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Sfogo
post pubblicato in Cine qua non, il 1 aprile 2010
C'è questa canzone di Simon & Garfunkel, che mi ricorda tanto alcuni giorni che passai a Tokyo nel 2006, ero da sola e dormivo in ostello, l'ostello stava nel quartiere di Asakusa e dava sul fiume e mi ricordo nettamente che una sera rientrando da una cena feci una passeggiata fumando una sigaretta (in Giappone nel 2006 fumavo) e avevo l'iPod con questa canzone in loop, mentre andavo a vedere il fiume e i palazzi illuminatissimi sull'altra riva e pensavo che era uno dei momenti più belli della mia vita.

E insomma ieri sera mi ritrovo questa canzone che mi piace tanto in un film, ma in un film così brutto che sono incazzata da ieri e non accenna a passarmi. È dura quando sei così suscettibile in tema di film, che possono cambiarti la vita, in meglio o in peggio.
Vabbè, il film in questione è Happy Family di Salvatores Gabrieles e ho dovuto litigare (e continuo a farlo) con tutti dato che nessuno capisce che merda sia.
Ho fatto il mio IPSE e non ci sprecherò altre parole, dico solo che se fai il regista hai una grande fortuna e devi sentirti onorato di poter raggiungere tante persone e poter dire un po' quello che vuoi, e alle volte penso che una tale fortuna devi pure sapertela meritare e devi rendere grazie per questa possibilità. Non sei obbligato, ma sarebbe bello vedere che sfrutti la tua opportunità per raccontare qualcosa di nuovo, o utile, o divertente, o semplicemente bello.
Non è bello vedere che sprechi la tua grande fortuna per omaggiare il mondo di un film completamente inutile, noioso, non divertente, non serio, senza neanche mezza idea mezza e pieno di stronzate. Ecco.

Non so quale sia stata la molla che mi ha fatto scattare così, cioè io mi incazzo sempre se un film è brutto, ma veramente era tanto che non mi capitava a questi livelli.
Sarà che nessuno muore di cancro in quel modo felice, nessuna scopa con uno, dice "l'ho trovato", dopo un mese è incinta e vissero felici e contenti, nessuno dice "mio figlio è gay spero che lo capisca presto", nessuno invita a cena uno che ti ha investito.
Dice, benvenuta nel mondo della finzione cinematografica.
No. Io ci sguazzo nella finzione, messa in tutte le salse, la finzione ha senso se è sorretta da un'idea, una storia, un personaggio, qualcosa. Ha senso se è corretta, se non si approfitta dello spettatore intortandolo di luoghi comuni, se è onesta. Sennò è solo merda.
Il plagio dai Tenenbaum è come dire Vanzina che vuole fare Kubrick.
Simon & Garfunkel ("che non li sente più nessuno" MA DOVE??) ogni minuto, ogni minuto a sfruttare quella stessa canzone, perché ti sei reso conto che è bellissima e puoi coinvolgere solo in quel modo.
E sei uno che passa per un buon regista, amato dal pubblico.
Io ti amavo Salvatores Gabrieles.
Amavo Mediterraneo e Turné e Marrakesh Express, che tu citi smaccatamente perché sai che non hai fatto altro di meglio nella vita. Non citi Io non ho paura, guarda un po', di cui nessuno si ricorda.
Io ti amavo e mi hai deluso ferocemente e adesso ti odio.
Ti odio e devi smettere di fare il regista.
Adesso, subito.

Avevo detto "non sprecherò altre parole".
Già.
In effetti sono leggermente nervosa da qualche giorno e non ne capisco il motivo.
Non so gestire i nervi, mi fanno questo strano effetto odiotuttietutto a cui non sono abituata.

Volevo anche dire che passo diverso tempo delle mie notti a sistemare gli aggeggi del nuovo blog, esiste un nuovo blog che mi sta già facendo impazzire e presto subentrerà a questo.
Sono emozionata come quando ho aperto la sweethome 6 anni fa. Gh.
Poi vi racconto bene.

