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Sendai Banzai - 31 marzo
post pubblicato in Shitcom, il 31 marzo 2008
Ebbene.
Oggi è 31 marzo e stamattina mi rigiravo nel letto pensando aaaahh, se c'è il sole vado in ufficio a piedi, ma sì, mi va di camminare, prendo un po' d'aria, muovo sto culo, aaahhh che bello, la settimana scorsa c'è stato sempre il sole e la massima ora è di 15 gradi aaaahhh...
Apro la porta scorrevole della micro-camera da letto, guardo fuori e sta nevicando.
C'è una tempesta, la neve va incredibilmente in orizzontale invece che in verticale e il cielo è tipo apocalisse.
Giuro, volevo mettermi a piangere. Giuro.
Accendo la tv e metto le solite previsioni del tempo, tracannando latte e cereali con la grazia e la compostezza di Homer J. Simpson, indecisa se fare sega al lavoro, buttarmi di sotto dal quinto piano o chiamare il telefono azzurro, quando mi rendo conto che no, oggi non posso fare sega, perché oggi è 31 marzo, ovverosia L'Utimo Giorno Dell'Anno Fiscale Giapponese.
TA-DAAAAN!!! Paura eh??

Dunque, in Giappone hanno questa regola che l'anno comincia il 1° aprile e finisce il 31 marzo.
Cioè, non l'anno solare, quello è normale, ma l'anno lavorativo, fiscale, scolastico, tutto il resto insomma. L'anno scolastico pure, esatto. Ci sono le vacanze primaverili e poi tutti nella nuova classe, yu-huu! I ciliegi in fiore sono simbolo della rinascita, quindi un po' tutto rinasce.
(Tra parentesi volevo dirvi che hanno già sciolto la prognosi sulla fioritura dei ciliegi qui a Sendai, che avverrà esattamente in data 6 aprile, VIA!!! FIORITE!!! Come sia possibile che in una stessa settimana nevichi e sboccino fiori, resta un mistero degno di un'indagine di Lucarelli.)
Ma andiamo avanti. Con la fine dell'anno fiscale in tutti gli uffici, in tutti i settori e in tutti gli ambiti lavorativi ci sono mostruosi spostamenti di personale.
Funziona così, vieni assunto, non sai un cazzo del lavoro che devi fare, ti impegni a bestia per imparare, conosci tutti i colleghi, ti affiati, fai amicizia, vai a sbevazzare fuori, ti abitui al lavoro e cominci a farlo decentemente, poi sempre meglio, poi diventi bravissimo e non appena succede CIAOOOO ti spostano in un'altra sede, e mentre prima ti occupavi di energia nucleare passi allo smistamento rifiuti e viceversa. Ah, e possono trasferirti anche di città, ovvio. Ma te lo dicono con ben due settimane di anticipo, così puoi sistemare con tutta calma gli affari, figli, moglie, casa, roba così.
I professori cambiano scuola, gli impiegati cambiano sede, schiodano tutti. Il massimo è 3 anni nello stesso posto, rarissime le eccezioni. Dicono sia per evitare la corruzione. A me sembra disumano ma andiamo avanti.

Nell'ufficio dove sto io siamo più di venti e indovinate quali persone sono state trasferite?
Ovviamente quelle a cui volevo più bene, i miei colleghi preferiti, quelli mai più senza. Loro.
Quindi oggi grandi saluti, baci e abbracci, discorsi e applausi ogni 10 minuti e regali di addio. Non potevo mancare, suvvia.
Ritira fuori il piumino, gli stivali, la sciarpona da 4 giri, ho sfidato la bufera e sono arrivata, con le madonne attaccate ai diavoli su per i capelli, ma sono arrivata.

