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Sfogo
post pubblicato in Cine qua non, il 1 aprile 2010
C'è questa canzone di Simon & Garfunkel, che mi ricorda tanto alcuni giorni che passai a Tokyo nel 2006, ero da sola e dormivo in ostello, l'ostello stava nel quartiere di Asakusa e dava sul fiume e mi ricordo nettamente che una sera rientrando da una cena feci una passeggiata fumando una sigaretta (in Giappone nel 2006 fumavo) e avevo l'iPod con questa canzone in loop, mentre andavo a vedere il fiume e i palazzi illuminatissimi sull'altra riva e pensavo che era uno dei momenti più belli della mia vita.

E insomma ieri sera mi ritrovo questa canzone che mi piace tanto in un film, ma in un film così brutto che sono incazzata da ieri e non accenna a passarmi. È dura quando sei così suscettibile in tema di film, che possono cambiarti la vita, in meglio o in peggio.
Vabbè, il film in questione è Happy Family di Salvatores Gabrieles e ho dovuto litigare (e continuo a farlo) con tutti dato che nessuno capisce che merda sia.
Ho fatto il mio IPSE e non ci sprecherò altre parole, dico solo che se fai il regista hai una grande fortuna e devi sentirti onorato di poter raggiungere tante persone e poter dire un po' quello che vuoi, e alle volte penso che una tale fortuna devi pure sapertela meritare e devi rendere grazie per questa possibilità. Non sei obbligato, ma sarebbe bello vedere che sfrutti la tua opportunità per raccontare qualcosa di nuovo, o utile, o divertente, o semplicemente bello.
Non è bello vedere che sprechi la tua grande fortuna per omaggiare il mondo di un film completamente inutile, noioso, non divertente, non serio, senza neanche mezza idea mezza e pieno di stronzate. Ecco.

Non so quale sia stata la molla che mi ha fatto scattare così, cioè io mi incazzo sempre se un film è brutto, ma veramente era tanto che non mi capitava a questi livelli.
Sarà che nessuno muore di cancro in quel modo felice, nessuna scopa con uno, dice "l'ho trovato", dopo un mese è incinta e vissero felici e contenti, nessuno dice "mio figlio è gay spero che lo capisca presto", nessuno invita a cena uno che ti ha investito.
Dice, benvenuta nel mondo della finzione cinematografica.
No. Io ci sguazzo nella finzione, messa in tutte le salse, la finzione ha senso se è sorretta da un'idea, una storia, un personaggio, qualcosa. Ha senso se è corretta, se non si approfitta dello spettatore intortandolo di luoghi comuni, se è onesta. Sennò è solo merda.
Il plagio dai Tenenbaum è come dire Vanzina che vuole fare Kubrick.
Simon & Garfunkel ("che non li sente più nessuno" MA DOVE??) ogni minuto, ogni minuto a sfruttare quella stessa canzone, perché ti sei reso conto che è bellissima e puoi coinvolgere solo in quel modo.
E sei uno che passa per un buon regista, amato dal pubblico.
Io ti amavo Salvatores Gabrieles.
Amavo Mediterraneo e Turné e Marrakesh Express, che tu citi smaccatamente perché sai che non hai fatto altro di meglio nella vita. Non citi Io non ho paura, guarda un po', di cui nessuno si ricorda.
Io ti amavo e mi hai deluso ferocemente e adesso ti odio.
Ti odio e devi smettere di fare il regista.
Adesso, subito.

Avevo detto "non sprecherò altre parole".
Già.
In effetti sono leggermente nervosa da qualche giorno e non ne capisco il motivo.
Non so gestire i nervi, mi fanno questo strano effetto odiotuttietutto a cui non sono abituata.

Volevo anche dire che passo diverso tempo delle mie notti a sistemare gli aggeggi del nuovo blog, esiste un nuovo blog che mi sta già facendo impazzire e presto subentrerà a questo.
Sono emozionata come quando ho aperto la sweethome 6 anni fa. Gh.
Poi vi racconto bene.

Ora vado a farmi una camomilla (ma quello che ho detto rimane ed è la verità!) e visto che siamo ad aprile vi metto tutto il testo della famosa canzone, che per me resterà sempre Tokyo 2006.
Si chiama April come she will.


April come she will
When streams are ripe and swelled with rain;
May, she will stay,
Resting in my arms again

June, she´ll change her tune,
In restless walks she´ll prowl the night;
July, she will fly
And give no warning to her flight.

August, die she must,
The autumn winds blow chilly and cold;
September I´ll remember.
A love once new has now grown old.


Qui la sentite. Bella.


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permalink | inviato da Alabama! il 1/4/2010 alle 20:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
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