Ora vado a farmi una camomilla (ma quello che ho detto rimane ed è la verità!) e visto che siamo ad aprile vi metto tutto il testo della famosa canzone, che per me resterà sempre Tokyo 2006.
Si chiama April come she will.


April come she will
When streams are ripe and swelled with rain;
May, she will stay,
Resting in my arms again

June, she´ll change her tune,
In restless walks she´ll prowl the night;
July, she will fly
And give no warning to her flight.

August, die she must,
The autumn winds blow chilly and cold;
September I´ll remember.
A love once new has now grown old.


Qui la sentite. Bella.


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permalink | inviato da Alabama! il 1/4/2010 alle 20:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
La mia sestina 2010
post pubblicato in Cine qua non, il 4 marzo 2010

Intervallo!

Lo so lo so, doveva esserci il vol. 2 sulla Cambogia ma domenica danno gli Oscar!!!

Per il sesto O__O anno consecutivo, ecco a voi l'Alabama-pronostico!


Miglior film: Avatar
Miglior regia:
Kathryn Bigelow (The Hurt Locker)
Miglior attore:
Jeff Bridges (Crazy heart )
Miglior attrice:
Gabourey Sidibe (Precious)
Miglior attore non protagonista:
Christoph Waltz (Inglourious Basterds)
Miglior attirce non protagonista:
Mo'nique (Precious)


Allora.
C'è tutto un discorso da fare.
Io davo Avatar pure alla regia ma mi si dice che Cameron abbia espressamente affermato di non volere l'oscar per la regia e chiesto che venisse dato alla sua ex moglie (!!!) Bigelow. Cioè, ma quindi?? Che storia è? Allora decidi tutto tu e tanti saluti al voto! Cose da pazzi.
Comunque The hurt locker non l'ho visto, come non ho visto Crazy heart ma dico Bridges sulla fiducia, e non ho visto Precious ma dico quelle due perché una è telefonatissima (non prota) e l'altra perché santoddio non ci posso credere che danno l'oscar a Sandra Bullock! NOOOOO!!!! Mi oppongo vostro onore. Allora il prossimo datelo a me, no? Sbaglio volontariamente perché non ce la faccio né a dire Bullock né a dire Streep, basta con le babbione, mi pare di averlo pure già detto.


Poi.
Miglior film animato
Up (chiaramente), miglior straniero Il nastro bianco (non l'ho visto ma osannato dalle folle), miglior adattamento io dico District 9 (daje!!!), anche se probabilmente lo prenderà Up in the air, mentre miglior sceneggiatura io dico Inglourious basterds (aridaje!!!) e invece lo prenderà A serious man, o addirittura di nuovo The hurt locker (cheppalle).
Tutti quelli tecnici
Avatar, ovviamente.
Della musica
non ne so quasi nulla, anche se per Sherlock Holmes ha lavorato Hans Zimmer, uno dei miei preferiti (milioni di colonne sonore tra cui quella splendida del Gladiatore, meglio la musica del film, e quella di True Romance, che vabbè ce l'abbiamo io e un'altra persona nel mondo).
Sorpresona, miglior make-up
a Il divo! C'è sempre una coppia di italiani candidata o premiata per vestiti o trucco. E comunque non ho visto manco quello, ero in Jap e non l'ho mai più recuperato.

Passo e chiudo, quest'anno boh, un po' così, non sento nemmeno il travaso di adrenalina.
In compenso ho ricominciato a comprare dvd, quattro a botta come ai tempi d'oro, ma di questo parleremo un'altra volta.


Fate il vostro gioco signori!