Ultimo giorno per il capo, il boss dei boss, quella sagoma del capo. Giuro, lo adoravo. Uno zuzzurellone con più decibel nella voce che capelli in testa, sempre sorridente, sempre allegro, in grado di sfornare battute comprensibili solo a lui stesso per cui era capace di sbellicarsi per minuti interi (tutti noi a fare sissì con la testa, ceeeeerto come no... fiu fiii). Mi incontrava in ascensore e mi raccontava le usanze giapponesi per celebrare i morti, e giù risate. Era un grande.
Ultimo giorno per la dolce Terashima-san, che mancò alla mia cena di benvenuto e qualche giorno dopo mi offrì il pranzo al ristorante tailandese. Bono! Non ti dimenticherò Terashima-san, tu che hai chiamato tuo figlio Rinto, in barba alla gloriosa tradizione dei nomi jappi, che so, Hiroshi, Tetsuya, Akira... No. Rinto. Largo alla modernità. (...)
Ultimo giorno per la piccola Kato-san, che ha meno anni di me e ne dimostra ancora meno, ma la devo chiamare Kato-san. Carina e sorridente, ma con la verve di un castoro impagliato. Peccato. Avevi del potenziale. E invece NO! trasferita a tre ore di macchina da Sendai, via! al paesello di pescatori, oggi al lavoro qui, stanotte trasloco e domattina alle 9 puntuale al nuovo ufficio! MARSCH!
Ultimo giorno per la stratosferica Funayama-sensei. Su di lei niente, non posso. Era la responsabile dei JET, mi ha parato il culo più volte, inclusa quella in cui ho dato le dimissioni 2 mesi dopo aver rinnovato il contratto. Un angelo. L'unica collega che ho visto realmente sbronza alle cene aziendali. Che donna! Prof. di inglese (da lì il -sensei) con una zeppola che manco Filvio Muccino. Pronuncia improbabile e giapponese arcaico (parole mai sentite prima, e non credo che fossi la sola a pensarlo) nonostante l'età non certo da cartapecora. Sospetta zitella però. Mi chiedo perché mai. Oggi ho visto per caso la foto che ha sul cellulare, il suo gatto Neri (Marcorè?) di 22 anni (!!!). Accarezzava lo schermo del telefono. Ho capito molte cose.
Squilli di trombe per LUI. Ultimo giorno nello stesso ufficio con il meraviglioso Takeda-san, ve lo ricordate? Quello con tre dita come Bem, che mi ha rimediato la bicicletta (Marcia). Un tesoro. Mi ha pure portato un portachiavi dalla Cina poco tempo fa, le mascotte delle olimpiadi (per poi dirmi subito dopo, con indubbia classe, ma credo sia finto... Una copia. Al che ho sospettato che gliel'avessero regalato in aereo...) Se non era sposato con figli ci facevo un pensierino. Però è stato trasferito solo 5 piani più sotto, potrei comunque andare ad insidiarlo. HIHIHIHI!!!

Infine il pezzo forte.
In data 31 marzo ho scoperto che la collega alta e secca, bianca come un cencio e coi capelli lunghi pel di carota (tinti, che ve credete!), il cui nome ero convinta e straconvinta fosse Sugawara-san, e che per sette mesi ho chiamato Sugawara-san, si chiama in realtà Oyama-san.
E' stata un'epifania degna di Joyce. Una falla nella matrice, un gatto nero che passava. Ragazzi, non è possibile.
Questo il surreale dialogo scatenante.

Tutti i trasferiti in piedi per salutare e fare inchini e ringraziare.
C'è anche lei. Io non comprendo, mi ero informata e mi era stato detto che Sugawara-san restava.
Fanno il discorso eccetera, tornano a sedere, io continuo a non capire.

Fede: capetto, ma se ne va anche Sugawara-san?
Capetto: beh, no.
Fede: ma... allora perché...
Capetto: no, Sugawara-san cambia solo cognome.
Fede: eh???
Capetto: eh, sì, perché si sposa.
Fede: ah bello! Sono contenta! Ma perché era lì a parlare allora?
Capetto: eh?
Fede (la indica col dito): ehm, sì, ha salutato...
Capetto (incredulo): ma... ehm, quella... è Oyama-san!
Fede (sconvolta, fingendo alla grande): ah... beh, sì, certo... ma non è lei che si sposa?
Capetto: no, lei è incinta!
Fede: eh?? Ah, bello! Ma quindi...
Capetto: fa freddino oggi eh?

