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post pubblicato in Dita Sanguinanti, il 15 settembre 2009
Sveglia biologica alle 6.30.
Sono le 9 e ho già passato l'aspirapolvere, come le Vere Massaie d'altri tempi.
Dubito che oggi riuscirò a stare 10 ore inchiodata davanti allo schermo, faccio le 20 pagine che mi restano e esco.
Pomeriggio avrei la manicure, come le Vere Signore d'altri tempi.

Settembre è il mese degli abbandoni, vi risulta? A me sì.
Pensi comunque che dopo il settembre di cinque anni fa puoi resistere a tutto, specie alla fine di una cosa mai iniziata.
Comunque ti viene da pensare a tutti gli abbandoni di cui sei stata protagonista, o a quelli degli altri, a quelli lontani, recenti e pure a quelli futuri, e ti intristisci.
Pensi che passare una vita a sopportare abbandoni, di qualunque entità o natura essi siano, probabilmente è il contrappasso che ci spetta per avere avuto il privilegio di nascere.
Pensi che una vita di abbandoni, io non ce la faccio.

Di recente qualcuno mi ha detto che sono buona e dolce, come le Vere Donne d'altri tempi.
Non è così vero, ma istantaneamente ho pensato "e vivo proprio in questi, di tempi, in cui piacciono le stronze".

Comunque ora sto ascoltando Lucky Man dei Verve, una canzone vecchissima che mi ricorda il liceo e mi mette di buonumore, o almeno ci prova. Come quando nel settembre di cinque anni fa ascoltavo la colonna sonora de La vita è bella.
Nei film quando la musica non c'entra niente con la scena rappresentata, ne è del tutto avulsa o completamente agli antipodi (tipo Chopin durante un massacro) si dice "musica distonica", anche se non so quanto sia corretto in italiano.
Le scene con musica distonica mi hanno sempre fatto impazzire.


But how many corners do I have to turn?
How many times do I have to learn
All the love I have is in my mind?


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permalink | inviato da Alabama! il 15/9/2009 alle 9:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
In loving memory
post pubblicato in Dita Sanguinanti, il 8 luglio 2009

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permalink | inviato da Alabama! il 8/7/2009 alle 23:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
Rebirth (domani avrò gia ripudiato tutto)
post pubblicato in Dita Sanguinanti, il 6 maggio 2009
Voglio rinascere gatto
Voglio rinascere lucertola
Voglio rinascere pesce tropicale
Voglio rinascere nel 1969 oppure nel 1949
Voglio rinascere Janis Joplin
Voglio rinascere punk
Voglio rinascere intonata
Voglio rinascere cuoca
Voglio rinascere magra
Voglio rinascere mancina, anzi ambidestra
Voglio rinascere a Okinawa
Voglio rinascere nel 2979
Voglio rinascere che so disegnare qualunque cosa
Voglio rinascere troia
Voglio rinascere Patricia Arquette nel film True Romance
Voglio rinascere Drugo Lebowski
Voglio rinascere gatto anche solo nel cervello, per non provare mai mezzo senso di colpa, specie quando poltrisco
Voglio rinascere non pigra fino al punto che preferirei rinascere piuttosto che mettermi a fare


Quando sei giovane, le tue potenzialità sono infinite.

Potresti essere Einstein, potresti essere Di Maggio.

Poi arriva un momento in cui “potresti essere” va a sbattere contro ciò che sei stato.

Non eri Einstein. Non eri niente.

E' un brutto momento.


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permalink | inviato da Alabama! il 6/5/2009 alle 11:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
La rabbia al tempo della riproducibilità della Rete
post pubblicato in Dita Sanguinanti, il 2 aprile 2009
Da ieri sono senza connessione casalinga, per motivi tuttora oscuri e che mi hanno già fatto schiumare abbastanza.
Lo so, sembro un disco rotto.
Ho detto: ok, cogliamo l'occasione di questa inenarrabile rottura di cazzo e usciamo, andiamo al pub.
Mi sono portata una borsata di libri per mettermi a fare qualcosa di utile, io sono come i bambini piccoli, quando vado da qualche parte mi porto dietro duemila aggeggi per paura di annoiarmi, mi mancano solo le figurine e gli albi da colorare.
Come i bambini, poi, non uso nulla di quello che mi porto, e infatti.
Mo vado via.

