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Houston abbiamo un problema
post pubblicato in Diario, il 17 marzo 2009
Allora, mi dovete AIUTARE.
Stanotte sono stata su fino alle 2 a mettere insieme the second filmaggio, una cosa di un egocentrismo più unico che raro, di cui però alla fine ero fiera come di un piatto di bucatini ben riusciti (iMovie santo subito).
Il succo di tutto era ovviamente la canzone di Bob Dylan con cui mi sto drogando da quando ho visto Watchmen (vedi post precedente), ma quando sono andata a caricare il video su Youtubbo mi è stato fatto un bel pernacchio, a mezzo mail recapitatami in giapponese (sì, grazie a un particolare brevetto le notifiche di Youtubbo mi arrivano in jappo, che divertimento), in cui si diceva che la canzone è di proprietà di WMG san (dunque il signor WMG) e che non posso usarla, pena violazione del copyright.
NAAAAAAAAAAA!!!
Questi si drogano. Hanno tolto la canzone (eccerto come no) e adesso il video è una tristezza infinita di foto che scorrono nella desolazione totale. Da buttare.
Ora, secondo voi come posso fare? Si può fottere il sistema in qualche modo? Lì dicono che puoi contestare la cosa solo in uno di questi casi:
- si sono sbagliati (dunque non è B. Dylan ma R. Pavone)
- ho l'autorizzazione scritta di B. Dylan (AHAHAHAH!!!)
- ritengo che il mio utilizzo non violi la legge (sì, lo ritengo, ma devo documentarlo) (ahah)
Se dichiaro il falso (non è B. Dylan ma R. Pavone) possono rompermi le palle?
E chi mi dice che anche R. Pavone non sia merce del signor WMG, tra l'altro?

Che depressione. Qualcuno mi aiuti. Ovviamente ho provato a salvarlo in altri modi, tipo come .m4v su iTunes o come .mov su Quicktime ma in entrambi i casi pesa una tonnellata di byte e il cannocchio mi fa il pernacchio (daje).
Ad esempio, voi che siete sapienti, quanto pesa un video di youtube? E in che formato è?
Sono una pippa.
The second filmaggio era bbbellissimo e nessuno lo vedrà mai. Sia maledetto il copyright e WMG san e tutto il cucuzzaro.

Domani, inoltre, vado fuori con i miei e torno dopodomani. Trattasi di circa 48 ore consecutive da passare io mammet' e tu, cosa che non accade da qualche decennio.
Non credo di essere psicologicamente all'altezza.

Se leggete in Toscana cane sbrana bambino avete letto male.
Era figlia sbrana genitori.

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permalink | inviato da Alabama! il 17/3/2009 alle 17:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
Ricordi/2 (feat. youtube)
post pubblicato in Nipponia, il 2 dicembre 2008
Un anno fa ero a Sendai e di questi tempi cominciava a fare freddo serio, cattivo proprio.
Il problema in Giappone, il problema vero, è che non hanno il riscaldamento centralizzato. Né autonomo. Non hanno il riscaldamento in generale, i termosifoni non esistono. Usano stufe elettriche o a kerosene, come nel paleolitico.
Io ne comprai una di seconda mano e mi incollai dieci litri di combustibile dal benzinaio fino a casa. L'ho usata una volta sola, rischiando di restarci secca per intossicazione. La casa, i vestiti, la moquette, tutto ha puzzato di kerosene per giorni. Durante la notte ho dovuto aprire la finestra, con conseguente assideramento, perché l'istinto di conservazione alla fine ha la meglio pure sulla fobia del freddo.
Ah, poi ovviamente ci sono i condizionatori. Usano quelli soprattutto. Io ne avevo due in 30 metri quadri. In piena crisi ecologico-ambientale, col pianeta Terra che rischia il collasso, loro hanno l'aria condizionata a palla, fredda o calda, praticamente 365 giorni l'anno, perché si ostinano a ignorare l'esistenza del riscaldamento centralizzato e a costruire case e palazzi con pannelli di compensato, plastica e cartone. (Quando ero a Kyoto nel 2006 dormivo con l'aria condizionata accesa sparata praticamente in faccia, mi svegliavo ogni mattina con il sangue al naso e gli organi interni spostati e rimasterizzati a casaccio.)
Il mattone ragazzi, il mattone non sanno neanche cosa sia. Gli edifici sono prefabbricati tipo quelli che noialtri, nel mondo civile, usiamo per mettere gli sfollati dei terremoti, quelli che li tiri su in una settimana.
Quindi le case non hanno isolamento termico, zero, i muri stessi diventano freddi. Ah, nemmeno le serrande esistono. Per la luce usano le tende, non ci sono serrande né persiane né niente, solo il vetro delle finestre. Io avevo un finestrone che prendeva tutta una parete, che dava sul balcone. Inutile dirlo, d'inverno a toccarlo ti restava la mano attaccata. L'umidità colava giù a goccioloni e sulla cornice di plastica si formava la muffa. Cioè, intendo dentro casa. Io non ho mai avuto grosse colture ma so di amici alle prese con pozzanghere generanti mostri verdi e pelosi.
Eh, le gioie della vita jappa.
Quindi come fare?
Tutti i JET, i ragazzi che come me erano lì da varie parti del mondo (civile) a lavorare, avevano lo stesso problema, e nelle varie newsletter, gruppi eccetera girava una drittona che avrebbe dovuto salvaguardare la nostra pelle dall'assideramento invernale: il bubblewrapping.
Ovverosia mettere uno strato di plastica con le bolle (quella che scoppietta e che dà assuefazione compulsiva) sull'intero specchio della finestra, per aggiungere uno spessore isolante.

Alabama non è da meno e decide per il grande passo. Grande sul serio visto che avevo un'intera parete da bubblewrappare.

Quello che segue è la testimonianza fotografica dell'evento, nonché il mio primo FILMAGGIO (degno erede del collaggio), in cantiere da tempo. Siate fieri di me, dopo innumerevoli tentativi andati a male con programmi a caso ho scoperto le gioie di iMovie e ora ho la certezza che l'utilizzo del Mac è veramente a prova di imbecille.




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permalink | inviato da Alabama! il 2/12/2008 alle 9:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
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