E' finita. mi guardo intorno stordita e vedo le cascate di numeri verdi sulle pareti, sulle persone, in faccia al capetto. Non è possibile.
Vado al bagno e non ci posso credere.
Mi specchio.
Oyama-san??? Chi diavolo è Oyama-san???

Vedo la matrice.


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permalink | inviato da Alabama! il 31/3/2008 alle 15:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
Mother Superior jump the gun
post pubblicato in Diario, il 27 marzo 2008
Pasqua è andata, e ora che ci penso è stata la mia prima Pasqua lontana dalla famigghia e soprattutto dalle magnate luculliane in famigghia.
Sono stata a pranzo al ristorante italiano gestito dall'amalfitano rassegnato di cui parlavo tempo fa, con un'amica italiana anch'essa residente nella ridente (?) cittadina. Ancora per poco. Presto sarò l'unica superstite. Ma non divaghiamo.
Ci siamo spazzolate orecchiette ai quattro formaggi e fettuccine al sugo di agnello, nonché insalata con aceto balsamico (gghhhaaaaaa) e due fette di pastiera di dimensioni sconsiderate. Ah e vino rosso ottimo.
Certo, niente a che vedere con le minimo dodici portate dei pranzi famigghiari e la successiva tregiorni per riprendersi. Ma vabbè. Eravamo soddisfatte.
Ah, ovviamente qui la Pasqua non esiste, nemmeno per finta (come il Natale).
Quindi niente uova di cioccolato, colombe e apporti calorici del genere. E niente Uovo Kinder soprattutto (!!!), a cui diciamocelo, nessuno di noi può più rinunciare (anche solo per il fatto che dà assuefazione, quindi siamo tutti fottuti da un pezzo).
E le sue meravigliose sorprese? Tom & Jerry in scala 1:1, un intero parco giochi abitato da tutti i personaggi Warner, una tenda da campeggio da 4.
Istruzioni come manuali di Ikea.
Squadre di ingegneri al lavoro per ore.
Ben presto ci troveremo direttamente un attestato di proprietà.

Beh, quest'anno niente di tutto questo.
In compenso ho avuto la sfacciata fortuna di zompare un battesimo della durata di quattro ore, a cui dubito sarei sopravvissuta. Gesù (è proprio il caso di dirlo). Un battesimo di quattro ore.
Non so, immagino che il prete abbia distribuito pasticche di speed al posto delle consuete ostie e scambiato il vino con un paio di redbull.
Mia madre in effetti sta ancora smaltendo i postumi, povera donna. Mio padre non si riprenderà mai più.
Ho calcolato che da qui ad agosto la stessa ingrata sorte mi farà malauguratamente perdere una prima comunione, due compleanni di creature non ancora parlanti e un paio di inaugurazioni, più varie ed eventuali.
Strano, quest'anno niente matrimoni.
E sono figlia unica.
Ah! la famigghia...


She's not a girl who misses much
Do do do do do do, oh yeah


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permalink | inviato da Alabama! il 27/3/2008 alle 13:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
BUONA PASQUA! ^___^
post pubblicato in Pop Culture, il 23 marzo 2008

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"Cosa vuoi che ti mandiamo?"
post pubblicato in Pop Culture, il 18 marzo 2008



When the stars make you drool joost-a like pasta fazool
That's amore


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Sendai Banzai - Cazzuyosci
post pubblicato in Shitcom, il 14 marzo 2008
Quello che forse non sapete è che negli ultimi tempi il belloccio di Starbucks è tornato in auge.
Il post in cui lo menzionavo la prima volta si perde ormai nella notte dei tempi jappi, ma tanto vale darvi gli aggiornamenti di questa avvincente/sordida/patetica/platonica love-story.

