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Drag me to Lookka
post pubblicato in Fumetti, il 6 novembre 2009
Ricordate quando dicevo basta fiere? Stronzate.
Quest'anno mi sono DAVVERO divertita, ho scoperto che il trucco è stare più di un giorno. In un giorno ti massacri e basta, se resti di più non te ne vuoi più andare. E infatti.
C'è da dire che il sole e le belle giornate hanno aiutato.
Volevo mettere le cover di TUTTA la roba che ho comprato ma risulta impossibile, mi servirebbero due ore che non ho. Sappiate che è tutta ROBA FANTASTICA, ovviamente.
Magari quando ho un po' più di tempo lo faccio (ahah! che raffinata umorista!).

Inoltre ho incontrato veramente la beautiful people, non ho smesso un secondo di parlare, gesticolare, sghignazzare, sganasciarmi. Tra boss, editori amici, autori amici, autori appena conosciuti, passanti, ho ricevuto montagne di fumetti GRATIS (o con forti sconti), il che mi commuove e mi fa credere che 15 anni da nerd non siano stati spesi invano. Poi i fumettari sono gente semplice, gli fai due sorrisi e due moine e giù a regalarti roba. Quindi ho dovuto attrezzare il mobiletto su cui tengo lo stereo per sistemarli, dato che le librerie sono piene. Tra poco fumetti nel frigo gente!
Poi ho dei nuovi BELLISSIMI disegni da appendere al muro, ma quale muro? Dovrò rivedere anche questa faccenda spinosa.
Poi le traduttrici. AH, che persone eccezionali! Siamo (siamo!) indubbiamente la migliore categoria della società, simpatici, belli e bravi! Vorrei sapere cosa aspettano a insignircisivitisi di premi e medaglie al valore per il solo fatto di esistere. VOI non leggereste NULLA senza di NOI! Forse Baricco, và. E sai che spasso.

Infine per soli 5 dollari (il costo di un frappè) ho comprato YOSHI, che di tutto l'inutile universo Supermariesco è il mio preferito. Sta già a cavalcioni dello schermo, nella veste di guardiano reale.



Oh, detto questo sappiate che sono segregata a lavorare, pare che vogliano a tutti i costi farmi diventare milionaria, dunque no weekend, no vita sociale, no dormire, no fancazzare, no postare soprattutto. Vorrei stare qui ORE a scrivere dei massimi sistemi e dei minimi comuni, della pioggia ininterrotta, dei film che ho visto, delle turbe novembrine, della Coinq con la febbre, delle persone, tutte le persone (e non sono molte, al momento) che mi roteano intorno, del lavoro e dei progetti (i progetti?! credo di non aver mai detto seriamente questa parola in vita mia), ma non-si-può. Sono già in ritardo stamattina sulla Tabella Marcia™ (che a sto punto è putrefatta), tocca aspettare momenti migliori. Tipo boh, la prossima vita. Ma va bene così, l'importante è non-pensare.

Va detto che adesso comincia la parte peggiore dell'anno.
Incrociamo le dita.


Get rhythm when you get the blues
(Johnny ha sempre ragione)

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permalink | inviato da Alabama! il 6/11/2009 alle 10:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
Annuntio Vobis
post pubblicato in Fumetti, il 19 settembre 2009
HABEMUS MANGAS!
("manga" si direbbe una prima declinazione, pur essendo maschile)

Utilizzo il mio blog per pubblicizzare la mia persona (dovrebbe essere consentito), anzi più che la mia persona il mio operato, quella cosa che mi inchioda alla scrivania da mane a sera a chattare lavorare e sputare sangue.

