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Adieu
post pubblicato in Diario, il 7 aprile 2010
Ok, via!!
Approfitto del barlume di lucidità tra un ideogramma e l'altro per dare l'addio al Cannocchio.
Basta. Sennò non me ne vado più.
Di là è ancora mezzo diroccato work in progress ma bisogna varare la nave.
Dopo un mese circa a fare la scema loggata su wordpress come blogfinto (salve, blogfinto! bentornato, blogfinto!) e su blogspot come blogfintissimo (idem) ho scelto il primo senza esitare.
Non scherziamo. 85 template contro 12. AHAHAHAH!!!! Già questo è bastato, senza contare la marea di aggeggi inutili e perciò da me avidamente bramati di cui la suddetta piattaforma dispone.

Ho fatto un casino con l'account, il nome del blog, mi sono registrata e cancellata tre volte, ho registrato 4 diversi blog, ho impostato e reimpostato tutto millllle volte.
Ovviamente Alabama c'era già, così come sweethomealabama ecc. ecc.
Fanculo.
Dopo notti insonni ho scelto un patetico ALABAMAA come account e un ancor più patetico SWEETHOMEALABAMAA come indirizzo. Lo so, patetico. Ma non ne potevo più!!!
Il blog con l'eco.
Tanto la testata la scrivo come voglio.

Ora fuggo di qui prima di cominciare a piangere, approfitto della stanchezza ancestrale e degli occhi fritti. Niente melensaggini.
Si ricomincia a ballare seriamente di là (e quando dico seriamente intendo a cazzo di cane), venite tutti eh?? Non facciamo che poi sto da sola che mi intristisco! Cambiate i link e tutto!
Oddio che emozione!

Da oggi in poi sono QUI:

www.sweethomealabamaa.wordpress.com



permalink | inviato da Alabama! il 7/4/2010 alle 21:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
Sfogo
post pubblicato in Cine qua non, il 1 aprile 2010
C'è questa canzone di Simon & Garfunkel, che mi ricorda tanto alcuni giorni che passai a Tokyo nel 2006, ero da sola e dormivo in ostello, l'ostello stava nel quartiere di Asakusa e dava sul fiume e mi ricordo nettamente che una sera rientrando da una cena feci una passeggiata fumando una sigaretta (in Giappone nel 2006 fumavo) e avevo l'iPod con questa canzone in loop, mentre andavo a vedere il fiume e i palazzi illuminatissimi sull'altra riva e pensavo che era uno dei momenti più belli della mia vita.

E insomma ieri sera mi ritrovo questa canzone che mi piace tanto in un film, ma in un film così brutto che sono incazzata da ieri e non accenna a passarmi. È dura quando sei così suscettibile in tema di film, che possono cambiarti la vita, in meglio o in peggio.
Vabbè, il film in questione è Happy Family di Salvatores Gabrieles e ho dovuto litigare (e continuo a farlo) con tutti dato che nessuno capisce che merda sia.
Ho fatto il mio IPSE e non ci sprecherò altre parole, dico solo che se fai il regista hai una grande fortuna e devi sentirti onorato di poter raggiungere tante persone e poter dire un po' quello che vuoi, e alle volte penso che una tale fortuna devi pure sapertela meritare e devi rendere grazie per questa possibilità. Non sei obbligato, ma sarebbe bello vedere che sfrutti la tua opportunità per raccontare qualcosa di nuovo, o utile, o divertente, o semplicemente bello.
Non è bello vedere che sprechi la tua grande fortuna per omaggiare il mondo di un film completamente inutile, noioso, non divertente, non serio, senza neanche mezza idea mezza e pieno di stronzate. Ecco.

