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Udine, la sintesi
post pubblicato in Cine qua non, il 3 maggio 2009


- Il Far East è a mio avviso l'unico festival italiano che dispone ancora, nonostante la crisi signoramia, di palate di soldi. Dannate regioni a statuto speciale.

- Ho rivisto gli amici di Milàn e il prode Morra (cfr. commenti), tutta gente che non vedevo da due porci anni.

- Il dialetto friulano è a tutti gli effetti esilarante. (ma pure un po' brutto, non me ne volete).

- Mi sono ammalata come una stronza e ho dovuto convivere 4 giorni con barili di catarro. Lo so, non sono cose belle a dirsi. Rina Zina e Rina Aspi le mie allegre compagne di stanza in hotel, 3 stelle non pagate da me. Bello andare a scrocco. Palate di soldi, l'ho già detto no?

- Ho mangiato il frico, ovvero la specialità locale. Una fetta di colesterolo in padella fatta di formaggio e patate.

- Ciò che dicevo per le fiere fumettare mi sa che non vale per i festival cinefili. Ancora provo una certa emozione a vedere film per 8-10 ore al giorno. Consecutive.

- Purtroppo ho beccato l'horror day e mi hanno udite udite costretto a vederne ben 4. Cristo. Io non vedo mai horror, odio gli horror, mi fanno schifo, ho paura, perché cazzo dovrebbe divertirmi saltare sulla sedia ogni minuto, perché cazzo dovrebbero interessarmi storie di spiriti coi capelli davanti, perché cazzo la gente vede gli horror io mi chiedo. E poi horror orientali, figuratevempo'. Volevo restare a letto a curarmi la malaria e invece no! dai che fai, ma dai, vabbè uno me lo vedo che sarà mai, e alla fine quattro, con la mano davanti agli occhi che tanto te lo aspetti il BUH! ma non te ne aspetti così tanti! Fanculo gli horror. Non è che devo guarire, non è che poi mi passa se li vedo. È come costringere un vegetariano a mangiare una chianina al sangue, non è che gli passa. Vomita. Kekazzo.

- Ho totalizzato 13 film, fra cui il jappo dell'oscar (Departures: voto 7, un compitino ben svolto ma didascalico come solo i film jappi sanno essere), uno splendido film cinese (The equation of love and death: voto 8, il migliore, attrice protagonista bellissima e bravissima, mi ha stracciato il cuore), un western coreano rifacimento de Il buono, il brutto e il cattivo (The good, the bad, the weird: voto 8 per la fotografia, la demenza, le mazzate e le sparatorie, l'epica di fondo), YATTAMAN!!!! VISTOOOO!!!! Grazie ai potenti mezzi del festival si possono vedere i film in privato, in video, anche prima che siano proiettati. Per i giornalisti, immagino. Io e il mio cazzutissimo pass media abbiamo prenotato un iMac 24" per venerdì mattina e olé! Voto 1000 perché è il rifacimento preciiiiiso del cartone. Una goduria.

- Ho comprato la maglietta di quest'anno. Una ficata.



- Ho comprato il dvd di uno dei film che mi erano piaciuti da impazzire due anni fa. Dog bite dog, hongkonghese, violentissimo, senza speranza, meraviglioso. Quest'anno a sti livelli mi è piaciuto solo quello cinese di cui sopra, la qualità generale mi pare un po' calata. C'è chi dice che il cinema orientale sia morto, se non è morto annaspa, mi è parso di capire.

- Per memoria futura farei bene a ricordare che il 1 maggio l'aeroporto di Trieste - Ronchi dei Legionari è totalmente isolato dal resto del mondo. Irraggiungibile direttamente, data la mancanza degli appositi bus, a 6 km dalla stazione ferroviaria più vicina, non collegata ad esso con nulla. Forte. Che menti, questi friulani eh? La grappa in dosi massicce deve far male. Alabama che giorno tornava? Il 1 maggio. Dopo aver preso al vaglio taxi, autostop, piedi, prostituzione, il ricchissimo FarEast mi ha messo a disposizione una macchina, cioè, solo per me capite, il macchinone con scritto FAR EAST FILM guidato da una bonazza in minigonna, che mi ha prelevato al teatro e dopo 25 minuti (tanto ci vuole) depositato in aeroporto. Cose da raccontare ai nipoti, un giorno.

- Consiglio di non volare quando si è intasati di catarro. Le orecchie scoppiano come lampadine rotte, l'intera testa sembra una lampadina rotta, dolori lancinanti in luoghi improbabili come le gengive o gli zigomi. O forse è solo un mio problema?

- E ora le foto di rito.



L'ingresso del teatro, ogni anno allestito diversamente da quei mattacchioni degli organizzatori. Quest'anno l'ho AMATO.




Le comodissime (giuro!!) sedie di design fuori all'aperto (palate di soldi, ricordate?) nelle uniche due ore di sole dell'intero festival. Per il resto, uggia&pioggia.




L'interno del bellissimo Teatro Nuovo Giovanni da Udine, ormai luogo di culto.




La piazza di Udine, di cui ho scordato il nome, palesemente illuminata dalla luce divina (definita dal volgo con il banale termine di sovraesposizione).


Passo e chiudo e all'anno prossimo.

YEAHHH!

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permalink | inviato da Alabama! il 3/5/2009 alle 13:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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