Chi volesse, siccome vedo già un tunnel di morte e depressione senza uscita, da domani in poi mi trova a San Lorenzo da Giufà, un posto con sedie scomodissime ma molti fumetti e il wireless.
Prima di andarmene compro un po' di queste faccende underground dei Superamici (di cui si era parlato) per sostenere la piccola editoria casalinga e perché così magari guadagno punti karma che mi fanno tornare tutto a posto a casa.
Kekazzo.

Per caso conoscete qualcuno che abbia i miei stessi valori, direttamente stronzamente proporzionali, dipendenza dalla rete/problemi alla connessione? Non credo.

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permalink | inviato da Alabama! il 2/4/2009 alle 16:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
Crack again
post pubblicato in Dita Sanguinanti, il 25 febbraio 2009
L'unica è sparare i Ramones a cannone.

Dopo che ti svegli alle 5.30, powered by 4 hours of sleep, e vedi i mostri neri sul soffitto. Sul serio, le lucine del router facevano un ombra strana, tipo corvo nero della morte, il quale corvo, unito a dolori diffusi al braccio sinistro, ha causato un effetto letale.
I dolori piscosomatici. Stronzi. Ma io vi conosco, io non vi temo. Qualcuno di grazia saprebbe dirmi com'è possibile che lo stress si scarichi sul braccio sinistro?
Ah, sennò c'è sempre l'ipotesi infarto, un evergreen. Nemmeno così astrusa, dopo tutte le crepe che il mio cuoricino peloso ha subito negli ultimi tempi oooohhh mioddio sto diventando una piagnona da quattro soldi, che noia.

C'è il sole, ho la pressione sottozero e un litro di latte sullo stomaco, credo che andare a correre non sia l'ideale ma in qualche modo dovrò pur farla finita.

L'unica è sparare i Ramones a cannone, anche se al momento la loro canzone più bella mi sembra She talks to rainbows, che comincia così:

She's a little lost girl in her own little world
She looks so happy but she seems so sad


che alla soglia dei 30 fa veramente ridere.




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permalink | inviato da Alabama! il 25/2/2009 alle 12:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
Mayday
post pubblicato in Dita Sanguinanti, il 8 ottobre 2008
No, vabbè.
AIUTO.
Sto postando da VILLA ADA.
Credo di essere la cosa più simile a un tossico in crisi d'astinenza in cerca della dose.
La linea a casa è attiva ma il modem non funziona. Non so che cazzo succede, non so che fare, ho chiamato gli amici, ho sguinzagliato i cani, ho ringhiato al call-center, ho imprecato.
Niente.
Con l'umore sotto i tacchi sono andata prima al negozio dell'inutile, dotato di cavi e cavetti multifunzione, e ho occupato indebitamente la sua postazione, poi quando ha chiuso per pranzo mi sono trascinata fino a Villa Ada e qui sono rimasta a lavorare, dato che c'è il sole, dopodiché ho deciso di usufruire del servizio gratuito romawireless, perché sono una troooppo avanti, che però gratuito un cazzo, visto che dura solo un'ora e poi paghi, e in più la batteria mi sta abbandonando e non credo che reggerò ancora a lungo.
AIUTO.
STO MALE.
Io voglio sapere cosa ho fatto di sbagliato nella scorsa vita per meritare QUESTO.
Io voglio saperlo.
Non chiedo molto, chiedo solo che le cose funzionino, è tanto?
Mi sono fatta sanguinare 6 dita su 10.
L'orrore.
Mi aspettano giorni raminghi col portatile sottobraccio a elemosinare banda.
E dovrei parlarvi di MILLLLLLE COSE!!!
AIUTO.

No hay banda.

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permalink | inviato da Alabama! il 8/10/2008 alle 17:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
Horror vacui
post pubblicato in Dita Sanguinanti, il 7 settembre 2008
Quattro anni e ancora ti sogno.
Non basta cambiare casa, cambiare lavoro, partire e cambiare paese, cambiare continente, tornare e cambiare prospettiva, cambiare vestiti, cambiare stato d'animo, cambiare vita.
Non mi servi più a niente e ancora ti sogno.
E mi lasci l'amaro in bocca tutto il giorno.
Uff...