DA OGGI in fumetteria trovate i nuovi sfavillanti rilucenti di luce propria manga della neonata

(Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisici elit)

divisione di GP PUBLISHING, ovverosia la casa editrice che io ho contribuito a fondare nata dalle pingui tasche del signor Giochi Preziosi aka Grani & Partners aka Gormita Power.
Ebbene sì, lavoro per i gormiti. È la fine che mi merito per aver passato l'infanzia a giocare coi Masters invece che con le Barbie.
Lo mio soave nome, nel colophon alla voce "patrone di monto", lo trovate nei seguenti volumi (sì, è effettivamente una pubblicità, per niente occulta):



Una storia nient'affatto male. Thriller paranormale con derive supereroistiche, c'è già chi lo definisce l'X-Men giapponese (non esageriamo) dato che persone normali scoprono di avere ognuno un potere diverso. Nel mentre, epidemia di suicidi nel mondo, ragazzini sinistri e complotto forse alieno. Il primo numero è più o meno di presentazione, sto lavorando al terzo e la storia è decollata, anche i disegni agghiaccianti dell'inizio migliorano notevolmente. Nove volumi in tutto ma seguirà una seconda serie, da quanto ho capito.



Ecco, questo per nostalgici assoluti degli anni Settanta. Stile Candy Candy, occhioni ripieni di costellazioni, sciagure familiari che nemmeno Novi Ligure, fiocchi e gonne ottocentesche. Ovviamente datato, ma vi giuro, i manga per ragazze di oggi se le sognano trame del genere. In due volumi quello che oggi succede in dodici, la vita vera senza frizzi e lazzi (vabbè, qualche lazzo sì). Se non si è capito, ho fatto carte false per avere la collana dei classiconi. Occhioni rulez.



Questo esce la settimana prossima. Commedia demenziale scolastica con protagonista una che non fa altro che mangiare e dormire, praticamente io. Poi la trascinano nel club maschile di hockey su prato (non sapevo nemmeno che esistesse) e parte la baraonda. Sul primo numero volevo suicidarmi, ma in effetti alcuni pezzi fanno realmente ridere, il non-sense e la demenza si sprecano.



Questo invece esce a ottobre. Però... però ragazzi segnatevelo e compratelo! Ho messo la cover dell'edizione francese perché il promo ufficiale non c'è ancora. Manga del '91 e si vede, disegni stile Bastard!! prima maniera, storia che comprende: mostri alieni inseminatori di umani, scontro fra razze, metamorfosi crudissime, l'esercito americano, esplicite stragi di innocenti, medium con poteri sovrannaturali. Quando il politically correct non esisteva. Design dei mostri da far sbavare, secondo me, gli amanti dei mostri. Quattro volumi in tutto e già sul primo me la sono fatta sotto più volte.

E questo è quanto.
Accattatevilli.

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permalink | inviato da Alabama! il 19/9/2009 alle 13:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
Una di quelle cose epocali
post pubblicato in Fumetti, il 1 settembre 2009
Mentre tutti aspettate insonni e con la bava alla bocca il post sulla Costazzurra, una news dell'ultim'ora merita di scavalcarlo e apparire brevemente qui da me, visto che, tra l'altro, nessun mio blog di riferimento sulle news ne sta parlando (Grillo, Sofri, Dave, questi qua insomma) e mi chiedo PERCHÈ!

Comunque. La Disney si è comprata la Marvel. Per 4 miliardi di dollari.
Ho già letto tutto il leggibile sui siti appositi (non quelle mezzeseghe che citavo prima) e sono ancora perplessa, non tanto per OMMIODDIO cosa succederà agli intrecci e alle trame dei supereroi, OMMIODDIO nessuno fumerà più una sigaretta, OMMIODDIO faranno un nuovo parco a tema, quanto per OMMIODDIO Superpippo negli X-Men!! Paperinik contro Octopus!! Iron Man a pattugliare Paperopoli!

Mentre i nerd di mezzo mondo sono già col cappio al collo gli stipendiati Marvel da quanto ho capito ballano la samba nudi sui tavoli. È il business, bellezza.

Praticamente Wonder Woman fa da badante a Nonna Papera, il che ha un suo significato, secondo me, nella trista epoca in cui sguazziamo.

Vabbè, non ve ne frega un cazzo, domani cerco di partorire sto post delle vacanze ma non garantisco, sarà una sudata e di sudare c'ho poca voglia.