Non so quale sia stata la molla che mi ha fatto scattare così, cioè io mi incazzo sempre se un film è brutto, ma veramente era tanto che non mi capitava a questi livelli.
Sarà che nessuno muore di cancro in quel modo felice, nessuna scopa con uno, dice "l'ho trovato", dopo un mese è incinta e vissero felici e contenti, nessuno dice "mio figlio è gay spero che lo capisca presto", nessuno invita a cena uno che ti ha investito.
Dice, benvenuta nel mondo della finzione cinematografica.
No. Io ci sguazzo nella finzione, messa in tutte le salse, la finzione ha senso se è sorretta da un'idea, una storia, un personaggio, qualcosa. Ha senso se è corretta, se non si approfitta dello spettatore intortandolo di luoghi comuni, se è onesta. Sennò è solo merda.
Il plagio dai Tenenbaum è come dire Vanzina che vuole fare Kubrick.
Simon & Garfunkel ("che non li sente più nessuno" MA DOVE??) ogni minuto, ogni minuto a sfruttare quella stessa canzone, perché ti sei reso conto che è bellissima e puoi coinvolgere solo in quel modo.
E sei uno che passa per un buon regista, amato dal pubblico.
Io ti amavo Salvatores Gabrieles.
Amavo Mediterraneo e Turné e Marrakesh Express, che tu citi smaccatamente perché sai che non hai fatto altro di meglio nella vita. Non citi Io non ho paura, guarda un po', di cui nessuno si ricorda.
Io ti amavo e mi hai deluso ferocemente e adesso ti odio.
Ti odio e devi smettere di fare il regista.
Adesso, subito.

Avevo detto "non sprecherò altre parole".
Già.
In effetti sono leggermente nervosa da qualche giorno e non ne capisco il motivo.
Non so gestire i nervi, mi fanno questo strano effetto odiotuttietutto a cui non sono abituata.

Volevo anche dire che passo diverso tempo delle mie notti a sistemare gli aggeggi del nuovo blog, esiste un nuovo blog che mi sta già facendo impazzire e presto subentrerà a questo.
Sono emozionata come quando ho aperto la sweethome 6 anni fa. Gh.
Poi vi racconto bene.

Ora vado a farmi una camomilla (ma quello che ho detto rimane ed è la verità!) e visto che siamo ad aprile vi metto tutto il testo della famosa canzone, che per me resterà sempre Tokyo 2006.
Si chiama April come she will.


April come she will
When streams are ripe and swelled with rain;
May, she will stay,
Resting in my arms again

June, she´ll change her tune,
In restless walks she´ll prowl the night;
July, she will fly
And give no warning to her flight.

August, die she must,
The autumn winds blow chilly and cold;
September I´ll remember.
A love once new has now grown old.


Qui la sentite. Bella.


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permalink | inviato da Alabama! il 1/4/2010 alle 20:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
I tempi che verranno
post pubblicato in Diario, il 28 marzo 2010
Con orrore scopro che il pomodoro si è aggiunto alla galassia batteriologica di macchie e aloni osceni presenti sulla tastiera e sullo schermo (!!!) del mac, dato che al momento sto mangiando davanti al computer le fettuccine al sugo di mia zia (sempre sia lodata).
Così mi sono ridotta.
Fuori c'è la prima giornata realmente primaverile dell'anno e io con la forchetta da una parte e il mouse dall'altra a perdere diottrie.
Ma tutto questo finirà, devo solo tenere duro fino a Pasqua. Che dopo sarà peggio.
Alla domenica lavorativa si è aggiunta l'ora legale, simpatica situazione da me molto amata se non altro fino a quando non avevo un tubo da fare.
Stamattina mi sono svegliata e ho guardato l'orologio e il secondo successivo ho pensato «oddio è già così tardi!» e adesso non faccio altro che guardare l'ora in alto a destra sullo schermo e ripetere «oddio è già così tardi!» intervallato da «oddio ho perso un'ora oddio!» che il bianconiglio mi fa una pippa.
Non sono fatta per questa vita.

E infatti ho talmente fretta di lavorare che sto scrivendo sul blog.
Tergiverso ma non posso non dire quanto mi hanno fatto piacere tutti quei commenti nel post precedente. Ringrazio gli abitanti di Lurkerburg (eheh) che si sono palesati, gli amici che mi conoscono extra-blog e quelli che non vedo mai ma si sono rifatti vivi (Pronzo!!) e anche, Iddio li abbia in gloria, quelli che hanno ammesso CAMPO UGUALE, perché dai su, se domani la blogosfera sparisse per sempre dopodomani già ce ne saremmo scordati. E meno male.
Oddio, sembra che sto facendo il discorso degli Oscar, ora ringrazio anche mamma e Gesù Cristo.
Ok, basta.
Era per dire che di chiudere non se ne parla, ma non era nemmeno un tracobetto per vedere quanti seguaci ho. Era così, un diversivo. Hop! vediamo se scrivendolo si avvera! No. Fail.