UNO
La prima volta che ho ribeccato il nostro amico, che chiameremo Cazzuyosci per facilitare il racconto, eravamo seduti allo stesso tavolo.
Starbucks ha questi tavoloni con le lampade in cui si può studiare, tipo biblioteca, ma io arrivando ero diretta da tutt'altra parte, tipo poltrona in cui addormentarmi e sbavare o tavolinetto singolo in cui farmi i beati cazzi miei.
Invece.
Salgo le scale e me lo trovo lì, così, chino sulle scartoffie con un basco grigio in testa (i jappi hanno questa assurda maleducatissima preistorica abitudine di restare col cappello ovunque vadano, anche in case altrui [giuro!]).
Non ci posso credere. Ancora tu! Ma non dovevamo vederci più? (cit.)
Con un rapido passo di minuetto cambio traiettoria e mi siedo a capotavola, accavallando la gamba con nonchalance.
Ovviamente ero un cesso, putrefatta da una giornata di ideogrammi e inchini. Ah sì, stavo aspettando un'amica per andare a cena con lei e mi ero portata un manga da leggere (in jappo, ahah! quindi facendo anche l'occidentale-che-tutto-sa e non la turista-fai-da-te).
Ficco la testa nel manga e ci resto per un periodo di tempo indeterminato, durante il quale ripetutamente alzavo lo sguardo, ripetutamente incocciavo il suo, ripetutamente pensavo eddai t'ho beccato che mi guardi! Eddai fa' qualcosa perlamalora!
Niente.
Più o meno nel momento in cui stavo quasi per decidermi ad allungare il manga e chiedergli scusa senti ma come si legge questa parola? L'ho cercata ma nel dizionario non c'è! (cosa peraltro vera), lui si allunga verso il tale di fronte e cominciano a confabulare su orari, fogli e cose da fare, e io realizzo che TA-DAAN quello era un suo amico. Erano in due.
E no.
Contro due non ce la posso fare.
I sogni di gloria e il momento di coraggio svaniscono e continuo a cercare la mia stronza parola da sola, digitando furiosamente con un disteso aplomb da serial killer.
Il giochetto ceccomiguarda-guardamicecco va avanti ma a una certa Cazzuyosci piglia e si alza, inforca il giaccone, si rincalca il baschetto, mi guarda e se ne va con l'amico suo.
Resto lì impietrita a darmi dell'incapace.
Ormai totalmente votata al fatalismo estremo (meglio del bungee jumping) penso ma sìììì, non c'è due senza tre, la prossima volta lo saluto con la mano, vado lì e gli dico, tipo, non ci siamo già incontrati?
Tipo.

DUE
L'altroieri. Dopo il lavoro torno sul luogo del delitto, dato che a prescindere dal caro Cazzuyosci ci vado comunque quasi ogni giorno da settembre a questa parte.
Entro e guardo su al piano di sopra.
Il basco grigio guarda giù al piano di sotto.
NAAAA!! E io che pensavo che la terza volta dovesse essere tra mesi e mesi! Troppo facile!
Pronta al tutto per tutto, l'avevo detto no?, salgo trionfante mezza barcollante e sistemandomi i capelli con la mano a mo' di pettine. Sempre putrefatta, ma con stile.
Era a un tavolinetto, mi appropinquo pronta a fare ciao ciao con la manina e vedo una seduta a fianco che gli scartabella fogli davanti e gli chiede cose.
Cioè, UNA.
Reggere allo shock è dura e con la coda fra le gambe e le pive nel culo vado a sprofondare in una delle poltrone all'angolo. Fanculo. Una donna. Nemmeno sto granché ma una donna. Cioè, io sono ovviamente meglio di una jappa anonima e smunta ma per la sfida all'ok corral non sono ancora pronta.
Apro il mio libro (in italiano) e a distanza di kilometri continuo l'opera di spizzaggio. E mo' è una sfida, sticazzi se c'hai la donna, io adesso senza pietà.
Di fatto, continua a girarsi pure lui (ah, se lo dico vuol dire che è così, non sono una mitomane, giuro).
Mi stiracchio e allungo l'occhio, lui va in bagno e allunga l'occhio, poi però si risiede vicino a quella.
A una certa mi rompo.
Il sonno prevale, quella non se ne va, mi sarei anche un po' stufata e sto perdendo diottrie a fare su e giù dal libro, ciao.
Mentre scendo le scale lo guardo tipo mezz'ora ma lui sta girato verso la gialla e non mi caga di pezza.