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permalink | inviato da Alabama! il 1/9/2009 alle 0:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
Il trittico
post pubblicato in Pop Culture, il 1 luglio 2009
Quest'oggi parliamo degli atroci dilemmi che la vita ci impone di fronteggiare.
Devo spendere i miei 30 euro dei punti Feltrinelli e sono lacerata dall'indecisione.
In pole position abbiamo:



Ovvero il primo volume della raccolta cronologica di TUTTE le strisce di Doonesbury, che sarebbe la striscia americana più seguita al mondo, quella che leggono anche i presidenti, quella di cui i presidenti hanno paura, quella che praticamente è un trattato sulla storia e la società americane contemporanee.
27 euro - 472 pagg. - Black Velvet Editrice



Ovvero la storia della mitica rivista underground Frigidaire raccontata dalla voce del suo creatore (o uno dei) Vincenzo Sparagna, con fotografie, fumetti, vignette, illustrazioni, tutto dell'epoca, tutto direttamente dalle pagine della rivista.
29,50 euro - 288 pagg. - BUR



Ovvero la raccolta delle prime storie di Valentina Melaverde, personaggio creato dall'autrice italiana Grazia Nidasio per il Corriere dei Piccoli, con il suo tratto scarabocchiato trrrremendamente affascinante. (È quella che ha inventato anche la Stefi, vi ricordate?)
24 euro - 256 pagg. - Coniglio Editore

È interessante notare come tutti e tre facciano riferimento agli anni '70.
I primi due sono in libreria, il terzo va ordinato.
Di libri da leggere, cioè intendo scritti solo con le parole, senza vignette, ne ho una vagonata in attesa sul comodino, cd non ne compro da millenni, dvd ne ho abbastanza, e comunque non li prendo da Feltrinelli.
Mi servono fumetti. Quale compro? Mettiamolo ai voti, poi farò comunque di testa mia, anzi, li prenderò tutti e tre dato che ho pure un buono regalo (di compleanno).

Comprateli anche voi, già che ci siete. Così, fidatevi a scatola chiusa.
Se avete abbastanza punti, è chiaro.

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permalink | inviato da Alabama! il 1/7/2009 alle 17:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
Napoli, anno dispari
post pubblicato in Fumetti, il 27 aprile 2009
Il mio quarto Comicon dopo 2003, 2005, 2007.
Gli anni pari ero in Giappone, curioso.
Parto con una sobria maglietta rosa confetto + fantasia pop di teschietti neri.
In treno con gli altri:
- ma sembra un pigiama?
- sì.
- oddio davvero?? Cioè, vi sembra proprio un pigiama?
- dove non sembra un pigiama è peggio.

Arriviamo. Bolgia. Aggiriamo la fila (luuuunga fila) grazie agli accrediti pronti per noi in fondo a sinistra. Come sempre. Dopo quindici anni di fiere il pass dovrebbero darmelo ad honorem, ma vabbè.
Dentro ci guardiamo, sincronizziamo gli orologi e schizziamo via a raggiera, ai quattro cantoni.
Io in dieci minuti giro tutto, tutto, due volte.
La parte fieristica del Comicon non è vasta, svolgendosi dentro un castello (Castel Sant'Elmo) è un labirinto di cunicoli con alcune zone più spaziose per gli stand. La probabilità di perdersi e non sapere minimamente dove ci si trova tende all'infinito. Per me, è certezza matematica.

Incontro il Big Luchone nazionale e con lui mi intrattengo in piacevoli chiacchiere, a più riprese. Lucho è nell'area underground, con le autoproduzioni, gli editori-non-editori, gli illustratori. È un bel posto con cose più che belle, ma mi dice che butta male, nonostante l'area sia sulla via dei cessi, luogo dunque obbligatoriamente noto a tutti. Mi allunga dei buoni pasto che non riesco a usare. Il bar è l'anticamera dell'inferno.

Vado alla presentazione di ANIMAls, una nuova rivista a fumetti, il cui primo numero uscirà in edicola il giorno 8 maggio. Gli interessati se lo segnino, ci sono grandi nomi e promette grandi cose. Direttrice, creatrice e deus ex machina è Laura Scarpa, una che sta nel giro da trent'anni, un vulcano di idee. Collaboravo con lei anni fa per un'altra rivista, le mie solite recensioni di manga. Un tipo che non ho mai inquadrato. La incontro sempre in fiera, ovunque, si ricorda sempre di me e mi fa lo sconto, è molto gentile e sorridente. Ha un che di paraculo ed è sicuramente un personaggio sui generis, ma nell'ambiente pare che il più sano c'ha l'alzheimer.