La cosa che si avvera è un'altra, temo.
Non ne posso più del Cannocchiale, è ufficiale, me ne vado.
Mo' appena ho due minuti (=MAI) trasloco tutto l'ambaradan da qualche parte.
Immagino che esista un modo si trasferire 6 anni di blog da una piattaforma all'altra ma è cosa che non si avvicina neanche lontanamente alle mie seppur vastissime (...) conoscenze.
Io di migrazione non so niente (a parte quella delle papere), e mi chiedo perché mai dovrei saperne, non è che di notte mi installano i programmi nel cervello tipo Matrix.
Il bello è che ho deciso che non me ne frega niente, 6 anni di post resteranno alla deriva nell'etere e alla larga dai miei sentimentalismi stracciabudella, così magari la smetto di fissarmi con la roba passata. Sarebbe pure ora. Cura d'urto e via, fosse fosse che il blog risulti utile per qualcosa? Altro che psicanalisi.

Bene, la tal cosa è scritta e dunque avverrà, non so quando. Presto. Avrete notizie.
Torno a lavorare.

P.S.
Non è che abbia abbandonato l'idea di farmi pure un tlog (esempio di tlog --> qui).
Twitter manco morta, FB lo sapete come la penso, FriendFeed e altre cose di comiuniti ho il vomito.

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permalink | inviato da Alabama! il 28/3/2010 alle 14:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
Chiudo?
post pubblicato in Diario, il 24 marzo 2010
Ma se chiudessi il blog?
Tipo.
Ci penso da un po' di giorni.
Ormai è palese che non lo legge più nessuno, gli ultimi due post avevano due commenti in totale, dai su.
E io quanta voglia ho di scrivere? Boh.
Pensavo che potrei aprirmi un tlog, che è il modo moderno in cui chiamano i tumblr, quei blog senza commenti (ma non ne sono sicura) in cui fai micropost con frasi o immagini prese qua e là.
Così la più grossa fatica sarebbe copincollare e ugualmente divulgherei saggezza (come faccio ora, del resto) (tzè).
Apro un tlog? Boh.
Magari cambio piattaforma e restylo tutto su blogspot. Il Cannocchio FAIL sotto ogni punto di vista. Spero che prenda fuoco entro breve e non ne rimangano che le ceneri, aspirate senza pietà da un folletto Vorwerk.

Intanto facciamo un sondaggio.

ALABAMA CHIUDE IL BLOG. Tu come reagisci?

a) NOOOOOO!!! Lo leggevo sempre!!!
b) NOOOOOO!!! Lo leggevo ogni tanto!!!
c) Vabbè, lo leggevo ogni tanto.
d) Campo uguale.
e) Era ora.
f) Chi?

(Se vi vergognate a sputtanarvi con le risposte c, d, e, f, e temete mie ritorsioni sanguinolente commentate da anonimi)
(Va da sé che se i commenti saranno 1 l'esito è facilmente immaginabile)



permalink | inviato da Alabama! il 24/3/2010 alle 9:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (30) | Versione per la stampa
Vedi che succede a riparare Firefox
post pubblicato in Diario, il 16 marzo 2010
Non volevo scrivere e volevo andare al letto "presto" ma ho compiuto un'impresa straordinaria e dovevo dirlo. Vabbè è una cazzata. Da ieri non riuscivo più ad aprire le pagine del Cannocchiale (quindi neanche il blog né niente) con Firefox. Cioè, ho scoperto stasera che si trattava solo di Firefox. Con Safari lo apriva, quindi mi sono rimangiata le maledizioni vudù e mi sono messa a smanettare su Google per cercare di risolvere. Il problema dunque era solo mio. Già pensavo di bussare in piena notte alle finestre chat di tutte le menti informatiche che conosco (troppe), urlando e imprecando e menando pugni in aria (come sovente mi capita) e invece smanazza qua smanazza là... ho risolto. Cioè, DA SOLA. Dentro i commenti di un blog di una che aveva lo stesso problema un anno fa era pieno di suggerimenti e consigli, nomi e sigle assurde e operazioni indescrivibili e cose così, io ho fatto la cosa che sembrava più facile, cioè uhm, cancellare i cookie, cosa che non avevo mai fatto, tramite un sito apposito (ahah grazie sito!) e via, si è ripristinato tutto.
Roba da non credere.
Senza buttare giù dal letto nessuno.
Giuro, stento ancora a crederci.
Inutile dire che non ho idea di che cacchio siano i cookie, andassero al diavolo.

