.
Annunci online

Sendai Banzai - puntata 21.09.2007
post pubblicato in Shitcom, il 23 settembre 2007
Allora, pare che la situazione si stia movimentando, dopo un mese di semi-eremitaggio.
Venerdì sera festa di compleanno di un'altra jet che lavora alla provincia come me, in un reparto diverso. Americana con madre giapponese, molto simpatica, lavora qui da due anni e ne ha compiuti 24. Andrà all'inferno per questo. Pare che mi abbia preso in simpatia (e vorrei ben vedere!!) e quindi si è sperticata in inviti. Vado. Di corsa.
La festa è un temibilissimo POTLUCK (ho dovuto cercare la parola sul dizionario) ovverosia "la festa in cui tutti portano qualcosa".
La festeggiata eccitatissima: tu cosa cucini???
Cucinare? io?? Divertente.
Onde evitare la solita figura da italiana pulciara e scroccona mi dico: Fede, porta qualcosa, fai sto sforzo. E' pur sempre il debutto in società.
L'ambizioso progetto di un'insalata mista comincia a prendere forma.

Esco dall'ufficio alle 17, la festa è alle 19.30 (orari jappi, da convento francescano), mi dico: hai tutto il tempo per comprare gli ingredienti, prepararti e non fare tardi. Non fare tardi perdio.
Faccio la spesa e arrivo fino al supermercato MEIDI-YA, l’unico che ha i prodotti di importazione, perché voglio fare la fica e portare il vino italiano. Trovo il Morellino, entusiasmo. Guardo il prezzo, un po’ meno. Circa 15 euro. Il Montepulciano costa la metà ma non mi piego. E Morellino sia.
Arrivo a casa in bici trafelata e carica come un mulo.
E nessuno mi aveva mai detto che per fare un'insalata del cazzo ci volesse lo stesso tempo che si impiega per un tacchino ripieno.
Butto dentro spinaci, mais, germogli di soia, tonno, pomodorini e mela (che ci sta tutta), conditi con saleoliolimone (un limone = un euro) e viene fuori una cosa degna della Prova del cuoco.
Ma che ore si sono fatte?
Le 19.30. Esatto.
Mi lavo, mi vesto e mi trucco tipo Superman nella cabina. Mando sms, sorry I’m in late. Fuck.
Sperimento il nuovo mascara Shiseido, tronfia di averlo pagato meno che in Italia (eh, almeno quello!!) e con ciglia lunghe un kilometro dichiaro al mondo di essere una fica. Bene. Ma sono una fica in ritardo clamoroso.

Esco e piglio la bici per arrivare alla metro (il luogo è ovviamente dall’altra parte della città), pedalo tipo la buon anima di Pantani. Alla metro sono già sudata come un vitello e prego iddio che il mascara Shiseido di cui sopra non decida di diventare una sottomarca che si squaglia e appiccica ovunque. Parcheggio la bici. Mi cade l’occhio sul bustone di roba nel cestino. PERDE!! Realizzo che potrebbe essersi rotta la bottiglia di Morellino d’importazione e ho un mancamento. No, Signore, abbi pietà di me, non farmi questo nonfarmiquestononfarmiquestoooo!!!
Il Signore mi ascolta e infatti non è la bottiglia. Curiosamente è l’insalata (???), il cui fantastico liquidino fatto di saleoliolimonemelatonno ha deciso di aggirare la pellicola trasparente e andarsene a ramengo. Mi incazzo comunque, pensando ecco ora non sarà più la stessa, ecco ora sarà secca e disgustosa.
Ma non ho tempo. Monto in metro. Mi siedo.
Arrivo e dalla stazione alla casa mi perdo 3 volte, con il foglietto di istruzioni in mano.
Finirà tutto questo
, mi dico.

Suono il campanello alle 20.30 e mentre ripeto mentalmente il solito discorsetto su quanto sono ritardataria, che è sempre così, sono una merda, scusate tutti, non lo faccio più, mi apre la porta Lenny Kravitz.
Cioè, un Lenny Kravitz meno burino, senza chincaglieria addosso e senza sopracciglio alzato. Mi apre la porta Lenny Kravitz acqua e sapone.
In quel momento decido che entro la serata dobbiamo scegliere le partecipazioni. Mentre sono ancora lì che raccolgo i pezzi della mascella la padrona di casa mi accoglie festosa ed è contentissima di presentarmi il suo ragazzo.
Bravi. Lenny, of course.
Francese, origini dominicane, jet anche lui ma vicino Tokyo.
Addio sogni di gloria, i restanti esemplari maschili sono giapponesi dai connotati random e anglofoni impagliati.
La serata procede. Gente a pacchi, io mangio, bevo e intrattengo conversazioni a caso parlando lingue a caso, e intigno su Lenny, che si rivela essere (anche) simpatico e interessante (aò tutte ce l’ha) ma per carità, rovinafamiglie mai. SIGH.
Occhio al pezzo forte. La mia insalata scatena l’entusiasmo generale, nonostante sia priva di liquido e in una bacinella che sembra quella dei panni. Va a ruba e la festeggiata mi ringrazia a più riprese esaltata dall’ingrediente mela, a quanto pare degno di una menzione d’onore sul Gambero Rosso.
Le chiacchiere vanno e vengono e sul finale un anglofono in evidente stato di semiubriachezza mi aggancia mentre stiamo andando via, sulla porta. Il solito teatrino per sillabare il mio nome va avanti minuti.
Ci credereste che all’estero il nome italiano più difficile da capire (cioè, proprio non capiscono) è FEDERICA??? Ti guardano come se avessi detto AssuntaIncoronataGraziadiddio. Cazzo NO, non c'è la dannata ERRE dopo la EFFE!! FE, non FRE!!! Siate maledetti, voi che condite la pasta col ketchup e mangiate olio fritto a colazione!!!
Credo che comincerò a presentarmi come Alabama.
Me ne vado a prendere l’ultimo treno verso mezzanotte, nella speranza di recuperare anche la bici.
La serata è andata più che bene.

Ragazzi se riesco a far credere che so cucinare posso essere scritturata per Ocean’s 14.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. shitcom

permalink | inviato da Alabama! il 23/9/2007 alle 13:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa
Sfoglia agosto        ottobre