TRE
Ieri.
Entro col mio libro e guardo su.
No, due giorni di fila è impossibile.
E invece bingo. Basco grigio (ormai presumo sia un tutt'uno con la testa, oppure ha i capelli di Mirko dei Bee Hive sotto).
Prendo un tè, anzi, un bidone di tè, visto che le quantità di Starbucks sono del tutto aliene all'umana comprensione (e digestione) e vado su alla mia poltrona.
Lui sembrerebbe solo. E' fatta. Inventa qualcosa, inventa, sbrigatiiii!!!
Apro il libro a pagina 58 e nel primo quarto d'ora la rileggo sei volte, appena appena deconcentrata.
Ho una tizia seduta in mezzo che me lo impalla quasi completamente e per incrociare casualmente il suo sguardo devo compiere strane evoluzioni e movimenti a cazzo. Questo fatto mina ulteriormente la mia già scarsa facoltà visiva e tempo mezz'ora il mal di testa mi sta martellando l'occipite.
*nota*
Io porto gli occhiali da quando sono nata, circa, ma da anni li uso solo per leggere, studiare, computer ecc. ecc. Sono occhiali da vicino (da lontano ho 10/10, tzè). Se di scatto alzo la testa e guardo più in là del mio naso non vedo pressoché una mazza.
*fine nota*
A un certo punto mi giro e non c'è più! Ma i fogli sono ancora lì, quindi non se n'è andato.
A pagina 62 elaboro il Diabolico Piano.
Gli scrivo un biglietto e glielo mollo sul tavolo! Strepitosa mossa da femme fatale, che idea geniale, la vittoria è certa, cadrà ai miei piedi!

Cervello: ma ne sei proprio sicura?
Alabama: ma sì, ovvio, gli scrivo qualcosa come ciao! questo è il mio numero! come solo una vera donna sa fare!
Cervello: beh, avrei dei dubbi sul tipo di donna...
Alabama: miii cheppalle! Ma sai che scena madre? Roba da Via col vento!
Cervello: secondo me chiama la polizia.
Alabama: madonna che retrogrado! Invece sarà follemente affascinato dal gesto!
Cervello: mi sembra una mossa avventata.
Alabama: ma no, dai, un po' di film non ha mai fatto male a nessuno! Dai che scrivo, che scrivo??
Cervello: ...
Cervello: non hai la penna, e nemmeno la carta.
Alabama: ...
Alabama: porca troia.
Cervello: eheh, fottuta, mi spiace! (ride)
Alabama: scrivo su un tovagliolo!
Cervello: ...
Alabama: e chiedo la penna a sto bamboccio qua accanto, figurati se non ce l'ha!
Cervello: sissì ma OPS! Troppo tardi, guarda, è tornato al tavolo! Che peccato eh? (ride sguaiato)

Cazzuyosci torna al tavolo e non ho mosso un dito.
MEGLIO.
Quella seduta accanto, con cui lui sta parlando e che è stata zitta finora, è la tizia del giorno prima! E chi cazzo l'aveva riconosciuta? So' tutte uguali!
Di nuovo lei. L'infame scagnozza del fato avverso, la gialla nemica della mia felicità.
Realizzo.
Dio, pensa che Gran Figura di Merda se veramente facevo quella stronzata del biglietto!

Cervello, in lontananza, tipo eco
: che ti avevo dettooooooooo...

A pagina 66 ho lingua e palato totalmente ustionati dal merdoso tè earl grey (in jappo aaaru gureee, non sanno dire consonanti attaccate), visto che qui, oltre alle dosi, hanno anche temperature a cazzo. 2000 gradi non mi sembra accettabile per un tè da sorseggiare in relax.

