Italia centrale (o dell'Italia tutta? Uhm, non ricordo) e già che ero lì nei pressi volevo vederlo.
La rocca mi si è presentata così, dalla strada, ho inchiodato e sono scesa ma la foto non rende tanto.



Io non sono molto appassionata di roba medievale e vecchiume del genere ma mi è sembrata uno spettacolo. Sono arrivata al paese (carino e grande quanto casa mia, più o meno) e mollata la macchina sono salita a piedi fino su, ho fatto il biglietto e sono entrata. Bello. Bello proprio, molto castello-che-hai-visto-1000volte-nei-film, con le segrete e gli strumenti di tortura. Ecco, su quelli mi sono fatta una cultura.



Qua sotto ci sono stata mezz'ora, mi faceva troppo ridere, sono cose che non possono essere vere, cioè, non possono. E invece lo sono. È come la fantascienza al contrario. Ho deciso che vorrei quella sedia quando lavoro, così sarei costretta a sbrigarmi e non perderei ore a cazzeggiare.



Questa era la stanza con gli "strumenti" belli esposti. Santoddio. Il divertimento è un po' scemato a leggere che cazzo combinavano quei matti. Questa teca è comica perché la didascalia indica le fruste come "il corredo di base per ogni carnefice". Il corredo. Figghio vai a lavorare vai, che nonna ti ha lasciato il corredo, non sei contento?

Nel castello fu rinchiuso Cagliostro, personalità controversa del '700 di cui sapevo poco o nulla e che ho scoperto essere un personaggio incredibile, roba da farci una fiction sopra. Questo si è girato mezza Europa imbrogliando chiunque, dai re ai poveracci, millantando poteri magici, braccato da governi di vari paesi, eretico, affiliato alla massoneria ante litteram, con la moglie al seguito che era peggio di lui. Fantastico. Ma che aspetta Terry Gilliam a farci un film?
Morì a San Leo, per l'appunto, dal che ho dedotto che la rocca di San Leo altro non è che "il castello di Cagliostro" dell'omonimo film di Miyazaki (quello con Lupin). Da pazzi.
Vabbè, andate qui se vi interessa. Io mi sono abbastanza esaltata.

Comunque, alla fine, il bello è andare sempre più su. Il castello è su quattro piani, con cortili enormi e mille stanze, ma il trucco è salire sempre, scovare le scalette e vedere fino a dove puoi arrivare, che tanto sembra non finire mai. Come i bambini piccoli se vedono un palco o una pedana o qualunque cosa rialzata ci salgono e si mettono a correre e a fare scene, in posti del genere ti ritorna l'impulso, che forse è una cosa primitiva insita nell'uomo, non lo so sto facendo filosofia spicciola delle due di notte, immagino si sia capito.



La foto da sotto mentre me ne andavo via e mentre realizzavo che dunque le condizioni ottimali di viaggio per me sono:
1. da sola
2. macchina funzionante
3. iPod carico
Soddisfatti questi tre punti teoricamente potrei non fermarmi mai, o non tornare più indietro. Andare sempre avanti, per forza d'inerzia, che tanto qualcosa da vedere ci sarà sempre, ovunque. Potrebbe essere il mio concetto di libertà totale.
O potrebbe essere sempre la filosofia spicciola di cui sopra.

Vado a letto.



permalink | inviato da Alabama! il 3/10/2009 alle 1:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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