In un impeto di livore contro i cosplayer vado su alla zona mostre. La parte delle mostre è da sempre la migliore del Comicon, e quest'anno non fa eccezione. Oltre a molte altre c'è la personale di Tanino Liberatore, uno che andava al liceo con Andrea Pazienza. E non solo.
La mostra mi lascia a bocca aperta. Sarà che ho appena letto quel libro di Scòzzari, un altro della cricca, sarà che di alcuni di quei quadri mi ricordo le descrizioni, sarà che sono scioccamente nostalgica di un periodo fumettistico che non ho mai vissuto, resto a bocca aperta.
Giro per la mostra un'oretta e poi vado a fare le foto a 'o Vesuvie. Dal terrazzo del castello si vede tutta Napoli, tutto il golfo, tutto il vulcano e tutta Capri. È tutto talmente vicino da sembrare di poterlo toccare. Il terrazzo è un luogo immenso e bellissimo, dove però orde di diversamente abili vestiti con pellicce di babbuino fanno a spadate usando enormi aggeggi di cartapesta. Kill'em all.

Torno giù e decido di sfidare il destino avverso mettendomi in fila per avere un disegno da Liberatore, che è lì apposta. The Magister. Scopro che bisogna prenotarsi, mi prenoto e sono la numero 72. Settantadue.
Lo sgomento lascia il posto alla soddisfazione (e alla fierezza) quando scopro che per avere una firma da Leo Ortolani, il creatore di Rat-Man, lì anch'egli per lo stesso motivo, si era già arrivati a oltre 150. Minkia. Probabilmente gli stessi che facevano a spadate.
(Tra parentesi Rat-Man è una delle cose più geniali mai create e la mia massima stima va all'autore, che mi ha fatto ridere con i suoi fumetti fino alle lacrime. Ma cazzo, per sua stessa ammissione, non sa disegnare. Cioè, voglio dire, vabbè niente. Farei un discorso snob e non mi piace fare discorsi snob. Fine parentesi.)
Un amico mi arriva in soccorso e restiamo lì boh... due o tre ore. Tipo. Liberatomix è chino sui disegni per tutto il tempo. Tutto. Dopo i primi mille alza lo sguardo e fa «madò... quanti ne siete» tradendo le sue origini abruzzesi, ma si rimette giù. È uno che potrebbe fare uno scarabocchio e firmare e invece sta lì su ogni singolo foglio A4 a fare il passaggio a matita e poi a pennarello, un soggetto diverso per ognuno, un sorriso per ognuno. Accanto la figlia, sì e no dodicenne, che riempie un taccuino di schizzi a dir poco incredibili per una dodicenne.
Verso la fine, cioè stanco e sfatto e con la matita temperata più volte, si ferma. Scuote la testa. Sbuffa. Tira su gli occhi e guarda il tizio in attesa. Dice «no. Non mi piace». Butta il foglio e ricomincia. Uno che potrebbe rendere felice il destinatario disegnandogli un'emoticon. Porca troia, è il caso di dirlo.



Arrivato a me era evidentemente distrutto, perché la cosa che mi fa non è esattamente quello che mi aspettavo in termini di bellezza stratosferica, ma il solo stringergli la mano mi ripaga di tutto.
Lo so, sono una cazzo di melodrammatica di merda.

Torno nella bolgia per gli ultimi giri e mi ritrovo a fare PR contro il mio volere. Faccio i complimenti ad una piccola associazione che edita ottimi fumetti semisconosciuti e rimango invischiata a parlare mezz'ora, scopro che il tizio è un nome a me noto da anni, mi chiedono di trovare un posto per una presentazione a Roma, scambio numeri e contatti, mollo il solito bigl. da vis.
Da un'altra parte mi fermo a curiosare e dico bravi, voi siete di Roma, vi conosco e scopro che il tipo è completamente pazzo, chiacchiera a manovella e riesce a piazzarmi un libro con lo sconto, io dico bello ma che brutto lettering e lui dice beh, sei una stronza l'ho fatto io il lettering e finisce a tarallucci e vino.