Come forse avete notato questo non è un post della saga di Alabama Jones, se continuo solo con quelli l'alienazione mi divorerà, già vivo abbastanza nel passato, non alimentiamo la parte oscura del mio cervello. Non ho neanche detto che non continuerò! Per la vostra gioia inenarrabile continuerò eccome, tanto non ne avrò per molto (ehm, credo). Continuerò un po' quando cazzo mi pare, anche se così mi sa che nel 2015 starò ancora elencando le specialità culinarie cambogiane, eccheppalle. Vabbè, vediamo. Mi sbrigo. Pare che me l'ha ordinato il dottore, invece no! Mi diverte scrivere quella roba e inoltre potrò rileggerla fra due anni e pensare quanto ero fica quando andavo in Cambogia, esattamente come faccio adesso riguardando i post del Giappone. Infatti siete stufi della solita broda e volete dei post strabilianti? Rileggetevi l'annata giapponese e penserete ah! quelli erano post! Io li rileggo e mi sembra il blog di un'altra persona, mi esalto e penso fico! chissà che succede dopo, poi mi ricordo che ero sempre io e corro a piangere in bagno.
In ogni caso, la cosa che DAVVERO vi divertirà (mai quanto mi sto divertendo io a farlo) è vedere il SUPERFILMAGGIO che sto mettendo insieme con le musichette e tutto. HA! God bless iMovie!
Quello però alla fine, per tenere viva la suspence. Sennò scappate.

In ultimo volevo dire un altro paio di cose.
1) Se tutti quelli a cui do retta dicono che ALICE IN WONDERLAND è un film demmerda, perché, di grazia, dovrei andarlo a vedere? Dice: bisogna vederlo, che fai non lo vedi? ALICE DI TIM BURTON! Dico: ma se so per certo che mi farà incazzare, mi deluderà, uscirò sbraitando, vorrò spaccare la faccia a quella faccia di merda di Depp, vorrò dare fuoco allo stesso Burton e mangiarne il cuore, ma perché devo farlo?!?!? E gli devo pure dare 10 euro?? Quello non imbrocca un film da 6 anni, quell'altro ormai sembra Davide Mengacci, altro che sex symbol. No, allora. L'unico motivo sarebbe lo Stregatto, perché vorrei vedere in 3D il musone peloso e desiderare di averlo in casa. Ma mi sa che il gioco non vale la cancrena, quindi ciao, basta. Finirò in carcere per questo? Non credo. Tanto il mio giudizio ve l'ho già dato e fidatevi che valgono più i pre-giudizi dei giudizi.
Tanto lo so che domani sera mi costringeranno. O diranno come al solito «dici cose senza senso».
2) Devo lavorare tantissimissimo. Ma sul serio. Per quello non posto più tanto (...) e mi metto il bollino rosso su msn e la luna nera su skype, devo stare china sul fatturato. Cioè, si tratta di un fatturato triste e grigio ma si spera che lavorando tantissimo diventi un po' più roseo. In soldoni: correre ai ripari prima di morire di stenti. Anche se a quanto pare in quello che faccio non vale le regola del piùlavoro=piùsoldi perché bene che va devi rincorrerli con la lupara. Comunque al momento ancora non mi lamento ma commento il turbamento auspicando un cambiamento.

E con questa finezza vi saluto e vado a letto, che domani al chiodo e sgobbare.
Mo non dico niente per scaramanzia ma a un certo punto farò un elenco di tutte le cose che sto facendo e vi si ribalteranno i bulbi oculari.
Non c'è ancora niente che includa la conquista del mondo ma conto di farcela entro l'anno.

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permalink | inviato da Alabama! il 16/3/2010 alle 23:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Alabama va in Cambogia - vol. 2
post pubblicato in Diario, il 12 marzo 2010
Singapore - girone di andata

