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SENDAI BANZAI - Dolori anomali
post pubblicato in Shitcom, il 10 ottobre 2007
Giorni di riflessioni e pensieri scomodi. Massimi sistemi. Domande inquietanti. Lo psico-post si avvicina preoccupandomi non poco.

Nel frattempo una nuova puntata della vostra Shitcom preferita, così smorziamo la tensione.

Ieri ho avuto mal di testa tutto il giorno.
In ufficio me ne andavo in bagno a cercare di ipnotizzarmi allo specchio, tu non senti dolore, e non potevo scappare a casa appena uscita perché un appuntamento con una jappa me lo impediva. Impisciabile, ero stata io ad inviarla al cinema.
Cena e cinema, come un fottuto appuntamento romantico, peccato LEI si chiamasse Keiko.
E' simpatica Keiko, abbastanza nerd da accettare di vedere l'ultimo film del regista coreano Park Chan-Wook, quello di Old Boy, che dopo Old Boy mi ha conquistato per sempre.
Titolo ufficiale inglese: I'm a cyborg, but that's OK.
Film strambo + in lingua coreana con sottotitoli in jap + mal di testa.
Potete capire come il mio livello di comprensione calasse paurosamente ad ogni nuovo fotogramma.
Epperò va detto, mi è piaciuto tantissimo ugualmente, nonostante chiedessi spiegazioni ogni tre scene, nonostante abbia sette finali, nonostante quello che poi alla fine vuoi veramente sapere non viene detto (o forse non l'ho capito io? non lo sapremo mai). Mi ha fatto pure piangere.
E' quello che poteva essere L'arte del sogno di Gondry se fosse stato un buon film. L'arte della pazzia.
Ma andiamo avanti.

Saluto Keiko, ci promettiamo amore eterno e filo a casa.
Pedalo.
Ad ogni buca una martellata in testa, ad ogni marciapiede una sassata in fronte.
Sento il cuore battermi nella vena della tempia destra, lo distinguo nettamente TOC, TOC.
Il salitone finale me lo faccio a piedi, non voglio morire.
Arrivo a casa tremolante.
Mangio il mio tofu senza accendere la tv, striscio verso il letto e riesco a spegnere la luce ad un'ora umana, tipo le undici, mai spenta così presto da quando sono qui.
Rimetto la sveglia e penso oddio che bello posso dormire quasi nove ore!!
Incredibile, mi capiterà un paio di volte l'anno.

E infatti.
Alle tre spaccate mi sveglio piegata in due da un dolore alla pancia.
Un dolore anomalo, fitte continue, mi giro e mi rigiro e niente, aumenta.
E vabbè, ho capito. Mi alzo. Proviamo con il bagno?
Nel mentre faccio training di self-control: ok, stai tranquilla. Sei sola in casa, in terra straniera, non conosci i vicini, gli amici abitano lontano, il portiere probabilmente dorme, non puoi chiamare mamma, ma stai tranquilla, non è niente, stai tranquilla.
Torno a letto che il peggio sembra passato. Ma che razza di dolore era? Analizzo cosa ho mangiato negli ultimi giorni, settimane, mesi, niente, non può essere, anche perché non era lo stomaco ma proprio la pancia. Vabbè.

La sveglia suona e mi alzo a stento.
Dolori ovunque. Reni, pancia, fianchi. Ma che cazzo.
Ho una fitta a destra, perenne.
Nausea. Il pensiero del latte mi sconvolge e, credo per la prima volta nella mia vita, faccio colazione con un tè. Inglese ovviamente, non la robaccia jappa. Ma di questo parlerò in un altro post.
Ho l'accortezza di andare al lavoro in autobus, pedalare mi sembra fuori luogo.
Penso ok, devi solo sfangare le 8 ore, poi ti catapulti nel letto.
Errore.
La tragedia mi sovviene. Cena di pensionamento di un collega, uno di cui non so neanche il nome, organizzata e pianificata da almeno un mese. Giusto ieri me l'hanno ricordata in dieci lingue.
Merda.
Nel frattempo sono in autobus e la fitta a destra non passa. Pancia, destra. Ma cosa c'è qui?
Oddio... Un lampo mi attraversa.
No, ti prego. Aiuto.

Arrivo in ufficio. Un altro, non il solito, il mercoledì lavoro da un'altra parte.
Il terrore mi attanaglia.
Apro Google e digito APPENDICITE + SINTOMI.
Giuro che ho passato la prima ora a vagliare tutte le plausibili eventualità di essere ricoverata nel giro della mattinata, cosa dire ai medici, come si dice appendicite cazzo, come telefonare a mamma, come permetterle di precipitarsi qui in aereo, come riuscire a non farla preoccupare (mamma, tranquilla, sono in ospedale a 10.000 km da Roma, mi devono operare ma va tutto alla grande!!).
Cerco i dannati sintomi. Li ho TUTTI.
Dolore a destra sì, nausea sì, reni sì, fitte sì, vomito quasi, febbre probabilmente, oddio la peritonite! qui dice che raramente si hanno dolori alla coscia, oddio mi fa male anche la coscia!!
E' finita. Comincio a cercare le parole sul dizionario per spiegarlo ai medici.

Poi... Non so cosa è stato... Non so quale dio... Non so perché mi è venuto in mente di controllare il calendario... Non so cosa è stato...
Apro l'agendina. Faccio due conti.
E mi accorgo che domani scocca il 28° giorno dall'ultimo mal di testa.
28 giorni dopo.
(Ho di nuovo mal di testa sarebbe stato un buon sottotitolo).

Sono una cogliona. Coglionacoglionacogliona.
Vado in bagno parlando da sola.
L'appendicite? La peritonite??
COGLIONA!!!

Ma giuro, GIURO, che quel dolore era veramente anomalo.
Poteva essere.
Giuro che sono stata assolutamente convinta per almeno un'ora di dovermi operare di appendicite.
Aò poteva essere...

In tutta serenità telefono e piscio amabilmente la cena coi colleghi.
Ho imparato come si dice dolori mestruali, oltre che appendicite.


I'm a cogliona, but that's OK.

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permalink | inviato da Alabama! il 10/10/2007 alle 15:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (22) | Versione per la stampa
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