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permalink | inviato da Alabama! il 4/3/2010 alle 9:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa
Tornano i post di pubblica utilità
post pubblicato in Cine qua non, il 4 dicembre 2009
Ho già visto A Serious Man, il nuovo film dei Coen. Usciva oggi, visto oggi. Nessuno voleva venire, visto lo stesso. Non perché abbia chissà quale statua in oro massiccio dei Coen in camera mia (anche se Il Grande Lebowski, come sapete, basterebbe almeno per un altarino), ma perché 1) volevo andare al cinema 2) volevo andare al cinema e basta 3) volevo vedere un film grottesco e pessimista 4) non volevo fare altro e 5) potrò fare il cazzo che mi pare?
Ok.
Detto questo, a me è piaciuto. Non piacerà a nessuno, ha fatto schifo alla critica e nessuno lo capirà, io non l'ho capito ma mi è piaciuto. Grazie a Dio non faccio il critico e ho smesso da tempo di spiegare il cinema alla gente (ho smesso da tempo anche di saperne qualcosa, oggi ho sparato che Ossessione è degli anni '60, per esempio, postdatandolo di appena vent'anni) quindi posso solo dire fico, mi è piaciuto.
Parla solo di ebrei, spiega le cose ebree con termini ebrei, la storia già non la ricordo più, finisce con una botta di pessimismo da far accapponare la pelle pure a Babbo Natale, si svolge negli anni '60, ricostruiti alla grande, e fondamentalmente è un film sui Jefferson Airplane, Iddio li abbia in gloria. Quindi per tutti questi motivi mi è piaciuto. E non sono ebrea.
Al momento, smettere di ascoltare Somebody to love del suddetto gruppo, mi è fisiologicamente impossibile (è la canzone del trailer).
Alla fine, voglio dire, se mai lo vedrete, la scena col vecchissimo rabbino mentore supremo che incontra il ragazzino fatto di erba dopo il suo Barmitzvah, o come si scrive, fa crollare in un attimo l'assurdo castello di finte sicurezze ebraiche costruito fino a quel momento, dimostra che nessuno sa niente e niente vale un cazzo e inoltre mi ha strappato una sonora risata, cosa non da poco.
Quindi mi è piaciuto.
Sì, ci sono i soliti personaggi borderline.
Sì, tutti fanno cose senza senso.
Sì, ci sono gli archetipi, gli stereotipi, e vari altri tipi.
Sì, potrebbe essere percepito come palloso (non da me).

No, non mi pagano per parlarne, volevo scrivere anche altre cose di pubblica utilità ma i Coen mi hanno preso la mano. Ora la smetto.
È che di recente non me la passo benissimo, per usare un abusato eufemismo, e avevo bisogno esattamente di questo film e di questa canzone.

Poi ognuno nei film ci vede quello che vuole, o quello che ha bisogno di vedere, ed è per questo che mi sono data al giapponese, riconvertendo il mio diploma di laurea in utile tappezzeria da interni per armadi.


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permalink | inviato da Alabama! il 4/12/2009 alle 23:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
Coianiscazzi
post pubblicato in Diario, il 21 novembre 2009
...Altrimenti detto Koyaanisqatsi, documentario del 1982 sulla tumultuosa vita moderna contrapposta alla magnificenza della natura. Primo capitolo della trilogia qatsi (esatto, si legge cazzi) che vuol dire vita in una lingua che ignoro. Ecco.
L'ho visto ieri sera, dopo averne sentito parlare per anni e decenni, e diciamo che la mia qatsi non è cambiata poi molto, roba molto datata, immagini accelerate che al giorno d'oggi non fanno né caldo né freddo ma ovviamente all'epoca fecero scalpore. Nella misura in cui può far scalpore un film di Godfrey Reggio, senza parole, con sole immagini accelerate e commento musicale di Philip Glass, compositore contemporaneo minimalista.
Da vedere se si è storici del cinema come la sottoscritta (?) o appassionati di roba sperimentale, in tutti gli altri casi stiqatsi, in my humble opinion, dato che una puntata di Report, anche accelerata, è più scioccante.
[il sito ---> qui]