Atterro a Singapore alle nove di sera. Anna arriva in quello stesso aeroporto alle cinque del mattino. Ho otto ore da passare un po' come cazzo mi pare e meno male che l'aeroporto di Changi (questo il nome) è VERAMENTE come lo descrive sleepinginairports.com. È il posto dove vorresti vivere per sempre, la zona franca dei non-problemi, in soldoni il paradiso. Posti per mangiare aperti 24/7, aree internet ogni venti metri, poltrone che ti massaggiano i piedi, telefoni per chiamare GRATIS numeri locali, moquette pulita, informazioni sempre e ovunque. Vabbè, la faccio breve. Passo il mio tempo online, oppure mangiando, oppure leggendo, oppure dormendo scomoda su un divanetto appartato (tristemente scoprirò la zona "poltrone comode" solo la mattina dopo), circondata da vigilantes donne per lo più nere e ciccione, che sonnecchiano (anche russando) o passeggiano. Non ho mai ritirato lo zaino al nastro bagagli perché avrebbe significato uscire dall'aeroporto, ma sto tranquilla che me lo tengono da parte, mica stiamo a Fiumicino. Chiedo a una tizia delle informazioni se la zona dove sto andando a dormire è sicura e lei mi guarda inorridita e quasi offesa e dice «Ma... ma... certo!! L'aeroporto di Singapore è il più sicuro al mondo!!». Bella.
Non dormo quasi un cazzo (per un tot di 2 notti quasi a secco) e alle 5 vado ai nastri bagagli ad aspettare Annalicchia. Trovo il mio zaino bel bello che mi aspetta da una parte, mi ci siedo sopra e attendo. Alle 6 circa arriva e ci abbracciamo e saltiamo e urliamo mezz'ora. Non ci vedevamo da più di un anno.
Stiamo fino alle 11 a parlare buttate sulle poltrone di un bar sempre dentro l'aeroporto, e sti grancazzi di Singapore. Io ho fatto colazione alle TRE sempre da Starbucks (aò non resisto) e ho un clamoroso jet lag allo stomaco. Finalmente usciamo da Changi e ci dirigiamo verso Little India, dove sta il nostro ostello. 20 dollari di Singapore a notte, cioè 10 euro, e li vale tutti, nel senso che ne vale pure meno. Incontriamo Daria, una mia amica che si è da pochissimo trasferita a Singa per congiungersi post-lauream al suo futuro marito, che è per l'appunto di Singapore. Daria ci fa da cicerona e pranziamo con lei al ristorante indiano devastandoci di risi, salsette e mango lassi, una bevanda che mi spalanca le porte di svariati paradisi. Io sto sognando il letto a occhi aperti, pure a castello, pure in camerata mista, sticazzi, sogno la mia testa appoggiata a un cuscino vero, dopo due notti assurde messa tipo tetris. In ostello decidiamo il da farsi e compriamo online i biglietti aerei per la Cambogia, low-cost, partenza il giorno dopo. Anzi, no. Non il giorno dopo, la mattina dopo, ma la mattina all'alba, decollo alle SEI. Quindi la conclusione qual è? Niente letto, ostello pagato a babbo morto e altra notte in aeroporto (fa rima e c'è). Voglio vivere a Changi!
Andiamo a fare shopping e invece di una borsa etnica bellissima con gli elefantini (passerò tutta la vacanza a dire «uuuh! Guarda gli elefantini!! Che cariiiiniiii!» e a desiderare fortissimo qualunque oggetto con impressi sopra i dannati elefantini) compro un paio di mutande con disegni vintage-trash di BATGIRL che probabilmente non metterò mai, mentre Anna e Daria le comprano di Superman (na, io mi dissocio, mai sopportato Superman, e poi IO-SUPERMAN-DECHE??).
Continuiamo a bere e mangiare e io sono a pezzi. Giuro.
Cena con Daria e il futuro marito (hihi, stai leggendo??) che ci scarrozza in giro con la macchina, io ormai ho le occhiaie catarifrangenti.
Ci accompagnano a Changi e dormiamo ben tre ore arrotolate nei sacchi a pelo esattamente davanti ai counter del check-in, era l'unica zona con la moquette e nessuno fa storie. Ci svegliamo circondate da gente in fila, che quasi parla piano per non darci fastidio, io sgomito Anna della serie «ehm, forse è meglio levarsi di mezzo» e non dobbiamo fare altro che ripiegare i sacchi a pelo, tirarci su e siamo in fila. Manco il mago Houdini.
Sul low-cost della JetStar c'è un bambino che piange ininterrottamente, non dormo un cazzo e comincio ad avere allucinazioni da sonno.

[continua]


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permalink | inviato da Alabama! il 12/3/2010 alle 0:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
La mia sestina 2010
post pubblicato in Cine qua non, il 4 marzo 2010

Intervallo!

Lo so lo so, doveva esserci il vol. 2 sulla Cambogia ma domenica danno gli Oscar!!!