Ieri ho avuto un crollo dell'autostima.
Lavoravo e ho sentito l'urlo: cade cade CADEEEEEEEEEEEEEE...
STUNK.
Rumore sordo.
L'onomatopea dell'autostima che cade.
Io sono la maga delle onomatopee ma non sono sicura di questa.
Che rumore fa un'autostima quando cade?
THUD. SBONK. CRASH.
Sono corsa in camera della Coinq e ho rubato dalla sua libreria Come diventare bella, ricca e stronza di Giulio Cesare Giacobbe, che un losco individuo le regalò un paio di natali fa.
Un libro del cavolo ma in fatto di autostima può aiutare, specie quando dice che agli uomini piacciono i culi grossi. Mah. Quando crolla l'autostima uno crede proprio a tutto.

Poi ieri sera mentre guidavo alla radio hanno messo Fango di Jovanotti, quella che dice io lo so che non sono solo anche quando sono solo, non l'avevo mai sentita.
Vabè, il ritornello è quello che è, ma io a Jovanotti gli ho sempre voluto bene e ascolto sempre quello che ha da dire, anche se poi è la stessa cosa da almeno quindici anni, come Ligabue (ma a lui non gli voglio bene).
La sto scaricando.
Ho preso l'autostima al contrario e ho fatto un frontale.

Comunque non mi lamenterò più del mio pseudo-lavoro. Odio lamentarmi, mi fa schifo chi si lamenta, dovrei solo ringraziare Iddio invece di dire cazzate. Nel mondo, alle persone, succedono cose inimmaginabili e io mi lamento. Roba da pazzi.

Ah. Domani dobbiamo cambiare gestore telefonico.
Dobbiamo, sì, perché pagare di più? E' arrivato il momento.
E' possibile un blackout della rete per un massimo di 15 giorni.
Inutile che vi racconti il terrore in cui vivo, se vedete che sparisco sapete il perché.
Horror vacui.


La città è un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede


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permalink | inviato da Alabama! il 7/9/2008 alle 9:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
Pessimismo & Fastidio
post pubblicato in Dita Sanguinanti, il 3 luglio 2008
Le word clouds non sono state apprezzate come pensavo (ovazioni e applausi a scena aperta), dunque meglio tornare tristemente alla mogia realtà.
Che invero così mogia non sarebbe, visto che ho da poco sfondato il muro sonoro dei 50.000 clic (e se non fanno rumore 50.000 clic, cosa fa rumore?) in concomitanza con il compleanno della sweethome, che nasceva in un radioso e proficuo pomeriggio di fine giugno di quattro sonori anni fa.
Quattro anni fa ero davvero un'altra persona, con tutta un'altra vita di fronte. Ma chi lo sa...
Alla fine sto nel posto in cui sono sempre voluta stare e sto facendo le cose che ho sempre voluto fare, almeno per il momento.
Dunque si direbbe un buon momento. Certo.
Peccato che oggi abbia l'umore sotto i tacchi, credo per i motivi mensili che tutti sapete. Bah.

La mia amica Anna (americana) sta dormendo in hotel, perché nella casa dove abita da tre anni c'è il suo ragazzo, con cui sta da sette anni e con cui convive, e mesi fa è successo che hanno litigato in maniera furibonda e non si parlano da allora. Vivono insieme e non si rivolgono la parola. E' finita.
Domenica si sono parlati di nuovo ed è stata la terza guerra mondiale, lei ha deciso che non è proprio più possibile e se n'è andata in albergo. Nonostante la casa sia sua, pagata con i soldi del suo stipendio.
Domani cerco di vederla e di parlarci. Ma che cazzo.

E pensi che PUFF! così scompaiono sette anni di storia e i sogni e le cose e i programmi e tutto se ne va a puttane (anche lui magari) e tu ti ritrovi ad aver speso i tuoi anni migliori, dai 23 ai 30, con una persona che probabilmente non sentirai più in vita tua, e sei single e non ti ricordi nemmeno che cosa signifchi esserlo. Ma che cazzo.