In questi giorni mi sono dovuta frenare dallo scrivere post di una lagna inenarrabile, elenchi di sfighe, rabbia e/o rassegnazione, fiotti di solitudine mista a magone liquamoso, una roba che di certo non avrebbe fatto il picco di audience, anzi, probabilmente avreste chiamato l'esorcista.
Non dico che vada meglio, non credo proprio, ma approfittiamo di un raro momento di lucidità e quasi serenità.
Sto qui con le campagnole Mulino Bianco e un tazzone di tè Yumchaa in foglie (from London) condito con una palata di miele di tiglio della Valle Grana (from Valle Grana), i coniugi coinquilini sono partiti e per una volta ho la casa solo mia, metto una musichetta anni '60 in sottofondo (Runaway, by Del Shannon, American Graffiti O.S.T.) e la tentazione di sfanculare tutti e passare il sabato sera arrotolata sul divano a vedere film è molto forte.
Di tristezza non v'è traccia, forse è il lavoro che mi abbrutisce. Altro che nobilitare.
Ormai da giorni la mia dieta si compone di: carboidrati, cioccolata, derivati della bufala, caldarroste, aperitivi oversize. Non male, eh? Consigliata dai migliori nutrizionisti.
Come dicevo, è il lavoro.
Continuo a voler fare questo nella vita, ma forse in modalità diverse, ci sto pensando (senza alcun risultato se non continuare a mangiare).
Ho sognato in inglese per due notti di fila, stanotte in giapponese.
Sì, devo fare qualcosa.
Al momento l'unica idea geniale è stata creare un forum per traduttori esclusivamente nipponisti (ce ne fosse qualcuno in ascolto, venga a iscriversi), quindi ora sono l'orgoglioso sindaco di Zipangu, autoeletto con golpe e a capo di ben 4 iscritti.
Zipangu, cioè come Marco Polo aveva battezzato il Giappone nel 3000 avanti mai, è il nome del forum, ambientato su Google, ma non potete sbirciare perché è ad accesso limitato, onde evitare spiacevoli ritorsioni se qualcuno parlasse male di qualche capoccia. In ogni caso non vi perdete molto, il totale dei messaggi per ora ammonta a due, di cui uno mio in pieno delirio di onnipotenza.
Vedremo.

Comunque il succo della giornata di oggi è che nonostante gli eventi della vita a volte mi richiedano (invano) il contrario, credo che essere non-stronzi paghi di più che essere stronzi.
E con questa sentenza vi lascio, vado di là e metto il dvd di Watchmen.
Ad maiora.


Koyaanisqatsi (from the Hopi language), n.
A state of life that calls for another way of living.

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permalink | inviato da Alabama! il 21/11/2009 alle 19:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Sbando qua e là
post pubblicato in Diario, il 24 ottobre 2009
Il Festival del Cinema di Roma è finito ieri e sono fiera di averlo completamente ignorato. Zero, non mi sono neanche avvicinata. L'unica cosa che ho ammirato, credo la cosa migliore di tutto il festival, è il magnifico manifesto che si poteva adocchiare in giro per Roma. Questo.





È opera di LRNZ, un romano un po' pure fumettaro, amico di un amico mio, gioitene tutti. Bello, no?

Restando in tema, ho visto UP al cinema (non in 3D, basta il 3D mi ha già stufato) e l'ho trovato uno dei migliori film Pixar di sempre. Sul serio. La recensione che avrei potuto scrivere l'ha scritta molto meglio il giovane cinefilo, che poi è lo stesso dei Friday Prejudice. Specie dove dice che i due elementi fondanti della Pixar sono la scrittura e il cuore. Condivido totalmente.
Vedetelo, vi straccerà il cuore, piangerete come vitelli e vi spancerete dalle risate. Se non è cinema questo.

Stanotte torna l'ora solare e il mio umore si affosserà ancora.
Sogno le persone sbagliate tutte le notti, dormendo abbracciata al coniglietto di quando avevo tre anni. Che non ha nome, si chiama Il Coniglio. Mia madre ha fatto piazza pulita nella mia vecchia stanza e ho dovuto salvarlo dal macello.
Poi la prossima settimana c'è Lucca. Sono scioccamente impaziente di andare, anche se sarà un po' uno spartiacque, chiude la stagione delle fiere, apre l'inverno vero, gli amici se ne vanno, tocca fare i conti con l'anno nuovo, cominciare coi buoni propositi. L'anno scorso di questi tempi ero carica a un voltaggio esagerato, me ne andavo in giro ballando e cantando. Che cazzo è successo? Se ci penso, quest'anno son successe cose belle. E allora perché cazzo sto così? Vabbè, non è difficile. Sempre le solite storie.

