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Sono un'incapace
post pubblicato in Diario, il 18 novembre 2007
Qualche giorno fa sono inciampata in un blog che espone questa immagine:



Ragazzi se è vero. Io è tutto il giorno che penso al post di stasera. Giuro. Se uno trova la propria realizzazione nell'avere un blog è grave? Che vuoi fare da grande? La blogger. Bene, obiettivo raggiunto. Avanti con il prossimo.

Ad esempio, domani vado a Tokyo. Ho un seminario con i JET di tutto il Giappone, roba di conferenze, workshop (e il significato sinistro di tale vocabolo ancora mi sfugge), dibattiti, roba così. Ma che ne so, è la prima volta per me.
Dura 3 giorni ma siccome venerdì prossimo qui in Jap è festa, io da Vera Italiana Paracula (altrimenti detta VIP) ho preso giovedì di ferie, così da farmi il mega-ponte. E rimango a Tokyo da un'amica italiana che mi ospita, faccio un po' di giri, magari vado pure al Tokyo Film Festival che è cominciato giusto ieri.
Insomma stacco per 5-6 giorni.
Quindi devo partire, ma sono qui a scrivere invece che fare il trolley, ancora intonso.
E' mezzanotte e mezza, sto mangiando pane e nutella e l'angoscia mi attanaglia (cosa portare? Mi sveglierò in tempo? Lo porto il cappotto? E il computer? Quanto ci metterò a fare il trolley? Dormirò abbastanza? Perché sto perdendo tempo?) ma la priorità al momento è scrivere questo dannato post, che domani parto e non so se riesco ad aggiornare da laggiù, nonostante sia una fan dei post in trasferta.
Il trolley dopo. Dormo in treno, fanculo.

E insomma oggi decido di andarmene a leggere da Starbucks (daje), dato che ieri mi è arrivato un fantastico pacco, grazie all'azione congiunta di colui che si rivela tutt'altro che inutile e mio padre, contenente le faccende qui sotto illustrate:



Capite bene che fremevo come un'adolescente al concerto di Tiziano Ferro, e la lettura di tali agognati cimeli abbisognava di un luogo adatto.
(sì, lo so, due sono manga - quelli piccoli - e potevo benissimo recuperarli qui, ma la storia è complicatissima e mi pesa il culo a leggere in jappo :P)

Acchiappo Marcia e vado in centro, sfidando un freddo micidiale.
Arrivo da Starbucks.
Entro e vado diretta al mio tavolino, e chi c'è seduto di fronte?
Ragazzi. E' il caso di dirlo e di mettere dei cartelli, far suonare le trombe, dare una festa, non so, fate voi, ma dopo TRE MESI in Giappolandia ho finalmente beccato un jappo bello come il sole.
Rimango tramortita.
Il primo in tre mesi, di quelli che proprio pensi AZZZZZZ!!!!
E niente, che faccio? Mi siedo al tavolo di fronte, ovviamente, spizzandolo senza alcun pudore (spero che il verbo spizzare sia di facile comprensione anche ai non-romani).
E pure lui zitto zitto l'occhietto lo alzava, anche perché, capitata per caso in bagno, mi sono resa conto di essere inaspettatamente una fica, fatto che capita con la frequenza con cui la Roma vince lo scudetto. Saranno stati i capelli, ma che ne so.
Esco dal bagno fregandomi le mani con la sicumera di Crudelia DeMon e allungo l'occhio sui fogli che quello sta leggendo, roba di lavoro. Vabbè.
Mi siedo sulla sua traiettoria e tento di leggere i miei fumetti. Invano.

Che si fa in questi casi? Ditemelo voi perché io sono UNA PIPPA.
Oltre a spizzarlo selvaggiamente, l'unico tipo di approccio che mi è venuto in mente è stato scusa, fa freddo e vorrei mangiare ramen per cena, sai mica consigliarmi un ristorante buono qui intorno?
Ecco, giusto per farvi un'idea di quanto sono pippa.
Nel mentre, anche lui incocciava casualmente il mio sguardo (eddai su!! Era palese, non mi invento storie simili!!) e io a pensare bene, e quindi?

Quindi niente. Dopo soli 5 minuti dal nostro fidanzamento, il tipo raccatta i suoi fogli (nooo, non dirmelo!), li ficca in borsa (nooo, dai ti prego!), si mette la giacca (nooo, stai scherzando vero???), scende le scale guardandomi (!!!!!) e SE-NE-VA.

Ecco. Fine.
Una storia-lampo, come i rapimenti moderni. Una storia moderna.
Si accettano suggerimenti sui metodi di autoflagellazione più indolori.
Pensare che gli ho anche mezzo sorriso mentre scendeva le scale (nella disperazione uno le prova tutte)... Finocchio!

Poi mi sono concentrata sui fumetti, pur di non pensare ai fallimenti delle relazioni immaginarie, oltre che di quelle reali, e per fortuna avevo tra le mani il terzultimo numero di Strangers in Paradise, una delle storie più belle che vi possa mai capitare di leggere.

Volevo dedicargli il post, ma adesso cominciare a parlarne mi sembra pretenzioso.
E' l'una e mezza e devo ancora fare il trolley.
Sveglia tra 6 ore.
Un matrimonio fallito prima di iniziare.
E' il caso che vada.
Addio.
(sigh)


PS
Il danno e la beffa, quando sono uscita dal locale nevicava.
A Sendai nevica. E' il 18 novembre e nevica.
Mi aspetta un DURO inverno.

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permalink | inviato da Alabama! il 18/11/2007 alle 16:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa
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