Per il sesto O__O anno consecutivo, ecco a voi l'Alabama-pronostico!


Miglior film: Avatar
Miglior regia:
Kathryn Bigelow (The Hurt Locker)
Miglior attore:
Jeff Bridges (Crazy heart )
Miglior attrice:
Gabourey Sidibe (Precious)
Miglior attore non protagonista:
Christoph Waltz (Inglourious Basterds)
Miglior attirce non protagonista:
Mo'nique (Precious)


Allora.
C'è tutto un discorso da fare.
Io davo Avatar pure alla regia ma mi si dice che Cameron abbia espressamente affermato di non volere l'oscar per la regia e chiesto che venisse dato alla sua ex moglie (!!!) Bigelow. Cioè, ma quindi?? Che storia è? Allora decidi tutto tu e tanti saluti al voto! Cose da pazzi.
Comunque The hurt locker non l'ho visto, come non ho visto Crazy heart ma dico Bridges sulla fiducia, e non ho visto Precious ma dico quelle due perché una è telefonatissima (non prota) e l'altra perché santoddio non ci posso credere che danno l'oscar a Sandra Bullock! NOOOOO!!!! Mi oppongo vostro onore. Allora il prossimo datelo a me, no? Sbaglio volontariamente perché non ce la faccio né a dire Bullock né a dire Streep, basta con le babbione, mi pare di averlo pure già detto.


Poi.
Miglior film animato
Up (chiaramente), miglior straniero Il nastro bianco (non l'ho visto ma osannato dalle folle), miglior adattamento io dico District 9 (daje!!!), anche se probabilmente lo prenderà Up in the air, mentre miglior sceneggiatura io dico Inglourious basterds (aridaje!!!) e invece lo prenderà A serious man, o addirittura di nuovo The hurt locker (cheppalle).
Tutti quelli tecnici
Avatar, ovviamente.
Della musica
non ne so quasi nulla, anche se per Sherlock Holmes ha lavorato Hans Zimmer, uno dei miei preferiti (milioni di colonne sonore tra cui quella splendida del Gladiatore, meglio la musica del film, e quella di True Romance, che vabbè ce l'abbiamo io e un'altra persona nel mondo).
Sorpresona, miglior make-up
a Il divo! C'è sempre una coppia di italiani candidata o premiata per vestiti o trucco. E comunque non ho visto manco quello, ero in Jap e non l'ho mai più recuperato.

Passo e chiudo, quest'anno boh, un po' così, non sento nemmeno il travaso di adrenalina.
In compenso ho ricominciato a comprare dvd, quattro a botta come ai tempi d'oro, ma di questo parleremo un'altra volta.


Fate il vostro gioco signori!


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permalink | inviato da Alabama! il 4/3/2010 alle 9:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa
Alabama va in Cambogia - vol. 1
post pubblicato in Diario, il 2 marzo 2010

Occheeeiii, ora che ho un po' di tempo (circa un quarto d'ora prima di collassare dal sonno) provo a mettere giù il flusso di coscienza e trasferirlo dal taccuino di viaggio (no, non la gaggissima Moleskine© ma un quadernetto a spirale con la copertina di peluche rosa e un orsetto, che trovai anni fa nel blisterone di un fumetto per adolescenti che leggevo) (già) dicevo, trasferisco il tutto dal quaderno al blog e vediamo che esce.
Ritocco l'italiano, aggiungo qualcosa, ma faccio meno fatica che a reinventarmi tutto.
Vabbè ma perché questo spiegone? Boh.
Via.