La mia storia più lunga è durata solo tre anni e ancora ci sentiamo, e io non ho mai pensato che fossero anni buttati e mai lo penserò, anzi, sono stati anni guadagnati, potessero averli tutti anni così, ma quando è finita è stato sul serio come un piccolo divorzio, anche se non vivevamo insieme, è stato un dover ricominciare davvero difficile.
E adesso, dopo tempo sprecato con personaggi improbabili e vicende ridicole, so fin troppo bene che cosa significhi stare da soli e a volte, quando ho le paranoie la sera a letto, nonostante sia passato tanto tempo mi tornano ancora in mente i sogni che avevamo e la vita che sarebbe potuta essere e che mai sarà.

Poi ti giri e vedi che cose del genere succedono tutti i giorni, le storie finiscono, finiscono i matrimoni, finisce gran parte delle cose che sono state iniziate. Ovvio.
E generalmente convivo bene con questa cosa, dopo quell'evento Non è per sempre è diventata il mio inno personale e credo che sia sano pensare che panta rei, tutto scorre, tutto passa.

Però è da ieri che non smetto di ascoltare Love of the loveless degli Eels (i famosi Eels) e come se non bastasse odio i miei capelli, che con questa umidità jappofottuta diventano il quadruplo e invece di tornare alla versione Ferillona come auspicavo facendoli crescere, sto virando verso un'inquietante prospettiva Maga Magò che non avevo preso in considerazione.
E tutto ciò non aiuta.


I got something that you need
I got the love
Love of the loveless

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permalink | inviato da Alabama! il 3/7/2008 alle 6:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
20 anni senza
post pubblicato in Dita Sanguinanti, il 16 giugno 2008




"E ringraziate che ci sono io, che sono una moltitudine"




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permalink | inviato da Alabama! il 16/6/2008 alle 14:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
Fragole
post pubblicato in Dita Sanguinanti, il 10 giugno 2008
E' da ieri che ascolto in loop Sally nella versione di Fiorella Mannoia.
Il testo magari lo sapete tutti, comunque a un certo punto dice quando la vita era piu' facile / e si potevano mangiare anche le fragole.
Questa cosa mi deprime, sto depressa da ieri.
Non e' per Sally, non e' per i 29, che gia' mi calzano a pennello, e' perche' sono stanca. A giugno arriva la stanchezza. Con la testa sto gia' a Roma, con il cuore sto ancora qui. Nah, forse e' il contrario.
Ma sono stanca di tante cose. Pensi sempre di stare benissimo, io quest'anno sono stata bene, alla grande, poi dal giorno alla notte tornano i fagotti seppelliti e Wonder Woman diventa la piccola fiammiferaia.
Non so. Sono irrequieta. Il mio tempo qui e' scaduto. Lo penso sul serio, poi penso che dovrei ancora fare, dire, vedere, baciare, lettera e testamento 1000 cose.
E' la solita insoddisfazione. Non lo so.

Ma la storia delle fragole non torna.
In che senso si potevano mangiare anche le fragole?
Ora sono radioattive? Si diventa allergici? Troppo caloriche?
Vasco ne scrive di minkiate (e' di Vasco, giusto?) ma su questa mi ci sono incagliata.
Io non smettero' mai di mangiare fragole, potrei uccidere per le fragole, sono malata di fragole, tossica, mi faccio di fragole. E il Giappone e' un gran paese perche' ci sono le fragole tutto l'anno, pure a Natale (ovviamente sono di serra), e io e' da settembre che le tengo fisse in frigo. Le compro quasi tutte le settimane.
Stare qui mi ha permesso di mangiare fragole per un anno intero, che nemmeno nei miei sogni piu' libidinosi.

Ma se le fragole simbolizzano l'epoca felice, quando uno sguardo provocava turbamenti, l'eta' giovane e spensierata, io non e' per fare la gggiovane a tutti i costi ma a quel ciarlatano di Vasco si dovrebbe rispondere let me take you down, 'cos I'm going to Strawberry Fields.
Campi di fragole per sempre. Per sempre capito??
Le fragole si possono mangiare SEMPRE.

Questa, ora lo dico, e' la piu' bella canzone dei Beatles.
Crepa, Vasco.


It's getting hard to be someone but it all works out,
it doesn't matter much to me


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permalink | inviato da Alabama! il 10/6/2008 alle 4:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa
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