Scoraggiata ma mai doma, intigno verso di lui, che però è fisso al cellulare e girato dall'altra parte.
La gialla si fa i cazzi suoi.
Vuoi vedere che sono, tipo, colleghi universitari?
Analizzando il soggetto mi par di capire che non sia un impiegato, o comunque non lavora se ha tutto quel tempo libero da passare al bar, quindi se non lavora è uno studente universitario, quindi, tra l'altro, ha al massimo 23 anni.
Cosa? 23 anni?? No, ragà, impossibile. Dai, almeno 26. Allora sarà un, che ne so, ricercatore? Farà il dottorato? Ma dovrebbe stare comunque all'università e non in giro...
Ok, cervello, non ne ho idea, fottiti.

A pagina 68 cala il pietoso velo sulla faccenda.
Alzo lo sguardo e non c'è più. Dissolto. Pure lei, dissolta. PUF.
Tutta sta fatica finita in miseria così.
Raccatto la mia roba e me ne vado.
Ho la testa che esplode, il palato che cade letteralmente a pezzi, un litro di inutile tè nello stomaco e l'iPod scarico.
Ah, e non ricordo una parola di quello che ho letto.


(per il dialogo con il cervello sono debitrice a Chinaski e ai suoi esilaranti post)

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permalink | inviato da Alabama! il 14/3/2008 alle 12:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
No, vabbè
post pubblicato in Pop Culture, il 13 marzo 2008
ALLORA DITELO CHE E' UN PORCO COMPLOTTO MALEDETTO!


I Milanesi ammazzano il sabato, nuovo frizzante e schizofrenico album degli Afterhours, uscirà il 2 Maggio 2008 su etichetta Universal"




(Segnalato da FedeElephant)


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permalink | inviato da Alabama! il 13/3/2008 alle 11:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
L'eternauta
post pubblicato in Diario, il 10 marzo 2008
E' strano.
E' proprio strano.
E ora provo a spiegarvi uno dei perversi meccanismi del mio cervello, visto che l'ho capito solo adesso e se lo metto nero su bianco forse sara' piu' facile conviverci.

Quando ero a Roma pensavo di continuo oddio ma che sto facendo qui? Il mondo la' fuori e' enorme e io sto perdendo il mio tempo, fossilizzata nella citta' dove sono nata, diventero' una schifosa provinciale, la gente va in giro, vive all'estero, conosce milioni di persone di tutti i paesi del mondo, io tra poco non avro' piu' tempo, uno non ha tutta la vita, poi si deve sistemare, che sto facendo qui, sto sprecando la giovinezza e blablablablabla...

Ora sto realmente vivendo all'estero, in Giappone per giunta, cioe' il paese dove volevo vivere almeno per un po' prima di morire, per poter dire ci ho vissuto e non solo ci sono andata, e adesso, adesso tutto quello che penso e' oddio ma che sto facendo qui? perche' sto perdendo tempo? Questa non e' la mia vita, a Roma succede di tutto e io sto qui, su un altro pianeta, a scappare dalle cose (?), a non cercare un lavoro vero, tra poco ho 30 anni e ancora vado in giro a cazzeggiare, che ci faccio qui se tutto quello che voglio sta a Roma, se mi basta andare a leggere al parco per essere felice, che faccio qui senza i miei amici, sto costruendo una vita fasulla in un paese fasullo, mi devo sistemare, devo avere dei punti fermi e blablablablabla...

Il mio grosso problema al senso dell'orientamento dallo spazio e' confluito al tempo. E' deflagrato.
Io se entro in un negozio, quando esco non so da che parte sono venuta. Perdo spazio.
Ma ora se penso al recente passato mi viene in mente la vittoria ai mondiali, il primo trasloco a casa nuova, poi realizzo che era il 2006. Mi giro e non so da che anno sono venuta. Perdo tempo. In senso letterale.
Sto perdendo l'orientamento in tutte le possibili dimensioni spazio-temporali.

Inoltre sono la classica eterna indecisa. Bello accorgersene a ventott'anni.
Io non so scegliere mai.
Non so scegliere niente. Dal colore dei calzini, al film da vedere, al font, all'inquadratura, al posto dove vivere, al lavoro da fare, alle porte da chiudere, quelle da aprire.
Se mi metti davanti due gelati li faccio squagliare piuttosto che prenderne uno.
Quando sono arrivata a Sendai ho passato un'ora di orologio, un'ora, al reparto sveglie del centro commerciale prima di comprarne una (e alla fine il colore che volevo non c'era, ovviamente).