Partenza

Prima volta che volo con Emirates. Mioddio sembra tutto perfetto, un hotel a quattro stelle.
Svoltona, accanto a me non c'è nessuno e posso dilagare nei sedili. Fame atroce subito.
Prima cosa da fare in assoluto: film e copertina (ottima, che al ritorno fotterò con destrezza). La lista dei film è INFINITA e passo la prima mezz'ora a sudare di indecisione, vorrei metterne tre diversi sui tre schermi dei tre sedili e vederli simultaneamente, ma purtroppo non ho sei orecchie. Peccato.
Mentre mi allungano la cena a mille portate più buona della storia delle compagnie aeree mi munisco di cuffie e mi sparo An education
, film ora al cinema scritto da Nick Hornby, che in qualche modo volevo vedere. Be', per fortuna che l'ho visto gratis. Caruccio, eh? Ma, voglio dire, chi ne sentiva il bisogno? Praticamente c'è Octopus negli anni '50 che ha una figlia, clone di Joey Potter, studentessa modello che perde la brocca per uno con vent'anni più di lei, il padre severissimo prima per carità non scherziamo poi viene infinocchiato anche lui, tutto perfetto, amore, cose romantiche, glamour e scuola basta, che schifo, a Oxford non ci vado più, anzi mi sposo con lui che mi ha portato a Parigi, ma ops, poi si scopre che lui è già sposato, lacrime, Oxford e fine.
Cui prodest? A chi giova tutto ciò? Non a me. Vedetelo in aereo, se proprio dovete.
Insomma arrivo a Dubai per lo scalo di due ore.
C'è Starbucks!! Io AMO Starbucks, non essendomene mai fregato un piffero dell'espresso italiano. Pago otto dollari americani (tanto ho tutte le valute del mondo, USD, EUR, YUAN cinesi, DONG vietnamiti) per caffelatte e un blueberry muffin che inspiegabilmente odora di pecorino.
Innesco l'iPod e la prima canzone che mi va di sentire è Golden brown degli Stranglers, gironzolo trullallà e mi rendo conto che una delle sensazioni che mi appagano di più in assoluto è camminare negli aeroporti con gli auricolari, le mani in tasca e il naso per aria, nella grazia di dio.
Ad ogni gate c'è una fila di poltrone comodissime tipo chaise longue, mi metto comoda e comincio il libro che mi sono portata,
Mattatoio n°5 di Kurt Vonnegut, che bello essere l'unica persona al mondo a non averlo ancora letto.
Nel mentre chiacchiero con Daniele, un sardo bello come il sole che sta sei mesi l'anno in Sardegna a Santa Teresa di Gallura e sei mesi in giro per il mondo a fare l'artigiano e lo scrittore (che vitaccia eh?), era sul mio stesso volo ma va Bangkok. Evabbè.
Soltanto a stare in aeroporto mi rendo conto che l'intero mondo è un posto molto più ospitale di quanto ci vogliono far credere, più ospitale del mio quartiere a Roma, per esempio, col portiere del mio palazzo che è un bifolco senza speranza dedito unicamente a xenofobia e paraculismo.

Mi imbarco per la destinazione finale (Singapore).

Stavolta vedo Astroboy, quale occasione migliore, non lo avrei mai neanche scaricato.

Mio dio, è di uno squallore imbarazzante. Volontariamente decido di vederlo doppiato, ebbene sì, Silvio Muccino fa sforzi disumani per camuffare l’inflessione romanesca e l’orrida patata in bocca, con risultati devastanti. In ogni caso, tutto il film è imbarazzante. Bene.

Scalo tecnico di un’ora a Colombo, Sri Lanka, qui comincio ad accusare.

L’aereo riparte e io ho sempre i tre posti tutti per me, quindi fanculo i film, mi sdraio lunga e sprofondo in un sonno di piombo.



Bene, arrivata fin qui mi rendo conto che ho sonno, ho scritto un botto e non sono nemmeno ancora arrivata a destinazione, quindi, a costo di frantumarvi le palle con lo schiacciasassi, mi vedo costretta a suddividere il tutto in più post, o puntate, come volete. Se non ve ne frega un cazzo riaprite il blog fra un po' e amici come prima. Sennò passate qualche giorno a contorcervi sulle spine per sapere come va avanti il tutto. Che succederà???

 

Dissolvenza, titoli, sigla.


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permalink | inviato da Alabama! il 2/3/2010 alle 0:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
Back in da sweethome
post pubblicato in Diario, il 24 febbraio 2010
Eccomi!
Viva e vegeta, con la scatola di imodium intatta, 463 foto e una vaga abbronzatura che non tarderà a sparire.
Ho festeggiato il ritorno strusciando sotto casa dei miei l'altra fiancata della macchina, quella che era ancora sana, quindi a circa sei mesi dall'acquisto abbiamo: entrambe le fiancate fatte, i quattro angoli smussati e un volantino tatuato per sempre sul parabrezza. Quand'è che ho disimparato a guidare?
Vabbè, non divaghiamo.
Sono stata in Cambogia.
Ora, di cose da dire ne avrei una tonnellata circa, non so bene come dato che dovrei avere davvero TANTO TEMPO per scrivere qui sopra, cosa che non ho visto che anche se non sembra ho del lavoro da fare. Quindi devo vedere di fare un racconto velocizzato, tipo parole chiave e voi capite da soli quello che voglio dire, anzi no ok, farò dei megariassunti, sempre che riesca a mettere insieme tutto (ho degli appunti).
Delle foto per ora se ne sta occupando iPhoto, poi postarle una per una è impresa risibile quindi quello che farò, probabilmente di notte, sarà montare un superfilmaggio con carrellate varie, titoli in sovrimpressione e musichette adeguate, proprio come Patty e Selma con le diapositive del viaggio nello Yucatan, esatto. Non vi sfrigolano già le budella? Scommetto di sì.