Ascolto Louis Armstrong che con la sua tromba suona La vie en rose.
E quindi così.

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permalink | inviato da Alabama! il 24/10/2009 alle 12:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
Udine, la sintesi
post pubblicato in Cine qua non, il 3 maggio 2009


- Il Far East è a mio avviso l'unico festival italiano che dispone ancora, nonostante la crisi signoramia, di palate di soldi. Dannate regioni a statuto speciale.

- Ho rivisto gli amici di Milàn e il prode Morra (cfr. commenti), tutta gente che non vedevo da due porci anni.

- Il dialetto friulano è a tutti gli effetti esilarante. (ma pure un po' brutto, non me ne volete).

- Mi sono ammalata come una stronza e ho dovuto convivere 4 giorni con barili di catarro. Lo so, non sono cose belle a dirsi. Rina Zina e Rina Aspi le mie allegre compagne di stanza in hotel, 3 stelle non pagate da me. Bello andare a scrocco. Palate di soldi, l'ho già detto no?

- Ho mangiato il frico, ovvero la specialità locale. Una fetta di colesterolo in padella fatta di formaggio e patate.

- Ciò che dicevo per le fiere fumettare mi sa che non vale per i festival cinefili. Ancora provo una certa emozione a vedere film per 8-10 ore al giorno. Consecutive.

- Purtroppo ho beccato l'horror day e mi hanno udite udite costretto a vederne ben 4. Cristo. Io non vedo mai horror, odio gli horror, mi fanno schifo, ho paura, perché cazzo dovrebbe divertirmi saltare sulla sedia ogni minuto, perché cazzo dovrebbero interessarmi storie di spiriti coi capelli davanti, perché cazzo la gente vede gli horror io mi chiedo. E poi horror orientali, figuratevempo'. Volevo restare a letto a curarmi la malaria e invece no! dai che fai, ma dai, vabbè uno me lo vedo che sarà mai, e alla fine quattro, con la mano davanti agli occhi che tanto te lo aspetti il BUH! ma non te ne aspetti così tanti! Fanculo gli horror. Non è che devo guarire, non è che poi mi passa se li vedo. È come costringere un vegetariano a mangiare una chianina al sangue, non è che gli passa. Vomita. Kekazzo.

- Ho totalizzato 13 film, fra cui il jappo dell'oscar (Departures: voto 7, un compitino ben svolto ma didascalico come solo i film jappi sanno essere), uno splendido film cinese (The equation of love and death: voto 8, il migliore, attrice protagonista bellissima e bravissima, mi ha stracciato il cuore), un western coreano rifacimento de Il buono, il brutto e il cattivo (The good, the bad, the weird: voto 8 per la fotografia, la demenza, le mazzate e le sparatorie, l'epica di fondo), YATTAMAN!!!! VISTOOOO!!!! Grazie ai potenti mezzi del festival si possono vedere i film in privato, in video, anche prima che siano proiettati. Per i giornalisti, immagino. Io e il mio cazzutissimo pass media abbiamo prenotato un iMac 24" per venerdì mattina e olé! Voto 1000 perché è il rifacimento preciiiiiso del cartone. Una goduria.

- Ho comprato la maglietta di quest'anno. Una ficata.



- Ho comprato il dvd di uno dei film che mi erano piaciuti da impazzire due anni fa. Dog bite dog, hongkonghese, violentissimo, senza speranza, meraviglioso. Quest'anno a sti livelli mi è piaciuto solo quello cinese di cui sopra, la qualità generale mi pare un po' calata. C'è chi dice che il cinema orientale sia morto, se non è morto annaspa, mi è parso di capire.