Una cosa e' chiara, anzi piu' di una.
Le possibilita' sono infinite (e questo mi sconvolge e mi rassicura allo stesso tempo).
Qualunque cosa scelga ne perdero' un'altra.
Con buona probabilita', in tutti i casi rimpiangero' quella persa.

Basta saperlo.

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permalink | inviato da Alabama! il 10/3/2008 alle 5:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa
Alea iacta est
post pubblicato in Diario, il 6 marzo 2008
disse, se non sbaglio, Paolino Paperino buttandosi sull'amaca.

Ieri ho ufficialmente dato le dimissioni.
Ad agosto, baracca e burattini, si torna a casa.
O forse prima? Chi lo sa?

In ogni caso adesso posso tornare a sanguinare.


You can't always get what you want
But if you try sometimes well you might find
You get what you need


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permalink | inviato da Alabama! il 6/3/2008 alle 11:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa
Endorsamenti
post pubblicato in Pop Culture, il 1 marzo 2008
Passiamo all'argomento del giorno, le campagne elettorali.
Scommetto che non vedevate l'ora.
Dal mio avamposto jappo, da che non me ne è mai fregato un cazzo, ne sto seguendo due, non una, DUE, quella americana e quella italiana.
La prima con molto più interesse, ovvio. La prima si direbbe una cosa seria.
Paragonarle è come mettere sullo stesso piano Desperate housewives e I Cesaroni, Woodstock e l'MTV Day, gli Oscar e i David di Donatello. Dai, su.

Ho visto il video Yes We Can dedicato a Obama (qui) una decina di volte e ogni volta ho i brividi, prendetemi pure per una ingenua sentimentale, lo sono.
Poi ho scoperto che lo slogan di Veltroni è Si può fare e ho riso per una settimana. Gliene sarà grato Branduardi, immagino.
Ah, poi grazie a Dave ho visto anche l'agghiacciante video di Amici e ho pianto una settimana. Cazzo. Yes weekend.

Ho parlato con amiche merricane e ho sentito la mia voce (cioè, la mia) dire cose tipo Obama mi ricorda davvero Bob Kennedy oppure le primarie del 4 marzo in Texas e Ohio saranno decisive.
Credo di essere impazzita completamente.
Conosco Bob Kennedy solo grazie al film dell'anno scorso (Bobby, bellissimo) e l'Ohio dove diavolo è?!?! (ma qui c'è un altro video fenomenale per le primarie).
La cosa mi sta appassionando più di un serial, leggo i blog e i siti e i giornali e i siti dei giornali (in quest'ordine, più o meno) e ho imparato questa fantastica parola inglese, endorsement, e il relativo verbo to endorse. Significa appoggiare pubblicamente, dichiarare di sostenere. La uso ogni 7 parole.

E mò tutti endorsano qualcuno e io ho scritto all'Ambasciata per poter finalmente far parte degli ambitissimi voti degli italiani all'estero e poterlo raccontare ai miei nipoti un giorno, ma l'Ambasciata è pur sempre italiana e mi ha ignorato bellamente.

Però tutti dovremmo endorsare qualcuno, daje su.
Io intanto, per non saper né leggere né scrivere, ho scippato il banner a Wittgenstein e l'ho adeguato alle esigenze del momento (divertendomi come una ragazzina, bello saper fare quelle quattro minkiate con fotoscippo).
Baol ha pubblicato le foto del concorso, quindi al momento endorso me stessa e invito la gentile utenza a VOTARE PER ME. Andate qui. Massimo 3 voti, in ordine di podio. Specificate primo posto, secondo e terzo. La mia foto è la 1. In tutti i sensi gente ;)
Ah e potete piazzare il banner da voi, ovviamente! :P







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permalink | inviato da Alabama! il 1/3/2008 alle 16:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
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