So che ho perso la NEVE A ROMA, evento che capita ogni trigono di Urano con la costellazione del ratto muschiato ma di cui ho abbondantemente riso, visto che me ne stavo a 35° equipaggiata con canottiera e infradito, situazione che baratterei pure con una passeggiata al chiaro di luna in compagnia di Jude Law.
Ho perso Sanremo!!! Se mai avessi avuto uno scopo nel partire, sarebbe stato quello. Ma mia madre ha già provveduto al resoconto completo, inclusi gossip, backstage e polemiche da sciampista.

E poi che altro... basta.

La canzoncina del giorno è Sixteen military wives dei Decemberists, gentilmente donatami dalla mia comare di viaggio insieme a molte altre, il cui allegro ritornello fa:


And the anchorperson on TV
Goes la-de-da-de-da-deda-deda-deda
La-de-da-de-da-deda-deda-deda


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permalink | inviato da Alabama! il 24/2/2010 alle 23:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
E Male sia!
post pubblicato in Diario, il 8 febbraio 2010
E allllllloraaaaaa pare proprio che riesca a levarmi di mezzo per un paio di settimane, lo zaino è pronto quasi pronto, l'iPod è in carica, l'adrenalina sale esponenzialmente ogni minuto che passa ecc. ecc.
Stasera sarò su un aereo direzione Singapore, un'allegra traversata che consta di: 5 ore fino a Dubai, scalo per 4 ore + altre 9 ore fino a destinazione, inclusa 1 ora di scalo tecnico in Sri Lanka, FAN-TA-STI-CO! Arrivo domani sera (presumibilmente morta) e dormo in aeroporto, che su sleepinginairports.com è dato come il miglior aeroporto del 2009 per le soste overnight, COME non approfittarne?? Alle 5 del mattino mi ricongiungo dopo oltre un anno alla cara Annalicchia, di ritorno (?) dal regno di Oz e in partenza per altri lidi ignoti.
Dopodichéééééé schiodarsi da Singapore al più presto per un nuovo capitolo della saga di ALABAMA JONES (già protagonista di Vietnam 2008, mea culpa per non aver mai fatto uno straccio di report qui sopra, e sì che meritava) che stavolta sbarcherà dove?? Beh, non si sa ancora, Malesia? Cambogia? Filippine? Forse la seconda. Il programma iniziale prevedeva Malesia (da qui il sagace titolo del post, non potevo non giocarmelo) sulla rotta di Sandokan, quindi mare, Borneo, Labuan, ecc. ma la wet season non perdona, quindi bisogna andare a caccia di paesi dry. La Cambogia è dry e ci sono un botto di cose da vedere.
Resta comunque il dubbio remoto che questo viaggio sia organizzato un po' come le fiction del grande Renè Ferretti, ovverosia a cazzo di cane.
Di buono ho vent'anni di copertura dall'epatite A mediante vaccino, una boccia di Autan, un k-way di cui però non sono così soddisfatta e la certezza che dove vado non faranno MAI meno di 30 gradi, oh gaudio! Quindi posso andare ovunque.

Tenderei a stare alla larga dalla banda larga, a mo' di disintossicazione, ma non è detto che in uno degli innumerevoli scali (tipo al ritorno devo stare NOVE ORE inchiodata a Dubai AHAHAHAH! mi ammazzerò!) non decida di evitare il suicidio connettendomi da qualche parte, come feci anni addietro da Bangkok di ritorno da chissà quale viaggio in Jap, ricordate? No. E come darvi torto.

Al rientro gradirei trovare primavera inoltrata, le rondini e i prati fioriti, grazie.
Ah sì, torno il 22.

Ad maiora e fate i bravi!

Alabama Jones

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permalink | inviato da Alabama! il 8/2/2010 alle 12:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
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