- Per memoria futura farei bene a ricordare che il 1 maggio l'aeroporto di Trieste - Ronchi dei Legionari è totalmente isolato dal resto del mondo. Irraggiungibile direttamente, data la mancanza degli appositi bus, a 6 km dalla stazione ferroviaria più vicina, non collegata ad esso con nulla. Forte. Che menti, questi friulani eh? La grappa in dosi massicce deve far male. Alabama che giorno tornava? Il 1 maggio. Dopo aver preso al vaglio taxi, autostop, piedi, prostituzione, il ricchissimo FarEast mi ha messo a disposizione una macchina, cioè, solo per me capite, il macchinone con scritto FAR EAST FILM guidato da una bonazza in minigonna, che mi ha prelevato al teatro e dopo 25 minuti (tanto ci vuole) depositato in aeroporto. Cose da raccontare ai nipoti, un giorno.

- Consiglio di non volare quando si è intasati di catarro. Le orecchie scoppiano come lampadine rotte, l'intera testa sembra una lampadina rotta, dolori lancinanti in luoghi improbabili come le gengive o gli zigomi. O forse è solo un mio problema?

- E ora le foto di rito.



L'ingresso del teatro, ogni anno allestito diversamente da quei mattacchioni degli organizzatori. Quest'anno l'ho AMATO.




Le comodissime (giuro!!) sedie di design fuori all'aperto (palate di soldi, ricordate?) nelle uniche due ore di sole dell'intero festival. Per il resto, uggia&pioggia.




L'interno del bellissimo Teatro Nuovo Giovanni da Udine, ormai luogo di culto.




La piazza di Udine, di cui ho scordato il nome, palesemente illuminata dalla luce divina (definita dal volgo con il banale termine di sovraesposizione).


Passo e chiudo e all'anno prossimo.

YEAHHH!

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permalink | inviato da Alabama! il 3/5/2009 alle 13:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
Weekstart
post pubblicato in Diario, il 25 aprile 2009
Tra 6 ore sveglia.

Domani vado a Napoli per il Comicon, toccata e fuga, credo che spenderò tutti i miei restanti averi in fumetti e farò file chilometriche per avere disegnini firmati (quest'anno c'è Tanino Liberatore, e ho detto tutto).
Sono appena rientrata, devo fare ancora la borsa e non so cosa mettermi. So' problemi.

Domenica ho una comunione. Sì, proprio quelle che andavano tanto di moda negli anni '90. Una voglia che non avete idea.

Lunedì è il compleanno di màmmeta, che raggiunge in scioltezza quota 60. Arrivarci come lei, ce metto la firma. Grazie a non so che particolare brevetto pare regredita all'adolescenza, ascolta Giusy Ferreri, ha la suoneria di Tiziano Ferro, ho dovuto impedirle con la forza di andare a mettere il lucchetto a Ponte Milvio dopo il boom di Moccia (immaginatevi l'entusiasmo di mio padre), per regalo ha voluto il Nintendo DS. DioSanto. Ritiro quello che ho detto sulla firma (mamma, lo sai, solo per te la mia canzone vola).

Martedì aereo, destinazione Udine e il superbo Far East Film Festival, solo per appagare la mia intonsa seppur arrugginita smania di film. Sto solo tre giorni e riesco a beccare in anteprima mondiale il film jappo che ha preso l'oscar come miglior film straniero (Departures), che temo mi farà addormentare ma magari no, anche se la sfiga maledetta ha voluto che perdessi l'anteprima del film LIVE di Yattaman (!!!) diretto da Takashi Miike, che può aver fatto un capolavoro trash come una monnezza totale. Sì, avete letto bene, il Trio Drombo fatto da esseri umani. Lo perdo. Dire che sto a rosicà è un eufemismo.
Speriamo nei caotici film coreani e tailandesi, che sono sempre un discreto spettacolo di non-sense.

Torno venerdì sera, scampando così ai festeggiamenti imposti dal 1° maggio, ormai demodé.
Ciao belli.




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permalink | inviato da Alabama! il 25/4/2009 alle 1:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Watchmen (non posso farne a meno non posso)
post pubblicato in Cine qua non, il 13 marzo 2009
Se me l'avessero detto non ci avrei creduto mai.
Se mi avessero detto che sarei stata qui a scrivere un post sul film di Watchmen, io che non scrivo mai post specifici su un solo film e che figurati se seguo la massa dei fumettofili e faccio la critica super nerd e i paragoni col fumetto, ma quando mai.
E invece.