Nel rush finale trovo questo:



e lo cercavo da anni. ANNI.

Corriamo quasi per arrivare in tempo al treno, i miei facili costumi quando si tratta di chiacchiere rischiano di farcelo perdere.
Seduti e con due ore e mezza di viaggio davanti (regionale, 10.50 €) tiriamo le somme e io tento di enucleare quello che è stato il mio pensiero per tutta la giornata. Cioè che le fiere mi hanno rotto.

È atroce ma devo affrontare la realtà.
Dei games e dei cosplayer non me ne è mai fregato un tubo, ma adesso stanno diventando un deterrente forte. Li odio.
Degli editori me ne frega relativamente, perché posso comprare tutto dopo pochi giorni in fumetteria, non ho più la smania di leggere le cose prima degli altri.
Me ne frega delle mostre, e degli eventuali autori a cui scroccare un disegnino firmato, ma la sensazione di leggera malinconia mista a che-cosa-ci-faccio-qui stavolta era tangibile.
Andare per andare non ha più molto senso, si tratta di andare per uno scopo. Il che può anche starmi bene. Ma va da sé che almeno la metà del divertimento è andata persa.
E ciò è triste.




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permalink | inviato da Alabama! il 27/4/2009 alle 1:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
Weekstart
post pubblicato in Diario, il 25 aprile 2009
Tra 6 ore sveglia.

Domani vado a Napoli per il Comicon, toccata e fuga, credo che spenderò tutti i miei restanti averi in fumetti e farò file chilometriche per avere disegnini firmati (quest'anno c'è Tanino Liberatore, e ho detto tutto).
Sono appena rientrata, devo fare ancora la borsa e non so cosa mettermi. So' problemi.

Domenica ho una comunione. Sì, proprio quelle che andavano tanto di moda negli anni '90. Una voglia che non avete idea.

Lunedì è il compleanno di màmmeta, che raggiunge in scioltezza quota 60. Arrivarci come lei, ce metto la firma. Grazie a non so che particolare brevetto pare regredita all'adolescenza, ascolta Giusy Ferreri, ha la suoneria di Tiziano Ferro, ho dovuto impedirle con la forza di andare a mettere il lucchetto a Ponte Milvio dopo il boom di Moccia (immaginatevi l'entusiasmo di mio padre), per regalo ha voluto il Nintendo DS. DioSanto. Ritiro quello che ho detto sulla firma (mamma, lo sai, solo per te la mia canzone vola).

Martedì aereo, destinazione Udine e il superbo Far East Film Festival, solo per appagare la mia intonsa seppur arrugginita smania di film. Sto solo tre giorni e riesco a beccare in anteprima mondiale il film jappo che ha preso l'oscar come miglior film straniero (Departures), che temo mi farà addormentare ma magari no, anche se la sfiga maledetta ha voluto che perdessi l'anteprima del film LIVE di Yattaman (!!!) diretto da Takashi Miike, che può aver fatto un capolavoro trash come una monnezza totale. Sì, avete letto bene, il Trio Drombo fatto da esseri umani. Lo perdo. Dire che sto a rosicà è un eufemismo.
Speriamo nei caotici film coreani e tailandesi, che sono sempre un discreto spettacolo di non-sense.

Torno venerdì sera, scampando così ai festeggiamenti imposti dal 1° maggio, ormai demodé.
Ciao belli.




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permalink | inviato da Alabama! il 25/4/2009 alle 1:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Lo so che potrei sembrare monotematica
post pubblicato in Pop Culture, il 4 febbraio 2009


Io accorrerò numerosa. Come sempre chi mi ami mi segui, anzi no, chi ami Gipi lo segui.
(In verità potrebbe essere un'inutile autocelebrazione, ma sono curiosa e probabilmente sarà aggratis quindi non mi resta che andare.)
(E poi devo farmi autografare il volume ghghgh.)

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permalink | inviato da Alabama! il 4/2/2009 alle 10:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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