L'ho visto ieri sera in colpevole ritardo, se consideriamo che non aspettavo altro da mesi.
Il sorriso ebete mi ha abbandonato giusto quando mi sono addormentata, e adesso sto qui con Bob Dylan in loop.
Sono da sempre una fanatica di Dylan, non per mio volere ma perché mio padre me l'ha trasmesso nel DNA, se cose del genere sono possibili. Da piccola lo snobbavo per ascoltare monnezza nostrana, ma con l'età della ragione è arrivata anche la musica della ragione.
E quindi per me è abbastanza scioccante affermare che i titoli di testa di Watchmen, fra i più belli della storia del cinema, cambiano per sempre la fruizione della canzone The Times They Are A-Changin', fra le più belle di Dylan. Quella che adesso è in loop.
Quando un film comincia così c'è poco da fare. L'adrenalina ti sale alle orecchie e preghi tutto il tempo che si mantenga sullo stesso livello emozionale altissimo che ti ha già promesso.
È andata bene.

Non riesco a fare una critica lucida, un po' perché non sono una fondamentalista del fumetto, cioè, è una delle cose più belle mai scritte e siamo d'accordo, ma se il film mi trasmette anche solo la metà delle emozioni mi sta bene, me ne frego della filologia e della trama accurata e dei vari «eh, ma quello ha il ciuffo di capelli diverso, eh ma manca la parte dell'edicolante incazzato, eh ma il costume non era fatto così». Me ne frego.
I titoli di testa sono la cosa più bella, a detta di tutti, detrattori e non.
La colonna sonora sarà costata quanto tutto il resto, dato che ci sono solo pezzi di storia della musica. C'è chi l'ha definita didascalica. Un po' è vero. The sound of silence sulla scena di un funerale è come sparare sulla croce rossa, è un adolescente depresso chiuso in camera a suonare la chitarra mentre piange sui mali del mondo. L'ho pensato anch'io. Ma chissenefrega. È la canzone che tutti vorremmo sentire in quel momento.
Wagner in Vietnam è plagio. L'ho pensato anch'io. Ma chissenefrega. Chiamiamolo omaggio alla storia del cinema. Se vedi un elicottero in Vietnam pensi alla Cavalcata delle Valchirie. Vuoi sentire quella.
Sì, sarà didascalismo. Ma chissenefrega.
Lo stesso Wagner, You're my thrill di Billie Holiday, Desolation row e All along the watchtower di Dylan (nel film interpretate rispettivamente dai My chemical romance e Jimi Hendrix), Unforgettable di Nat King Cole, sono citate nel fumetto. E messe nel film. Se non è amore questo.

Faccio prima a dire quello che non mi è piaciuto.
- La scena di sesso, esplicita in maniera grottesca (al limite del porno) sulle note di Hallelujah nella versione di Leonard Cohen, grottesca pure quella. Due che scopano e uno che canta Hallelujah in sottofondo non mi pare azzeccato.
- La violenza sbattuta in faccia, a volte troppo. Non è il sangue a dar fastidio (avercene) ma il compiacimento. Violenza un poppornografica (aridaje).
- Il nome dell'astronave di Gufo Notturno. Nel fumetto si chiama Anacleto, soprannominato Cleto, dal nome del gufo di Mago Merlino nella Spada nella Roccia (che tutti ben ricordiamo). Nel film è rimasto Archimede (Archi) perché così si chiama Anacleto nella versione originale del film Disney. Per quale motivo? Gli adattatori potevano aprire il volume almeno un attimo. Lì l'adattamento alla versione italiana già c'era. Bah.

Ecco, diciamo che mi hanno dato fastidio solo queste tre cose e la terza riguarda l'edizione italiana.
Considerando che mi aspettavo uno sfacelo è andata alla grande.
Snyder è un bel paraculo ma ci sa fare. Cambia il finale, per forza di cose, ma lo mantiene coerente e infatti funziona. Cambia un po' il personaggio di lei, Silk Spectre, rendendola decisamente più simpatica. Nel fumetto è una rompipalle odiosa, nel film è più dolce e quasi quasi si spiega di più come mai Jon sia così innamorato.
Ci sono centinaia di ralenti, a volte stuccano ma dopo Matrix tocca sorbirseli.
La sceneggiatura è fedelissima, gli attori sono identici (tranne Veidt, troppo giovane e secco), la narrazione tocca tutti i punti salienti senza sgarrare mai. Non svacca mai. È praticamente un miracolo, non svacca mai. Incredibile.

Credo che andrò a rivederlo. Concedetemelo. Anzi, se qualcuno non l'ha visto e gli è venuta voglia lo accompagno io. Giuro che sto zitta.

Qui trovate i famosi titoli di testa.





- Che ne è stato del sogno americano?
- Si è avverato. Lo stai guardando.


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permalink | inviato da Alabama! il 13/3/2009 alle 9:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
Io, spero presto
post pubblicato in Cine qua non, il 6 marzo 2009

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permalink | inviato da Alabama! il 6/3/2009 alle 11:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Update (a caldo)
post pubblicato in Cine qua non, il 23 febbraio 2009
NOOOOOOOOOOOOOOOOOO ragazzi non ci posso credere che l'oscar al miglior attore l'hanno dato a SEAN PENN!!!!! Incredibile!!! Nella parte di un politico gay!!! Non so se essere più contenta per lui o più devastata dal fatto che non l'hanno dato a Rourke!!! e quindi ho sbagliato pronostico mavvaff...
Comunque non ci piove sul fatto che se lo meritava tutto, eddaje Sean!
E però Rourke, fanculo, poteva essere davvero la rivincita dei reietti di Hollywood... UFFAAAAAA!!!!

La Cruz ha vinto come non prota, e ho rosicato, cazzo, lo sapevo lo sapevo lo sapevo! Vabbè, per una volta che rischio è andata male.

Il resto da copione. 4 su 6. Robetta.

The Milionaire si porta a casa OTTO statuette, incluse sceneggiatura non originale, fotografia, soundtrack e canzone. Lontanucci i tempi del vomito e dei neonati morti di Trainspotting, eh Mr. Boyle? Da pazzi.

Wall-E ha vinto, ma non ha vinto il corto Pixar (Presto, quello abbinato proprio a Wall-E), scandalo.

Film straniero un giapponese!!! Di cui non so assolutamente nulla! Shame on me.

Per il resto Frost/Nixon ne ha vinti zero, e si attacca allegramente a questa cippa, Benjamin Button tre oscar tecnici come previsto (trucco, scenografia, effetti visivi), la Winslet bella come il sole e Penn che nel suo discorso di ringraziamento dice: «Thank you. Thank you. You commie, homo-loving sons-of-guns» dove commie sta per communist.
Il bastardo è veramente un grande.


update dell'update

- Seduta al tavolino del bar, a colazione con l'inutile, si discuteva non di politica («Franceschini CHI?»), non di calcio («ah è morto Cannavò» «Sticazzi»), bensì di Oscar, e giustamente si diceva che l'Academy allora preferisce premiare un sinistrorso dichiarato, progressista e impegnato, da sempre "scomodo", piuttosto che un borderline come Rourke. Uno pensa «fico! Hanno premiato Penn, finalmente!» e invece no, la verità è che non hanno premiato Rourke. L'establishment mascherato da "quanto siamo progressisti, hai visto, premiamo sto finocchio" resta sempre establishment.

- L'inutile: «ma ti pare che uno rifà Bollywood e vince tutto?? Allora uno domani rifarà Vieni avanti cretino e sarà un trionfo!» :DDD

- Un'amica esordisce su msn con «hai visto gli oscar?? MORTI E FROCI!!!» ho riso mezz'ora.

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permalink | inviato da Alabama! il 23/2/2009 alle 8:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
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